Pensione di invalidità e pensione anticipata: si può andare in pensione anticipatamente per motivi di salute?

Quante volte ti sarai chiesto o anche ti hanno chiesto se è possibile andare in pensione anticipatamente?

Crediamo tantissime volte … Ma ti sei mai posto la domanda se è possibile ricevere la pensione anticipata per motivi di salute?

Bene quello che in questa guida ti illustreremo è proprio comprendere se e come è possibile andare in pensione anticipatamente per motivi di salute.

Purtroppo non è semplice come sembra anche se cercheremo di fare chiarezza.

Partiamo dal presupposto che non è possibile andare in pensione anticipatamente.

Da qui però cvi sono delle possibili alternative che possiamo definire come dei casi specifici grazie ai quali è possibile ottenere uno sconto sui requisiti per il pensionamento.

Ecco quello che di seguito faremo. Analizzeremo tutti i casi in cui è possibile richiedere la pensione invia anticipata per motivi di salute.

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Pensione invalidità

Cos’è la pensione di invalidità civile

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La pensione di invalidità civile INPS è definita come una prestazione economica che viene erogata dall’INPS e che consiste in un assegno mensile a beneficio dei cittadini che ne fanno richiesta tramite domanda.

I soggetti che inoltrano domanda, devono essere per altro affetti da patologie congenite o acquisite.

La gravità di queste patologie deve essere tale da non consente loro di svolgere un’attività lavorativa che ne permetta la propria indipendenza economica.

Tutti i soggetti che percepiscono la pensione di invalidità beneficia anche di quella di accompagnamento, per la propria incapacità motoria.

La pensione di invalidità civile non viene erogata automaticamente dall’Inps, ma per beneficiarne occorre fare richiesta.

Pensione invalidità: a chi è rivolto?

L’INPS concede l’assegno ordinario di invalidità alle seguenti categorie di lavoratori:

  • Dipendenti;
  • Autonomi:
    • Artigiani
    • Commercianti
    • Coltivatori diretti
    • Coloni
    • Mezzadri
  • Iscritti alla gestione separata.

Pensione invalidità civile: requisiti specifici

Di seguito riportiamo i requisiti principali per ottenere una pensione di invalidità civile:

Sanitari la malattia invalidante di cui è affetta la persona deve rientrare nelle fattispecie individuate dalla legge e la percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione Sanitaria ASL deve essere tra il 100% e il 74%
Età il riconoscimento dell’assegno di invalidità è riconosciuto dai 18 anni ai 65 anni, in quanto per i minori e gli ultra sessanticinquenni vi sono altri tipi di prestazioni specifiche
Reddito Non deve superare infatti i 16.532,10 euro lordi annui

Si può andare in pensione anticipata per motivi di salute?

In base a quanto previsto dalla normativa previdenziale, oggi non è possibile anticipare la pensione in caso di malattia. Almeno questo specificatamente non è contemplato nella norma. Ma vi sono delle eccezioni…

Al fine di poter usufruire dello sconto sui requisiti per il pensionamento occorre che il soggetto che inoltra domanda di pensionamento, sia affetto da malattia.

Attenzione, perché è considerata tale la malattia che causa una riduzione della capacità lavorativa.

La riduzione della capacità lavorativa darà diritto al soggetto ad un riconoscimento, da parte delle autorità mediche competenti, ad una percentuale d’invalidità.

Per altro vi sono tantissimi casi in cui un lavoratore si trova nella condizione di non poter più svolgere l’attività lavorativa. Questo lo si deve a causa di un incidente o di un problema fisico o mentale.

A questo punto, non ci resta che comprendere meglio quali sono i casi in cui è prevista la possibilità di richiedere una tale prestazione, definita come l’anticipo della pensione, e soprattutto chi sono i soggetti che possono richiederla.

Infine considereremo anche un altro quesito: come presentare domanda.

La pensione di inabilità

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La pensione di inabilità

Partiamo dalla pensione di inabilità.

Definiamo questo tipo di prestazione previdenziale come una pensione che viene riconosciuta al lavoratore che si trova in una situazione di inabilità momentanea o permanente e come tale non idoneo a svolgere nessun tipo di lavoro.

Si noti anche il caso specifico in cui si parla di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa. Sono considerate tali:

  • L’infermità;
  • I difetti fisici;
  • Tutti i difetti mentali.

Requisiti per richiedere la pensione di inabilità

Al fine di richiedere tale prestazione, il soggetto richiedente deve aver maturato almeno 5 anni di contribuzione.

Di questi ameno 3 anni devono essere inerenti al quinquennio precedente la presentazione della domanda.

Al fine di ottenere la pensione di inabilità il soggetto richiedente non deve aver nessun rapporto di lavoro, ne autonomo ne subordinato o di collaborazione.

In sostanza il presupposto principale è la cessazione di qualsiasi attività lavorativa sia dipendente che autonoma.

Pensione di Inabilità: come calcolare l’importo

Per quanto riguarda invece il calcolo della pensione di inabilità si devono considerare le regole da seguire.

Nello specifico valgono le stesse regole utilizzate per il calcolo della pensione di vecchiaia.

In pratica, devi considerare che l’importo è calcolato:

  • Con il sistema misto;
  • Esclusivamente basato sul sistema contributivo in base all’anzianità contributiva maturata alla data del 31 dicembre 1995.

Si noti anche che i periodi presi in esame sono quelli di contribuzione effettivamente versati alla quale viene aggiunto il cosiddetto “bonus contributivo” inerente agli anni che intercorrono tra:

  • Data di presentazione della domanda;
  • Data del compimento del 60° anno di età (donne e uomini) entro e il tetto massimo di 40 anni di contributi.

>>Leggi anche: Simulatore calcolo pensione

Pensione anticipata per invalidità: come averla?

Tutti i lavoratori con una invalidità che non sia inferiore all’80% possono ottenere il trattamento di vecchiaia:

  1. 60 anni per gli uomini;
  2. 55 anni per le donne.

Il requisito in questo caso, per accedere alla pensione di invalidità è possedere almeno 20 anni di contributi ai sensi di quanto previsto dall’articolo 1, comma 8 del Dlgs 503/1992.

Avvertenze:

Questa norma risulta attiva solo e soltanto per i lavoratori dipendenti del settore privato.

E’ valido anche per i lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria se non anche ai fondi di previdenza sostitutivi dell’AGO.

Il beneficio, pertanto, non può essere esercitato dai lavoratori autonomi e non potrà essere richiesto neanche dai pubblici dipendenti.

>>Leggi anche: Pensione anticipata INPS 2018: cos’è – quota 41 – lavoratori precoci – indennità -; domanda e modelli

Maggiorazione contributiva per i lavoratori invalidi

In base a quanto stabilito dall’art. 80, comma 3 della legge 388/2000 è previsto anche un ulteriore beneficio per tutti i lavoratori dipendenti per i quali è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74%.

In particolare rientrano in questa categoria tutti i soggetti che rientrano in una delle seguenti categorie:

  1. Lavoratori sordo muti;
  2. Invalidi civili.

Solo per questi soggetti, viene riconosciuta la possibilità di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di 2 mesi di contribuzione figurativa.

Un beneficio che è riconosciuto fino ad un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa e risulta utile per i seguenti fini:

  • Diritto alla pensione;
  • Determinazione della sua misura per le anzianità soggette al calcolo retributivo.

>>Leggi anche: Ricongiunzione contributiva (onerosa – gratuita –  rimborsi) Totalizzazione e Cumulo: Differenze

APE Sociale

In merito invece a quanto dettato dalla legge, dal 1° maggio 2017 è possibile che tutti i lavoratori possono vedersi riconosciuta una invalidità pari o superiore al 74%.

Questo presuppone dunque la possibilità di ottenere al 63° anno di età l’APE sociale, ovvero un sussidio di accompagnamento alla pensione di vecchiaia.

Il valore di questa prestazione ha un valore di importo pari all’importo della pensione maturata al momento di accesso allo strumento entro un massimo di 1.500 euro lordi al mese.

Al fine di usufruire di questo beneficio tutti i lavoratori, devono dimostrare di aver raggiunto un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.

>>Leggi anche: Ape e Ape social: le ultime novità della riforma pensioni

Chi può usufruire dell’APE Sociale?

Si sottolinea anche il fatto che il sussidio verrà riconosciuto alle seguenti categorie di soggetti:

  • Lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti;
  • Soggetti che sono iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • Tutti i soggetti che versano i contributi alla gestione separata;
  • Lavoratori che sono i scritti ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’AGO.

>>Leggi anche: Ape social 2018: domanda INPS – requisiti – caratteristiche

Come si richiede la pensione anticipata per malattia?

Al fine di richiedere la prestazione anticipata per malattia è necessario che sia il lavoratore interessato a presentare domanda.

Al fine di poterne usufruire è necessario anche che egli interrompere qualsiasi attività lavorativa e rinunci alla disoccupazione se non anche a qualsiasi altra forma di retribuzione.

Questi ultimi dovrà poi presentare domanda.

Al momento è possibile inoltrare domanda esclusivamente per via telematica, attraverso il portale dell’Inps che effettuerà istantaneamente una simulazione per il calcolo della pensione anticipata.

Si deve per altro allegare alla presente domanda il certificato del medico curante che attesti l’effettiva esistenza di una malattia.

Questa deve essere riconosciuta come causa un’incapacità lavorativa.

A tal proposito si ricorda che una volta inoltrata domanda, il soggetto richiedente viene chiamato a visita al fine di accertarne effettivamente l’incapacità lavorativa.

Il soggetto autorizzato a tale controllo è l’INPS.

L’INPS servendosi di un’apposita commissione medica, valuterà la percentuale di invalidità lavorativa, fondamentale per avere accesso alla pensione.

>Leggi anche: 

Pensione invalidità 100 per 100: come fare domanda?

Come detto in precedenza, l’Inps non eroga in maniera automatica la pensione di invalidità civile.

Per richiedere la prestazione deve essere inoltrata domanda.

La domanda potrà essere presentata in modalità telematica e per farlo potrai rivolgerti al tuo CAF, Patronati o Associazioni di categoria.

Potrai inoltre anche registrarti presso il sito dell’Inps ottenendo un Pin e una password.

Prima di presentare domanda, l’interessato deve rivolgersi ad un medico certificatore presente nell’elenco Inps medici certificatori invalidità civile, che a sua volta dovrà inviare all’Inps per via telematica la richiesta del riconoscimento di invalidità civile da parte del cittadino.

Il medico deve anche rilasciare al richiedente la ricevuta di trasmissione.

Solo dopo aver fatto questo, si deve attendere 15 giorni successivi all’invio della domanda al fine di vedersi riconosciuta l’invalidità civile.

Sarà la commissione Medica Asl che inviterà il soggetto in sede al fine di effettuare accertamenti sanitari e rilasciare un verbale che ne attesti la patologia e la percentuale di invalidità.

Potrebbe anche provvedere al rigetto della richiesta di pensione di invalidità qualora manchino i requisiti.

pensione invalidità limiti di reddito

Pensione invalidità limiti di reddito

Pensione invalidità civile: a quanto ammonta?

CIECHI    Importo      Limite massimo
reddito personale annuo
Pensione ciechi civili assoluti € 305,56    € 16.664,36
Pensione ciechi civili assoluti ricoverati € 282,55    € 16.664,36
Pensione ciechi civili parziali € 282,55    € 16.664,36
Accompagnamento ciechi civili assoluti € 915,18    Nessun limite di reddito
Indennità speciale ciechi ventesimisti € 209,51    Nessun limite di reddito
Assegno ipovedenti decimisti € 209,70    € 8.011,78
INVALIDI CIVILI Importo      Limite massimo
reddito personale annuo
Pensione invalidi civili totali € 282,55   € 16.664,36
Assegno mensile invalidi civili parziali € 282,55   € 4.853,29
Accompagnamento invalidi civili totali € 516,35  Nessun limite di reddito
Indennità di frequenza
minori di 18 anni
€ 282,55   € 4.853,29
SORDI Importo      Limite massimo
reddito personale annuo
Pensione sordi € 282,55   € 16.664,36
Indennità comunicazione sordi  € 256,21  Nessun limite di reddito
LAVORATORI CON
DREPANOCITOSI O
TALASSEMIA MAJOR
€ 507,42  Nessun limite di reddito

Pensione invalidità civile 2018: reddito e requisiti

CIECHI CIVILI

Per questi soggetti viene riconosciuto un assegno di importo mensile pari a € 282,55.

In questo caso, però il limite di reddito massimo personale annuo da rispettare è di € 16.664,36.

Questa prestazione viene riconosciuta a tutti i seguenti soggetti:

  • Ciechi assoluti
  • Ciechi parziali

Nel caso di ciechi assoluti non ricoverati, con sola pensione, l’importo mensile è di € 305,56, con reddito massimo annuale di Euro 16.664,36.

CIECHI CIVILI – INDENNITA’ SPECIALE

Per i soggetti che sono statti definiti come ciechi parziali con sola indennità speciale (ricoverati e non), è erogato un assegno per un importo mensile di € 209,51, indipendentemente dalle condizioni economiche, solamente a titolo della minorazione.

CIECHI CIVILI – PENSIONE E ACCOMPAGNAMENTO

Prestazione che viene riconosciuta ai ciechi assoluti con una pensione e un’indennità di accompagnamento massima per € 305,56 mensili di pensione se sono soggetti non ricoverati.

L’importo è di € 282,55 se invece il soggetto è ricoverato al quale si aggiunge anche € 915,53 di accompagnamento, senza limiti di reddito (l’indennità di accompagnamento è indipendente da redditi).

CIECHI CIVILI  – CON SOLA INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

Ai soggetti considerati come ciechi assoluti, che hanno una età superiore o minore ai 18 anni, con sola indennità di accompagnamento, gli viene erogata una pensione a prescindere dalle condizioni economiche (quindi senza tenere conto di redditi personali).

In questo caso l’importo mensile è pari a € 915,53.

CIECHI CIVILI – CON SOLA INDENNITA’ SPECIALE

Sono considerati tali tutti i soggetti che sono considerati come ciechi parziali, ricoverati e non, con sola indennità speciale che si vedono erogati mensilmente un assegno apri a € 209,51, a prescindere dalle condizioni economiche, ma solo a titolo di minorazione.

CIECHI CIVILI – CON PENSIONE E INDENNITÀ SPECIALE

In questo caso, tutti i ciechi parziali ricoverati e non, minorenni e non, che hanno una pensione ed un’indennità speciale viene erogato l’importo mensile di € 282,55 con riferimento a un limite di reddito annuo personale di € 16.664,36.

A questo si aggiunger anche l’indennità speciale di € 209,51 che viene erogata indipendentemente dal reddito.

Lo stesso si potrà dire per i ciechi parziali, maggiorenni e non, ricoverati e non, con pensione ed indennità speciale fascia provvisoria che sono in attesa di essere inseriti da parte del CPABP nella fascia 12 – 13.

IPOVEDENTI GRAVI

Gli ipovedenti gravi (decimisti), con solo assegno a vita ricevono, a decorrere dal 1 gennaio 2018, avranno diritto ad un assegno pari a € 209,70 mensili ma con un limite di reddito annuale personale di Euro € 8.011,78.

IPOVEDENTI CIVILI TOTALI CON SOLA PENSIONE

Per tutti i seguenti soggetti che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  1. Non ricoverati, con sola pensione.
  2. Ricoverati, con sola pensione.
  3. Non ricoverati con altri redditi, con sola pensione.
  4. Ricoverati titolari di altro reddito, con sola pensione.

Per questi soggetti, viene corrisposta mensilmente la cifra di € 282,55 con limite di reddito annuo personale pari a € 16.664,10.

IPOVEDENTI TOTALI CON PENSIONE E ACCOMPAGNAMENTO

Gli invalidi totali, che non sono ricoverati gratuitamente, che hanno una pensione e una indennità di accompagnamento, hanno diritto a ricevere un assegno mensile di importo pari a € 282,55 Euro (con limite di reddito annuo personale di € 16.664,36).

L’assegno è pari a € 516,35 come indennità di accompagnamento a prescindere dal reddito.

IPOVEDENTI TOTALI CON SOLA INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO

Agli invalidi totali come:

  • Maggiori di anni 18, non ricoverati gratuitamente, con sola indennità di accompagnamento (fascia provvisoria,in attesa di essere inseriti da parte del CPABP nellefasce33-41)
  • Non ricoverati gratuitamente con diritto alla sola indennità di accompagnamento
  • Non ricoverati gratuitamente, ultrasessantacinquenni, con sola indennità di accompagnamento
  • Minori, non ricoverati gratuitamente, con sola indennità di accompagnamento
  • Invalidi parziali con indennità di accompagnamento per effetto della concausa della cecità parziale (Corte Costituzionale n. 346/89)

Hanno diritto ad un assegno mensile di € 516,35, erogata indipendentemente dalle condizioni economiche, solamente a titolo della minorazione.

IPOVEDENTI PARZIALI CON SOLA INDENNITA’ DI FREQUENZA

Gli invalidi parziali, minori di anni 18, con diritto all’indennità di frequenza (legge 11/10/1990 n. 289) hanno diritto a ricevere mensilmente un assegno di importo pari a € 282,55 a fronte di un limite di reddito annuo personale che non può superare gli € 4.853,29.

IPOVEDENTI PARZIALI CON SOLO ASSEGNO DI ASSISTENZA

Per i soggetti considerati come invalidi parziali ricoverati o non ricoverati, che sono titolari o non di altro reddito aventi diritto del solo assegno di assistenza percepiscono un importo mensile pari a € 282,55 a fronte di un reddito annuo personale che non deve essere superiore a € 4.853,29.

SORDI CON PENSIONE E INDENNITA’ DI COMUNICAZIONE

Tutti i soggetti che sono considerate come persone sorde e che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  1. Non ricoverate, con pensione ed indennità di comunicazione
  2. Ricoverate, con pensione ed indennità di comunicazione
  3. Non ricoverate titolari di altro reddito, con pensione ed indennità di comunicazione

Questi sono soggetti che hanno diritto a ricevere un importo mensile di € 282,55 Euro come pensione a fronte di un reddito annuo personale massimo pari a € 16.664,36 con un assegno di € 256,21 come indennità di comunicazione, a prescindere dal reddito.

SORDI CON SOLA INDENNITA’ DI COMUNICAZIONE

Tutte le persone sorde, maggiori o minori di 18 anni con la sola indennità di comunicazione, potranno avere diritto a percepire un assegno apri a € 256,21 Euro al mese, indipendentemente dalle condizioni economiche.

LAVORATORI CON TALASSEMIA MAJOR E DREPANOCITOSI

Tutti i lavoratori che hanno un’anzianità contributiva pari o superiore a 520 settimane e con un minimo di 35 anni di età secondo quanto disposto dalla legge 28 dicembre 2001 n.448 e che sono affetti da Talassemia major (morbo di Cooley) o Drepanocitosi (anemia falciforme), hanno diritto a ricevere mensilmente un assegno pari a € 507,42 indipendentemente dal reddito.

Pensione invalidità civile 2018: REQUISITI

Per ottenere questa pensione è necessario che il soggetto richiedente soddisfi i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge:

PERCENTUALE INVALIDITÀ CIVILE Compresa tra il 74% e il 99%
ETÀ Tra i 18 e i 65 anni e 7 mesi (la Provincia autonoma di Bolzano eroga anche ai minorenni invalidi civili l’assegno mensile in sostituzione dell’indennità di frequenza)
RISPETTO DEL LIMITE DI REDDITO FISSATO
·         Iscrizione all’anagrafe del comune di residenza per i cittadini stranieri comunitari

·         Cittadinanza italiana

·         Titolarità del permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’art. 41 TU immigrazione per i cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, anche se privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo

SITUAZIONE LAVORATIVA non svolgere attività lavorativa (salvo casi particolari
residenza stabile e abituale sul territorio nazionale

Pensione invalidità civile 2018: incompatibilità

L’assegno mensile di invalidità è incompatibile con qualsiasi altro tipo di pensione, diretta e indiretta di invalidità, anche se trattasi di pensione di invalidità di guerra, lavoro o servizio.

Il soggetto interessato deve optare per il trattamento economico più favorevole a lui, tenendo presente che la rinuncia all’uno o all’altro è irrevocabile per l’INPS.

Fanno eccezione solo i titolari di rendita INAIL per i quali l’opzione non comporta una rinuncia al diritto, ma la sospensione dell’erogazione della prestazione.

Nel casso in cui la situazione di incompatibilità si manifesta dopo la concessione dell’assegno mensile, l’invalido ha l’obbligo di comunicarlo all’INPS entro e non oltre il tempo massimo di 30 giorni dalla notifica del provvedimento attraverso cui gli viene riconosciuto da parte di un altro ente il trattamento pensionistico di invalidità incompatibile.

Assegno invalidità civile 2017 -2018: DURATA E DECORRENZA

L’assegno mensile viene erogato dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda fino ai 65 anni e 7 mesi.

Successivamente tale assegno viene convertito in assegno sociale. Esso viene corrisposto per 13 mensilità con un importo mensile fissato anno per anno.

L’assegno vale fino ad un massimo di 3 anni e viene rinnovato a seguito di domanda del beneficiario, il quale viene pertanto sottoposto ad una nuova visita medico-legale.

L’INPS ha il diritto di sottoporre a revisione (per motivi reddituali o sanitari) il beneficiario dell’assegno.

solo dopo 2 conferme consecutive, l’assegno diventa definitivo. L’assegno viene anche percepito nel caso in cui continui a lavorare.

In questo caso, ogni anno si viene sottoposti alla visita medico-legale se si superano alcuni tetti di reddito.

Nel momento in cui il richiedente compie l’età adatta minima per la usufruire della pensione di vecchiaia, l’assegno viene trasformato, in presenza dei requisiti di contribuzione,.

Nel computo della pensione di vecchiaia, la legge prevede che vadano presi in considerazione anche quelle di invalidità.

>>CLICCA QUI PER SCARICARE LA CIRCOLARE INPS IN MERITO ALLA PENSIONE DI INVALIDITÀ’ 2018

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Tommaso Piccinni

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