Azioni e dividendi: come vengono tassate? Guida completa

In questa guida, in maniera semplice e diretta tratteremo la tassazione su azioni e dividendi. 

Se avete acquistato azioni o quote inerenti società di capitali, siete capitati nel punto giusto.

Di seguito potrete trovare tutte le informazioni sulla tassazione dei dividendi.

tassazione Azioni e dividendi

Tassazione inerente ad Azioni e dividendi

Guida completa alla  tassazione fiscale di azioni e dividendi

Sappiamo bene che i dividendi rappresentano quote di utili che una società paga ai propri azionisti. In altri termini, si tratta della remunerazione del capitale investito dai proprietari dell’impresa e dai risparmiatori.

Premesso questo concetto, passiamo adesso ad analizzare come vengono tassati i dividendi e le azioni anche alla luce di quelle che sono le attuali normativa fiscale in merito.

Purtroppo, la tassazione in merito a azioni e dividendi varia in base a 2 fattori molto importanti:

  1. localizzazione della società che eroga i dividendi;
  2. percentuale di partecipazione detenuta dal socio.

Criterio della partecipazione: tassazione sui dividendi ed azioni

A questo punto, uno dei criteri da considerare al fine di comprendere il meccanismo sulla tassazione delle azioni e dei dividendi è quello della partecipazione. La partecipazione conferisce il potere  al socio o all’azionista considerato.

Questo infatti ne è il detentore, ovvero il titolare di una quota del capitale o partecipazione qualificata o non qualificata e quindi di conseguenza gli viene conferito questo paese.

Nota bene:

La distinzione tra partecipazione qualificata e partecipazione non qualificata si impernia nelle basi del diritto societario. Riguarda essenzialmente questi elementi:

  • la quota percentuale di capitale (partecipazione) posseduta;
  • il diritto di voto in assemblea, conferito proprio dalla partecipazione.

Al fine di definire il concetto stesso di partecipazione qualificata e di partecipazione non qualificata, possiamo fare riferimento alla normativa societaria.

La normativa prevede diverse percentuali di quota di capitale e di diritto di voto.

Questo ovviamente varia in base al fatto che si faccia riferimento a:

  • società quotate in borsa;
  • società non quotate in borsa.

Classificazione e caratteristiche delle società

tassazione dividendi

  • Partecipazione qualificata nelle società quotate in borsa: al fine di determinare il diritto di voto, si deve possedere una quota capitale superiore al 5%; mentre se attribuisce un diritto di voto in assemblea ordinaria la quota deve essere maggiore al 2%;
  • Partecipazione non qualificata nelle società: in questo caso, si deve tenere presente che per le società quotate in borsa la quota capitale è inferiore al 5%; mentre se attribuisce un diritto di voto in assemblea ordinaria questo è inferiore al 2%;
  • Partecipazione qualificata: per le società che invece non sono quotate in borsa, si deve possedere una quota capitale superiore al 25%; il diritto di volo lo si attribuisce in assemblea ordinaria maggiore al 20%;
  • Partecipazione non qualificata: per le società non quotate in borsa la quota capitale è inferiore al 25%; nel caso sdi diritto di voto, invece, gli si attribuisce un diritto di voto in assemblea ordinaria inferiore al 20%.

Come vengono tassati dividendi e azioni?

Criterio della localizzazione

Cerchiamo ora di comprendere meglio come funziona il meccanismo di tassazione su azioni e dividendi.

Si deve tenere presente che per ogni tipo di partecipazione posseduta, si deve valutare la localizzazione della società. Questo elemento è molto importante, anche al fine di saper la società della quale si detengono le partecipazioni.

Questo per il semplice fatto che il Fisco Italiano, tende a penalizzare di molto i dividendi che sono corrisposti da società con sede in Paradisi fiscali o a fiscalità privilegiata.

Società residenti: meccanismo – aliquota

Passiamo adesso a comprendere su cosa si basa il meccanismo della tassazione inerente a dividendi e azioni.

Purtroppo questo non è un sistema tassazione univoco, e si devono tenere in considerazione le diverse aliquote che si devono applicare caso per caso.

Infatti, per i dividendi che sono distribuiti da società residenti e per le società che sono derivanti da partecipazioni qualificate, la tassazione che si deve applicare dipende dal soggetto destinatario dei dividendi medesimi.

In questo caso si deve considerare:

  • la base imponibile: pari al 49,72% (esenzione del 50,28%) per tutti i soggetti (persone fisiche) titolari o non titolari di partita IVA.
    Rientrano in questo caso anche le società di persone. Su questa base imponibile, si applicheranno poi le aliquote IRPEF ordinarie;
  • base imponibile: pari al 5% (esenzione del 95%) per tutte le società di capitali.

Nota bene:

Per tutti i dividendi che sono distribuiti da società residenti e derivanti da partecipazioni non qualificate, si deve tenere presente che la tassazione da applicare dipende sempre e comunque dal soggetto destinatario dei dividendi medesimi.

Quindi si devono tenere presente i seguenti elementi:

  1. ritenuta alla fonte che viene trattenuta a titolo di imposta. Questa è pari al 26% per tutte le persone fisiche non titolari di partita IVA.
    Il soggetto non deve riportare nulla all’interno della dichiarazione dei redditi.
    E’ la società stessa che effettua e versa la ritenuta d’acconto per conto del soggetto stesso;
  2. base imponibile posta pari al 49,72%, con un’esenzione del 50,28%, ma solo nel caso in cui si tratta di soggetti (persone fisiche) titolari di partita IVA.
    A differenza della precedente, in questo caso si applica la base imponibile con aliquote IRPEF ordinarie;
  3. base imponibile del pari al 5% (esenzione del 95%) ma solo per le società di capitali.
    Nota bene che però l’esenzione è totale ma solo se la società in questione ha optato per il regime di trasparenza, legato al regime di tassazione IRPEF direttamente in capo ai soci.

Società non residenti: meccanismo – aliquota

Infine esaminiamo le società non residenti. In questo caso, dividendi su azioni o su quote vengono corrisposti da società non residenti.

La loro residenza è detenuta in paradisi fiscali o a tassazione privilegiata. Rientrano in questa ultima categoria, anche gli ex Paesi considerati nella black list. 

Inoltre, sono considerate tali, anche le società con i dividendi relativi a partecipazioni qualificate e non qualificate. Queste concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente e quindi è assoggettato a tassazione IRPEF o IRES per il 100% del loro ammontare.

Nota bene:

La disapplicazione che regola il regime di totale imponibilità dei dividendi su azioni, provenienti da società residenti in territori a fiscalità privilegiata non opera solo nel caso di applicazione dell’articolo 167, comma 1, del TUIR (della regola del CFC-Controlled Foreign Companies) e comma 5, del TUIR ovvero in caso di ammissibilità dell’interpello.

Azioni e dividendi: come investire con il trading online

tassazione Azioni

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Tommaso Piccinni

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  • Se i dividendi sono distribuiti da una società con sede in un Paese a fiscalità privilegiata con quale percentuale i dividendi concorrono alla formazione del reddito imponibile del soggetto italiano non imprenditore?
  • dividendi sono distribuiti da una società con sede in un Paese a fiscalità privilegiata
  • Se i dividendi sono distribuiti da una società con sede in un Paese a fiscalità privilegiata con quale percentuale i dividendi concorrono alla formazione del reddito imponibile del soggetto italiano non imprenditore

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