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Dal calcio al basket NBA: Le cripto valute alla conquista dello sport - BlogFinanza.com

Dal calcio al basket NBA: Le cripto valute alla conquista dello sport

Dal 1999, lo Staples Center è stato uno dei palazzetti più iconici della storia della pallacanestro, campo casalingo dei Los Angeles Lakers e dei Clippers.

Dal prossimo 25 dicembre però lo storico impianto cambierà nome per sempre, diventando la “Crypto.com” arena. Andando quindi a diventare il primo palazzetto NBA a stringere un rapporto commerciale così forte (si parla di un investimento da 700 milioni di dollari) con il mondo delle cripto valute. A testimonianza di come il denaro digitale stia ormai rivoluzionando il mondo dello sport in lungo e in largo.

Tutti contenti? Ovviamente no. Un po’ perché sport e nostalgia sono un binomio difficile da sciogliere, e un po’ perché, visti gli avvenimenti sportivi che si sono susseguiti nel prestigioso palazzetto per oltre vent’anni, era quasi normale che qualcuno si indispettisse. 

Non è infatti passato inosservato su Instagram il commento di Vanessa Bryant, vedova della storica bandiera giallo viola Kobe Bryant: “Per sempre la casa che ha costruito Kobe”.

I tempi cambiano direbbe qualcuno, e se l’industria sportiva vuole continuare a crescere a questi ritmi, è inevitabile che NFT e criptovalute siano destinati a farla sempre più da padroni. 

Addirittura c’è chi sostiene che token e blockchain possano essere l’unica ancora di salvezza per il mondo del calcio, ormai dilaniato da una crisi economica senza fine. Non è un caso che molti dei club più prestigiosi del mondo si stiano ormai aprendo a questo tipo d’investimenti, andando così a emulare le politiche digitali di sport molto più all’avanguardia. 

Il sostentamento economico di uno sport passa inequivocabilmente dalla capacità di saper anticipare le nuove tendenze, in particolare modo per quanto riguarda la personalizzazione delle esperienze virtuali o a un generale coinvolgimento di fan base, spesso globali, all’interno di un unico spazio digitale. 

Negli ultimi anni, giusto per fare qualche esempio, sono tantissime le squadre di Serie A ad aver stretto contratti di sponsorizzazione con varie aziende legate al mondo delle valute virtuali. Ben sei club sono diventati partner della piattaforma Socios.com (tra cui anche i campioni d’Italia dell’Inter), la Juventus è invece legata a Bitget (leggibile sulla manica della divisa ufficiale), il Milan a BitMex e persino lo Spezia ha come sponsor posteriore della maglia da gioco Bitci.com.

Una vera e propria rivoluzione.

Ma perché questo matrimonio tra cripto valute e mondo del calcio sembra, a pensarci bene, davvero un successo annunciato? 

Semplice, sono finiti i soldi. In Serie A, complice la lunga assenza dei tifosi, gli stadi non di proprietà, e accordi televisivi che impallidiscono a cospetto di quelli della Premier League, c’è un grande bisogno di trovare nuovi introiti. Diverso il discorso per i campionati in salute, invece, qui la costante ricerca di nuovi fondi è necessaria per continuare ad offrire ingaggi faraonici alla nuova stella del momento. 

Le partnership con le compagnie di cripto consentono a queste società di calcio non solo l’accesso a forse l’unico mercato davvero in salute in questo particolare momento storico ma, ancor di più, consente a queste squadre, spesso seguite in tutto il mondo, di stabilire un rapporto personalizzato con i propri fan sia dal punto di vista finanziario che della personalizzazione dell’esperienza digitale. 

Un’altra novità che sta rivoluzionando il mondo dello sport è infatti l’arrivo dei “fan token”, che altro non sono che degli NFT, delle unità uniche e non scambiabili, che i tifosi possono assicurarsi per completare, ad esempio, una collezione organizzata dalla squadra (una fotografia, un video personalizzato, la versione digitale di una maglia come fatto dalla Fiorentina) o per guadagnarsi potere decisionale riguardo ad alcune scelte della loro società del cuore. 

E quale è il guadagno per queste aziende? 

Il mondo delle cripto valute e degli NFT è spesso guardato, così come qualsiasi transfer su base blockchain, ancora con grande diffidenza da moltissime persone.

Nonostante un numero sempre maggiore di persone si stia affacciando a questo tipo di investimenti, i margini di crescita sono ancora grandissimi. 

Quale mercato migliore dello sport per entrare nel cuore della gente comune? 

Potete quindi capire come questi accordi siano una vittoria per entrambi i mercati: da una parte gli sport, in molti casi scossi da profonde crisi di liquidità (vedi la Serie A), dall’altra una nuova struttura finanziaria che necessita, per fare un ulteriore salto di qualità, del coinvolgimento di fasce  sempre più ampie della popolazione.

Parafrasando i Promessi Sposi, “questo matrimonio s’ha da fare”.

Sull'autore

Luca M.

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