Rivalutazione delle pensioni dal 1° gennaio 2019: come la perequazione aumenta gli assegni?

Dal primo Gennaio 2019 cambia la rivalutazione delle pensioni. Questo avviene per effetto della Legge di Bilancio 2019. In sostanza gli assegni previdenziali saranno adeguati alla variazione dell’inflazione a partire dal 1° gennaio prossimo.

La legge di bilancio prevede che, a partire dal 1° gennaio 2019, tutti gli assegni previdenziali e assistenziali beneficeranno della perequazione, ovvero dell’adeguamento dell’importo con la variazione dell’inflazione.

Da sempre questo strumento è considerato molto importante, dal momento che in questo modo il valore d’acquisto della pensione rimane inalterato nel tempo. Il sistema di adeguamento della pensione avviene a seguito del decreto pubblicato dal MEF in Gazzetta Ufficiale in data 16 novembre 2018 in cui è stato ufficializzato il tasso di riferimento che deve essere applicato alla pensione al fine di effettuare la rivalutazione. Il tutto prenderà avvio il prossimo 1° Gennaio 2019 con un incremento dell’1,1%, che porterà il trattamento minimo dagli attuali 507,42€ a 513,01€.

Questo procedimento è molto importante anche se non prevede un aumento di tutte le pensioni; l’incremento dell’1,1% previsto dalla Legge di Bilancio 2019, è attuabile solo per gli assegni previdenziali con importo non superiore a tre volte il trattamento minimo. Per gli assegni superiori, invece, la perequazione utilizzerà un tasso ridotto.

Ancor prima di vedere le percentuali di riferimento e fare delle stime su quanto aumenteranno i singoli assegni, è opportuno analizzare dettagliatamente che cosa si deve intendere per rivalutazione delle pensioni.

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Rivalutazione delle pensioni dal primo Gennaio 2019

Cos’è la rivalutazione delle pensioni? Perché è importante?

Prima ancora di parlare di questo, dobbiamo comprendere quali sono le novità che ci si deve attendere dal nuovo anno.

A partire dal 1° gennaio prossimo, la legge di Bilancio 2019 prevede la rivalutazione delle pensioni che rappresenta uno strumento molto importante, grazie al quale gli importi delle prestazioni sociali vengono adeguati all’aumento del costo della vita rilevato dall’ISTAT. Si tratta di un processo conosciuto anche con il nome di perequazione.

Saranno coinvolte solo le prestazioni sociali erogate dalla previdenza pubblica; trattasi in breve di pensioni dirette e indirette, ovvero pensione di vecchiaia e di anzianità come anche pensioni ai superstiti. E’ bene anche sottolineare che la rivalutazione riguarda i trattamenti previdenziali che hanno beneficiato dell’integrazione al minimo sulla pensione.

Non è difficile comprendere che si tratta di uno strumento molto importante in quanto adegua l’importo della pensione all’incremento dell’inflazione. In sostanza esso mantiene inalterato il potere di acquisto dell’assegno nonostante l’avanzare degli anni.

Come cambia la rivalutazione delle pensioni dal 2019

Arrivati a questo punto è importante anche comprendere come cambia la rivalutazione a partire dal 1° gennaio 2019. Da questa data in poi la legge di bilancio prevede un meccanismo di rivalutazione delle pensioni.

Nel dettaglio, si legge all’interno dell’emendamento approvato in parlamento che, la perequazione sarà piena (quindi al +1,1% per il 2019) solo e soltanto per gli assegni che hanno un importo non superiore a 3 volte il trattamento minimo. Lo abbiamo detto in precedenza e qui lo ripetiamo; per il 2019 è pari a 513,01 €. Saranno per altro coinvolti solo gli assegni di importo annuo non superiore a 1.539,03 €.

Grazie poi all’aumento dell’importo delle pensioni, la misura della perequazione verrà pian piano ridotta man mano che il valore dell’assegno sale.

Nello specifico avremo:

  • Importo superiore a 3 volte, ma inferiore a 4 volte (2.052,04€): 97% del tasso di riferimento, ossia 1,067%;
  • Importo superiore a 4 volte, ma inferiore a 5 volte (2.565,05€): 77% del tasso di riferimento, ossia allo 0,847%;
  • Importo superiore a 5 volte ma inferiore a 6 volte (3.078,06€): 52% del tasso di riferimento, ossia lo 0,572%;
  • Importo superiore a 6 volte ma inferiore a 8 volte (4.104,08€): 47% del tasso di riferimento, ossia lo 0,517%;
  • Importo superiore a 8 volte ma inferiore a 9 volte (4.617,09€): 45% del tasso di riferimento, ossia lo 0,495% per il 2019;
  • Importo superiore a 9 volte il trattamento minimo: 40% del tasso di riferimento, lo 0,44%.

Infine a seguito dell’analisi dei parametri, procediamo con l’elenco grafico e pratico degli assegni pensionistici che verranno erogati a partire dal 1° Gennaio prossimo.

Importo 2018 Tasso di rivalutazione Aumento Nuovo importo 2019
800€ 1,1% 8,80€ 808,80€
1.000€ 1,1% 11€ 1.011€
1.200€ 1,1% 13,20€ 1,213,20€
1.500€ 1,1% 16,50€ 1.516,50€
1.700€ 1,067% 18,13€ 1.718,13€
2.000€ 1,067% 21,34€ 2.021,34€

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Tommaso Piccinni

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