Pensione anticipata INPS 2018: cos’è – quota 41 – lavoratori precoci – indennità – domanda e modelli

Il sogno di tutti gli italiani? Poter andare in pensione dopo una vita passata a lavorare.

Ecco quindi tutto quello che ti serve … una guida completa e dettagliata, in cui troverai tutte le informazioni utili per poter andare in pensione.

Analizzeremo tutti i punti al fine di comprendere quelli che sono i requisiti utili al fine di accedere alla pensione anticipata con quota 41.

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Pensione anticipata

Indice[Nascondi]
  1. Pensione anticipata: cos’è
  2. A chi spetta la pensione anticipata?
  3. Requisiti pensione anticipata
  4. Soggetti con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996
  5. Pensione anticipata dal 1° gennaio 2019
  6. Riforma pensione: processo storico
  7. Pensione Anticipata nel Sistema Retributivo e Misto
  8. Misure per i precoci
  9. Sospensione dell’adeguamento per usuranti e gravosi
  10. Contribuzione richiesta
  11. Penalizzazione Legge fornero
  12. La Pensione Anticipata nel Sistema Contributivo
  13. Pensioni anticipate lavoratori precoci: casi particolari
  14. Pensione anticipata a 58 anni – Quota 41 e copertura contributi volontari
  15. Pensione anticipata con invalidità 75% – 21 anni di contributi o 57 anni e 41 anni di contributi
  16. Pensione anticipata – APE Sociale
  17. Requisiti pensione anticipata Ape Sociale
  18. A chi è rivolto la pensione APE sociale?
  19. Assegno ordinario di invalidità
  20. Pensione anticipata di invalidità
  21. Riduzione dell’età pensionabile per le seguenti categorie
  22. Lavoratori non vedenti
  23. Lavoratori invalidi
  24. Adeguamento all’aspettativa di vita
  25. Requisiti contributivi
  26. Maggiorazione contributiva per i lavoratori invalidi
  27. Pensione anticipata con 58 anni di età e 38 anni di contributi
  28. Pensione anticipata a 58 anni con 41 anni di contributi
  29. Requisiti lavoratori precoci
  30. Pensione anticipata – APe Volontaria
  31. Pensione anticipata RITA
  32. Pensioni anticipate ultime notizie e Novità della legge di bilancio 2018
  33. Pensione anticipata a 59 anni con 41 anni di contributi, tutte le alternative possibili
  34. Pensione anticipata a 59 anni le alternative possibili
  35. Pensione APE Volontaria
  36. Pensione anticipata con 33 anni di contributi e 50 anni di età
  37. Quota 41 lavoratori precoci
  38. Pensione anticipata
  39. Pensione anticipata a 61 anni e 41 anni di contributi: settore metalmeccanico
  40. Pensione anticipata APe Sociale e mobilità
  41. Pensione anticipata APe Sociale: requisiti
  42. Pensione RITA
  43. Pensione anticipata
  44. Pensione lavoratore autonomo con 40 anni di contributi e 56 anni di età
  45. Lavoratore autonomo: quali altre possibilità di pensionamento?
  46. Pensione anticipata donne: novità Ape rosa
  47. Pensione anticipata APE volontario
  48. Pensioni anticipate 2019: possibili scenari
  49. Pensione anticipata e legge 104: novità per i lavoratori precoci – requisiti
  50. Pensione anticipata: come presentare domanda
  51. Pensione anticipata: Quanto spetta?

Pensione anticipata: cos’è

E’ definita tale quella prestazione economica che una volta presentata la domanda, eroga ai lavoratori dipendenti e autonomi che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) o ad altre forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata.

A chi spetta la pensione anticipata?

Essa potrà essere richiesta da tutti i soggetti sotto elencati:

Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

Qui si deve prendere in considerazione il fatto che dal 1° gennaio 2012, i soggetti con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata.

Essi però devono possedere i seguenti requisiti.

Anzianità contributiva

Decorrenza

Uomini

Donne

1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 42 anni e 1 mese 41 anni e 1 mese
1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 42 anni e 5 mesi 41 anni e 5 mesi
1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 42 anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi
1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi
1° gennaio 2019 42 anni e 10 mesi (Requisito da adeguare alla speranza di vita) 41 anni e 10 mesi (Requisito da adeguare alla speranza di vita)

Requisiti pensione anticipata

pensioenanticipata uomini

Pensione anticipata uomini

Si ricorda anche che al fine del raggiungimento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione versata o anche quella accreditata a qualsiasi titolo,

Si deve anche precisare il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità disciplinata dalla previgente.

Nel caso in cui si tratta di soggetti che accedono alla pensione anticipata ma che possiedono una età inferiore a 62 anni si applica, sulla quota di trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, una riduzione pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni.

Questa percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

La predetta riduzione si applica invece alla quota di trattamento pensionistico che deve essere calcolata secondo il sistema retributivo.

Quindi per tutti coloro che hanno un’anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, possono vedersi applicata una riduzione della quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011.

Nel caso in cui invece si provvede ad un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, la riduzione si applica alla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 1995.

Questa riduzione, percentuale non si applica a coloro che accedono alla pensione anticipata a decorrere dal 1° gennaio 2015 e che invece maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.

In questo caso, anche se la decorrenza della pensione si colloca successivamente alla predetta data ed a quest’ultima data l’interessato abbia un’età inferiore a 62 anni.

Soggetti con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996

Si tenga presente che dal 1° gennaio 2012, tutti i soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996 possono conseguire il diritto alla pensione anticipata, ma solo nel caso in cui ne ricorrono le seguenti condizioni e i seguenti requisiti contributivi riportati in tabella.

Decorrenza

Uomini

Donne

1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 42 anni e 1 mese 41 anni e 1 mese
1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 42 anni e 5 mesi 41 anni e 5 mesi
1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 42 anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi
1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi
1° gennaio 2019 42 anni e 10 mesi (Requisito da adeguare alla speranza di vita) 41 anni e 10 mesi (Requisito da adeguare alla speranza di vita)

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo si deve anche valutare la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo.

Fa eccezione solo quella derivante dalla prosecuzione volontaria.

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Requisiti contributivi pensione anticipata dipendenti privati pubblici

Nel caso in cui invece si tratta di quella accreditata per periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del 18° anno di età è moltiplicata per 1,5.

Nei confronti dei lavoratori con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996 non opera la riduzione del trattamento pensionistico in caso di accesso alla pensione ad un’età anagrafica inferiore a 62 anni.

Si noti anche che al compimento di 63 anni, si devono adeguare gli incrementi della speranza di vita, a condizione che risultino versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” e che come tale, anche l’ammontare mensile della prima rata di pensione risulti non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.

Definita come una prestazione economica a domanda, viene erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) come anche alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, ma anche alla Gestione separata.

Possono richiederla solo i seguenti soggetti:

Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

Questo vuol dire che dal 1° gennaio 2012, tutti i soggetti con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, possono aver conseguire il diritto alla pensione anticipata ma solo se in possesso della seguente anzianità contributiva:

Pensione anticipata dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018

Uomini 42 anni e 10 mesi
Donne 41 anni e 10 mesi

Pensione anticipata dal 1° gennaio 2019

Uomini 42 anni e 10 mesi (Requisito da adeguare alla speranza di vita)
Donne 41 anni e 10 mesi (Requisito da adeguare alla speranza di vita)

Ai fini anche del raggiungimento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo.

Si deve anche precisare che come tale, deve essere anche perfezionato il requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità disciplinata dalla previgente normativa.

Questo invece non è un requisito applicabile ai Fondi esclusivi dell’AGO.

Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata e che possiedono un’età inferiore a 62 anni si applica, invece, sulla base della quota di trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, una riduzione secondo quanto di seguito disposto.

1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni.

Questa percentuale annua è elevata invece a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a 2 anni.

La predetta riduzione si applica solo alla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo.

Riforma pensione: processo storico

Definiamo dunque pensione anticipata, il trattamento previdenziale che può essere conseguito a prescindere dall’età anagrafica d parte di tutti i lavoratori che sono iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria.

Al momento si prevede che per il triennio 2016-2018 è necessaria un’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Come tale essa potrebbe essere erogata solo e soltanto nei confronti dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, come anche alla gestioni speciali dei lavoratori autonomi se non anche ai fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi della stessa.

Vale stesso trattamento per i soggetti che sono iscritti presso la gestione separata dell’Inps, che può essere raggiunto al perfezionamento del solo requisito contributivo indipendentemente dall’età anagrafica del beneficiario.

Questa speciale prestazione è stata introdotta a partire dal 1° gennaio 2012 dalla Legge Fornero in base a quanto previso dall’articolo 24 del decreto legge 201/2011 in sostituzione dal medesimo anno della pensione di anzianità.

A questo si somma anche un sistema di disincentivazione che si realizzava attraverso una riduzione del rateo in base anche al tempo mancante per il raggiungimento di un limite minimo di età fissato in 62 anni sulla base del decreto legge 201/2011.

Questo meccanismo di disincentivazione è stato poi soppresso definitivamente con la legge di bilancio per il 2017.

Pensione Anticipata nel Sistema Retributivo e Misto

Sulla base di quanto detto, nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 ovvero i soggetti che rientrano nel cd. sistema misto la prestazione può essere conseguita, senza tener presente l’età anagrafica, ma solo al perfezionamento, dal 1° gennaio 2012, di una anzianità contributiva pari a 42 anni ed 1 mese per gli uomini e a 41 anni ed 1 mese per le donne.

Questo requisito contributivo è stato aumentato poi di 1 mese nel 2013, e di 1 altro mese nel 2014 ed ulteriormente incrementato a seguito della speranza di vita.

Tutto questo viene stabilito ai sensi dell’articolo 12, comma 12 bis del DL 78/2010 convertito con legge 122/2010. Esso prevede poi:

  • 3 mesi nel 2013;
  • 4 mesi nel 2016;
  • 5 mesi dal 1° gennaio 2019.

Pertanto dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2018 il requisito contributivo utile al fine di accedere alla pensione anticipata è:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini
  • 41 anni e 10 mesi per le donne

Secondo quanto stabilito dalla Circolare Inps 63/2015.

Dal 1° gennaio 2019 poi il requisito contributivo diventerà pari a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Tutti questi requisiti si applicano indistintamente ai lavoratori dipendenti, autonomi, del pubblico impiego.

Attenzione, poi, perché dal 2021 è previsto un ulteriore adeguamento alla speranza di vita la cui entità ufficiale non è ancora nota.

Misure per i precoci

A far data dal 1° maggio 2017, in base a quanto disposto dall’art. 1, co. 199 della legge 232/2016 si introduce una riduzione del requisito contributivo a 41 anni sia per gli uomini che per le donne.

Questi devono però aver svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età e si devono trovare in alcuni specifici profili meritevoli di una particolare tutela come ad esempio:

  • Disoccupati a seguito di licenziamento con esaurimento degli ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi
  • Invalidi civili con una invalidità non inferiore al 74%
  • Soggetti che assistono disabili
  • Addetti a lavori usuranti o a lavori gravosi.

Si tenga presente anche che il requisito contributivo agevolato di 41 anni è soggetto ai futuri adeguamenti alla speranza di vita.

L’agevolazione potrà essere erogata a tuti i soggetti entro un determinato vincolo di bilancio annuo ed in esito ad una particolare procedura di monitoraggio secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2018.

Questa dovrebbe consentire agli assicurati di ottenere la pensione anticipata con uno sconto di un anno e 10 mesi nel caso di uomini e di 10 mesi per le donne rispetto ai requisiti sopra indicati.

Sospensione dell’adeguamento per usuranti e gravosi

In base a quanto disposto dall’art. 1, co. 147-148 della legge 205/2017 si è provveduto a sospendere il prossimo adeguamento alla speranza di vita nei confronti dei lavoratori dipendenti che hanno svolto una delle 15 attività gravose per un periodo di tempo minimo di 7 anni negli ultimi 10 antecedenti al pensionamento.

Questi benefici sono erogati solo a condizione di non risultare titolari dell’Ape sociale al momento del pensionamento e di possedere anche 30 anni di contributi.

Tutti i soggetti, dal 1° gennaio 2019 beneficeranno di uno sconto di 5 mesi sui requisiti contributivi per il conseguimento della pensione anticipata.

Pensione Anticipata nel Sistema Retributivo e Misto

Pensione Anticipata nel Sistema Retributivo e Misto

Contribuzione richiesta

Sono considerati validi tutti i contributi versati a qualsiasi titolo fermo restando il requisito minimo di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità.

Penalizzazione Legge fornero

In base a quanto previso dalla legge Fornero chi ha percepito prima dei 62 anni di età il pensionamento anticipato ha subito una penalizzazione sulle anzianità retributive maturate fino al 2011.

Il taglio del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 60 anni di età e dell’1% per ogni anno prima dei 62.

La Pensione Anticipata nel Sistema Contributivo

In questo caso, tutti i lavoratori il cui primo contributo versato è successivo al 31 dicembre 1995 possono conseguire il trattamento anticipato.

Anche in questo caso, non si tiene conto dell’età anagrafica, o del perfezionamento delle medesime anzianità contributive previste per i lavoratori nel sistema retributivo o misto appena citate.

Cioè al perfezionamento di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018.

A differenza di tutti coloro che sono nel sistema retributivo o misto al 31 Dicembre 2011, e nei loro confronti non si torva applicazione il sistema di disincentivazione che è previsto nel caso in cui accedano alla pensione anticipata prima del raggiungimento del 62° anno di età.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è sempre valutabile anche la contribuzione a qualsiasi titolo versata o anche accreditato in favore dell’assicurato, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 7, della legge n. 335 del 1995.

Ai fini del computo di detta contribuzione non concorre invece quella derivante dalla prosecuzione volontaria, se non anche quella accreditata per periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del 18° anno di età è moltiplicata per 1,5.

Solo per questi soggetti, non sussiste l’agevolazione in favore dei lavoratori precoci.

La Pensione a 63 anni potrà essere richiesta solo se:

  1. Risultino versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva”
  2. L’ammontare della 1° rata di pensione risulti non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.

Il requisito anagrafico di 63 anni è soggetto agli adeguamenti alla speranza di vita secondo quanto di seguito disposto.

  • Triennio 2016-2018: 63 anni e 7 mesi
  • Dal 2019 passerà a 64 anni
  • Dal 2021 potrebbero mutare ancora

Pensioni anticipate lavoratori precoci: casi particolari

Criticità della quota 41 e Dis-Coll

Una delle maggiori criticità inerenti alla pensione anticipata Ape Sociale e legata ai Benefici lavoratori precoci è la questione dei lavoratori disoccupati.

Essi infatti a seguito di cessazione del contratto a termine sono stati tagliati fuori dagli anticipi.

Stesso problema anche per coloro che sono stati licenziati e non hanno maturato i requisiti per il conseguimento degli ammortizzatori sociali.

Allo stesso tempo, il problema riguarda la questione dei collaboratori il cui rapporto non essendo stato inquadrabile nell’alveo del lavoro dipendente, rischia di non essere idoneo a garantire il conseguimento dell’APe sociale o del pensionamento con 41 anni di contributi al termine del percezione della Dis-Coll.

Infatti a tal proposito è facile ricordare come l’indennità di disoccupazione mensile, che la puoi trovare sotto il termine di DIS-COLL, è in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

Allo stesso tempo, la fattispecie la normativa afferma che:

il beneficio spetta ai lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) ed alle sue forme sostitutive ed esclusive, con almeno un anno di contribuzione.

In breve si deve possedere il seguente requisito:

  • 12 mesi;
  • 12 settimane.

Altri punti da prendere in considerazione poi sono:

Giorni in riferimento alla gestione di appartenenza e che in questo caso prevedono periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età e che si trovano in particolari situazioni.

Tra questi abbiamo:

Lavoratori dipendenti che si trovano in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, o anche collettivo o che hanno provveduto a consegnare le dimissioni per giusta causa o anche che hanno ottemperato alla risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno 3 mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante.

Si tenga conto anche che l’indennità di disoccupazione Dis-coll dei co.co.co. (collaboratori coordinati e continuativi) tiene conto del fatto che dal 1°gennaio 2017, non è più possibile richiederla per i lavoratori parasubordinati.

Ecco quindi che la dis-coll si configura solo e soltanto per i soggetti parasubordinati o contratto a progetto.

La quota 41 è solo per i contratti a tempo indeterminato.

Pensione Anticipata

Pensione Anticipata: requisiti 2018

Pensione anticipata a 58 anni – Quota 41 e copertura contributi volontari

La pensione anticipata lavoratore precoce disoccupato è possibile anche con copertura contributiva volontaria e quota 41.

In questo caso si tratta di lavoratori che hanno iniziato la loro carriera lavorativa prima dei 16 anni.

In questo caso, si deve considerare che il beneficio spetta ai lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) come anche a tutti i soggetti che possono far valere almeno un anno di contribuzione, ma che si trovano nella seguente condizione:

Lavoratori dipendenti che sono in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, che come nel caso precedente può essere avvenuto anche in fase collettiva, o che abbia il lavoratore presentato dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno 3 mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante.

Possono in questo caso, accedere alla pensione anticipata e beneficiare come lavoratori precoci.

Qui non si tiene conto dell’età. Il requisito richiesto è almeno 41 anni di contributi versati.

Per altro si considerano utili al raggiungimento di quota 41 anni anche i contributi versati volontariamente.

Bisogna considerare anche che quota 41 è legata all’aspettativa di vita e questo comporta che la quota 41 va aggiornata con gli scatti delle aspettative di vita.

Ad esempio per il 2019 gli anni di contribuzione saranno 41 anni e 5 mesi.

Si ricorda infine che i lavoratori che svolgono lavoro gravoso e usurante, in presenza della condizioni di legge, sono esonerati dai 5 mesi di innalzamento dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia e contributivi per la pensione anticipata previsti a decorrere dal 1 gennaio 2019.

Pensione anticipata con invalidità 75% – 21 anni di contributi o 57 anni e 41 anni di contributi

La pensione anticipata spetta anche ai soggetti che possiedono una invalidità del 75% e 21 anni di contributi .

In alternativa possono far richiesta anche i soggetti che detengono 41 anni di contributi e 57 anni di età.

Per far questo si deve prendere in considerazione tutte le possibili alternative di pensione anticipata e invalidità.

Nello specifico:

  • APe Sociale
  • Assegno ordinario
  • Pensione anticipata invalidità
  • Maggiorazione contributiva categorie protette.

Procediamo con ordine.

Pensione anticipata – APE Sociale

L’INPS, a tal proposito ha pubblicato delle informazioni in merito chiarendo anche che l’assegno ordinario di invalidità viene considerato a tutti gli effetti una pensione.

Secondo poi anche quanto disposto dalla legge di Bilancio 2017 l’articolo 1, comma 180, stabilisce che l’ape sociale non spetta invece ai titolari di trattamento pensionistico diretto.

In questo caso, si deve conferma il fatto che l’APE sociale non può essere concessa al titolare di AOI in quanto i 2 trattamenti sono incompatibili.

Al contrario, invece resta fermo il fatto che il soggetto, prima della scadenza del triennio se non conferma l’assegno o lo stesso viene revocato, il medesimo potrà anche in presenza delle condizioni e dei requisiti richiesti, poter accedere e richiedere l’APE sociale.

Requisiti pensione anticipata Ape Sociale

A tal proposito non possiamo non ricordare che l’Ape Sociale è un’indennità a carico dello Stato che viene erogata dall’INPS a tutti i soggetti che si trovano in determinate condizioni e che siano poi state previste dalla legge.

In questo caso, il soggetto deve aver compiuto almeno 63 anni di età e come tale deve anche essere esente dal trattamento pensionistico diretto in Italia o all’estero.

L’indennità è corrisposta, dalla data di accettazione della domanda e fino a al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.

In questo caso, si deve prendere come punto di riferimento il conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

Questa misura, per altro sperimentale, è stata introdotta dal 1° maggio 2017 e vale fino al 31 dicembre 2018, la quale si pone come scopo quello di accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni ed è soggetta a limiti di spesa.

A chi è rivolto la pensione APE sociale?

Possono richiedere l’indennità – APE sociale solo i lavoratori che sono iscritti presso l’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, ma anche alle diverse forme sostitutive ed esclusive della medesima, come anche alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, o alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1996.

Devono altresì essere in possesso delle seguenti condizioni.

Disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno 3 mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante.

In questo caso lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro il quale potrà avvenire come previsto nei casi precedentemente elencati e secondo quanto disposto dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604.

Soggetti che al momento della richiesta si trovano da almeno 6 mesi ad assistere il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave. Questo infatti è previsto dall’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;

Invalidi civili che possiedono un grado di invalidità pari o superiore al 74%.

Tutti i dipendenti che svolgono o anche abbiano svolto da almeno 6 anni in via continuativa una o più delle attività lavorative descritte all’interno dell’allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2017, n. 88.

Queste attività ricordiamo si intendono svolte in via continuativa, solo nel caso in cui le stesse non abbiano subito interruzione nei 6 anni precedenti il momento della decorrenza dell’APE sociale e per un periodo complessivamente superiore a 12 mesi.

Vi è infine da considerare anche una condizione; ovvero che l’attività lavorativa sia svolta nel 7 anno precedente la predetta decorrenza, per una durata almeno pari all’interruzione predetta.

Comportano l’interruzione della suddetta continuità tutti i periodi di svolgimento di attività diverse da quelle gravose di cui sopra e i periodi di inoccupazione.

Assegno ordinario di invalidità

Considerato l’assegno ordinario di invalidità appartenente alla categoria IO, la possiamo definire come una prestazione economica che spetta ai lavoratori dipendenti e autonomi.

Essi devono essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria INPS.

In pratica ne hanno diritto tutti i lavoratori dipendenti, autonomi come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri che sono iscritti ad alcuni fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Si ricorda anche che per il diritto all’assegno è necessario avere un’infermità fisica o mentale, che non sia derivante da causa di servizio, e che sia accertata dai medici dell’INPS, e che provochi una riduzione della capacità di lavoro di 2/3 della capacità di lavoro, sempre che sia in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore.

E’ necessario per altro anche che siano stati versati 5 anni di contribuzione (pari a 260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni (pari a 156 contributi settimanali) versati nei 5 anni precedenti alla data di presentazione della domanda secondo quanto disposto dall’art. 4, Legge 222/84.

Si deve per altro precisare che l’assegno ordinario di invalidità non è una pensione definitiva.

Essa al compimento dell’età pensionabile, viene trasformato in pensione di vecchiaia.

L’assegno per altro si trasforma automaticamente, sempre che l’interessato abbia cessato l’attività di lavoro e possegga sempre i requisiti contributivi previsti per il trattamento pensionistico di vecchiaia.

Al contrario, invece, se ci sono dei periodi in cui si beneficia dell’assegno ma non si hanno contributi da lavoro in quanto non si è svolta l’attività lavorativa, allora questi periodi vengono considerati utili per il raggiungimento del diritto alla pensione.

Come tali, devono essere considerati che i seguenti periodi non sono utili a richiedere la pensione.

In ogni caso la pensione di vecchiaia non può risultare invece di importo inferiore rispetto all’assegno ordinario di invalidità in godimento fino al compimento dell’età pensionabile.

Pensione anticipata di invalidità

Questo elemento è molto importante perché anche dopo la riforma delle pensioni, la quale è avvenuta a seguito dell’approvazione della legge di Bilancio 2018, nulla si è modificato in materia di età, anagrafica e di disciplina delle decorrenze per l’accesso anticipato alla pensione di vecchiaia.

In questo caso, il beneficio riguarda solo e soltanto i seguenti lavoratori dipendenti in base a quanto previsto dalla Circolare INPS 35/2012:

  • Non vedenti;
  • Invalidi in misura non inferiore all’80%.

Ricordiamo anche che il beneficio della diversa età pensionabile viene concesso solo e soltanto ai lavoratori che siano titolari di un contratto di lavoro subordinato del settore privato.

Inoltre, si deve anche precisare in riferimento all’età pensionabile, che l’accertamento dello stato di invalidità in misura non inferiore all’80% deve essere sempre effettuato dagli uffici sanitari dell’Inps.

L’eventuale riconoscimento che è stato già ottenuto da un altro ente deve costituire solo elemento di valutazione per la formulazione del giudizio medico legale.

Questo vuol dire che solo la commissione medica dell’Inps concederà o meno la possibilità di pensionamento anticipato per invalidità perché non è sufficiente solo il riconoscimento avuto da altri enti con percentuale non inferiore all’80%.

Il tutto viene anche spiegato dall’Inps, il quale afferma che l’invalidità per questo beneficio deve essere valutata ai sensi della legge 222/1984, ovvero la legge riguardante la disciplina pensionabile dei lavoratori inabili o invalidi e che prevede come tale pensione d’inabilità Inps e assegno ordinario d’invalidità Inps.

Riduzione dell’età pensionabile per le seguenti categorie

Lavoratori non vedenti

Ma solo nel caso in cui, essi prima ancora di essere iscritti all’assicurazione obbligatoria abbiano 10 anni di assicurazione e contribuzione dopo l’insorgenza della cecità e possiedono i seguenti requisiti:

  • 55 anni
  • 50 anni donne.

In tutti gli altri casi invece devono essere rispettati i seguenti requisiti:

  • 60 anni per gli uomini.
  • 55 anni donne.

Lavoratori invalidi

Sono da considerate tali, tutti i soggetti che hanno almeno l’80% di invalidità. In questo caso i requisiti son:

  • 60 anni uomini;
  • 55 anni donne.

Adeguamento all’aspettativa di vita

Si deve anche considerare alcuni requisiti fondamentali come quelli anagrafici che devono essere adeguati all’aspettativa di vita.

Vuol dire che questo trattamento pensionistico è soggetto alla disciplina delle finestre mobili.

Una disciplina che comporta, a differenza da quanto previsto dalla Legge Fornero, la posticipazione di un anno della pensione dopo aver perfezionato i requisiti.

Requisiti contributivi

Non si deve solo avere il grado di invalidità richiesto, ovvero non inferiore all’80%, al fine di poter accedere a questo beneficio.

Si deve anche possedere un’anzianità contributiva prevista per la pensione di vecchiaia.

Il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue solo e soltanto in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni.

Maggiorazione contributiva per i lavoratori invalidi

Vi è poi da prendere in considerazione anche la possibilità di beneficare di un altro requisito necessario per i lavoratori dipendenti invalidi, il quale viene riconosciuto dall’articolo 80, comma 3 della legge 388/2000.

Esso consente ai

  • Lavoratori sordomuti
  • Invalidi civili derivante da qualsiasi causa ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74 % o anche assimilabile
  • Invalidi di guerra, civili di guerra e gli invalidi per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli Enti locali, che abbaino un’invalidità ascritta alle prime 4 categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra secondo quanto disposto dal DPR 915/1978, di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa.

Vi è anche da considerare anche un altro fattore.

Si deve poter riconoscere un limite massimo di 5 anni di contribuzione figurativa utile sia ai fini del diritto alla pensione che alla determinazione della sua misura come ad esempio anzianità soggette al calcolo retributivo.

Allo stesso tempo, risulta utile questo solo ai fini del diritto alla pensione per anzianità soggette al calcolo contributivo.

Pensione anticipata con 58 anni di età e 38 anni di contributi

Nel caso in questione si deve considerare che non vi sono possibilità differenti da quelle che elencheremo i seguito.

La prima misura riguarda sempre la possibilità di accedere alla misura in anticipo per pensionamento con l’Ape sociale e quota 41 per i precoci.

Per l’Ape sociale, anche se si è invalido, occorre sempre possedere una percentuale che sia superiore al 74% e sempre 63 anni.

Quota 41 invece prevede la possibilità di possedere 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età.

Si potrebbe solo richiedere la pensione anticipata che attualmente richiede, per gli uomini 42 anni e 10 mesi di contribuzione versati.

Dal 2019 in poi, i requisiti richiesti anche per la pensione anticipata subiranno, a causa dell’adeguamento alla speranza di vita, un incremento di 5 mesi, e quindi potrebbe accedere a tale tipo di trattamento fra non meno di 5 anni.

Pensione anticipata a 58 anni con 41 anni di contributi

Per il caso preso in esame si deve considerare che per i lavoratori precoci, esiste la possibilità di andare in pensione indipendentemente dall’età con 41 anni di contributi.

Questi però devono poter far valere alcune specifiche condizioni che di seguito analizziamo e che riguardano:

  • Pensione anticipata lavoratori precoci: requisiti
  • Pensione anticipata
  • Ape Volontaria
  • Rita

Requisiti lavoratori precoci

Partiamo dai requisiti.

Qui si deve considerare che il beneficio spetta a tutti i lavoratori dipendenti ma anche autonomi che siano iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) ed alle sue forme sostitutive ed esclusive.

Questi devono per altro far valere almeno 1 anno di contribuzione inerente a lavoro effettivo prestato prima ancora di aver compiuto il 19° anno di età e che come tali si ritrovano nelle seguenti condizioni.

Lavoratori dipendenti che si trovano in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, avvenuto anche in forma collettiva o che abbia presentato dimissioni per giusta causa o che abbia provveduto a risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Egli si si deve anche trovare nella condizione di non percepire più da almeno 3 mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante.

Lavoratori dipendenti ed autonomi ma che si trovano nella condizione di assistere al momento della richiesta e da almeno 6 mesi il coniuge o anche un parente di 1° grado che sia convivente con handicap in situazione di gravità secondo quanto disposto dall’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, ma che sia accertata però dalla competente commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%.

Lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti secondo quanto disposto dall’articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67.

Tutti i lavoratori che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività gravose:

  • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
  • Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
  • Conciatori di pelli e di pellicce
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion
  • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
  • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza.
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido
  • Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
  • Operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Si ricorda infine che secondo quanto disposto dalla legge di bilancio 2018 sono inseriti in questa categoria anche i soggetti marittimi, pescatori, operai siderurgici e operai agricoli.

Per gli addetti impiegati nel settore dell’agricoltura, le attività lavorative si devono intendono svolte in via continuativa.

Questo vuol dire che non devono aver subito interruzione nei 6 anni precedenti il momento del pensionamento per un periodo complessivamente superiore a 12 mesi.

Vi è per altro la condizione che le attività lavorative siano svolte nel 7° anno precedente il pensionamento per una durata almeno pari all’interruzione predetta.

Pensione anticipata – APe Volontaria

Per poter accedere a questa forma pensionistica si devono prendere in considerazione i seguenti requisiti.

Premettendo che si rivolge a tutti i lavoratori, a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici che possiedono:

  • Età anagrafica pari o superiore ai 63 anni;
  • Abbiano maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo, certificato dall’INPS, non inferiore a un certo limite.

Per accedere al prestito è necessario, anche possedere al momento della richiesta:

  1. 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  2. Aver maturato il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  3. Avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  4. Non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

La prestazione la si ottiene tramite un prestito che viene corrisposto da un istituto di credito.

Attenzione però perché ad oggi non è ancora stato raggiunto l’accordo tra INPS – STATO – Assicurazioni

Pensione anticipata RITA

Definita come Rendita integrativa temporanea anticipata, può essere richiesta da lavoratori iscritti a fondi pensione.

Essa comprendere i dipendenti pubblici iscritti ai fondi negoziali di categoria.

Al fine di accedere a questa si devono possedere i requisiti stessi dell’Ape Sociale.

La RITA invece, sotto il profilo fiscale è assoggettabile alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15%, e quindi prevede una riduzione pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione al fondo pensione.

Pensioni anticipate ultime notizie e Novità della legge di bilancio 2018

In merito alla legge di bilancio 2018 si deve precisare che essa interviene sulla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) in modo strutturale.

In particolare, le disposizioni prevedono la possibilità che tutte le prestazioni erogate sotto forme pensionistiche tranne che quelle a prestazione definita, siano erogate totalmente o parzialmente sotto forma di RITA.

Questo consente di poter essere erogata frazionatamente a tutti i lavoratori che cessino l’attività lavorativa, specificando che gli stessi devono maturare l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro e non oltre i 5 anni successivi.

Devono per altro essere in possesso di un requisito contributivo complessivo di almeno 20 anni nei regimi obbligatori.

Ecco anche uno dei motivi per il quale la RITA si svincola dall’APE Volontaria.

L’accesso alla Rita è invece subordinato all’accumulo da parte del lavoratore in fondi di previdenza complementare (anche del TFR).

Inoltre, si può riconoscere la possibilità di percepire la rendita anticipata anche per i lavoratori che risultino inoccupati per un periodo di tempo che sia superiore a 24 mesi.

Essi per altro devono maturare l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i 10 anni successivi.

La rendita integrativa offre a chi ne beneficia una sorta di reddito ponte che lo accompagna fino alla maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia.

Questo vale anche nel caso in cui è possibile richiedere l’Ape volontario ma in questo caso, l’ammontare del prestito bancario può essere abbassato determinando, una minore penalizzazione sulla pensione.

La RITA e l’Ape volontario, si possono quindi affiancare e come tali possono dare al beneficiario un reddito che può essere paragonato ad una pensione anticipata vera e propria.

Questo vale fino al momento della maturazione della pensione di vecchiaia vera e propria.

Attenzione, perché la RITA non è ancora operativa, si attendono le disposizioni INPS.

Pensione anticipata a 59 anni con 41 anni di contributi, tutte le alternative possibili

Questo particolare caso, lo si deve analizzare alla lice del lavoratori precoci, ovvero di coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni.

In questo caso, il soggetto che possiede tutti i requisiti, può andare in pensione a prescindere dall’età di pensionamento con 41 anni di contributi con i benefici lavoratori precoci.

Pensione anticipata a 59 anni le alternative possibili

Nel caso in cui invece non si ha il requisito richiesto, si può optare per scegliere una delle seguenti forme pensionistiche:

Pensione APE Volontaria

L’Ape volontaria è un’opzione irreversibile, che a differenza dell’Ape sociale, non ci sono preferenze per disoccupati o invalidi.

L’APE volontaria si rivolge a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici che hanno una età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo, certificato dall’INPS, non inferiore a un certo limite.

Al fine di accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta possedere i seguenti requisiti:

  • Almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • Maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • Possedere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);

Non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Pensione anticipata con 33 anni di contributi e 50 anni di età

Questo specifico caso, lo si ritrova sempre nei soggetti considerati precoci secondo cui l’attività lavorativa ha iniziato prima dei 18 anni.

In questo caso, sono tanti i soggetti che possiedono 50 anni di età.

Al momento però non vi è una normativa in merito, e come tale si deve optare per quota 41 anni e 7 mesi.

Quota 41 lavoratori precoci

Per altro se si possiede 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età e nel caso in cui l’attività svolta rientra in una di quelle su elencate come lavoro usurante, ma anche se si assiste un familiare con handicap, o, ancora, se si è disabile con una percentuale superiore al 74%, o se, per una malaugurata ipotesi si perdere il lavoro involontariamente, si potrebbe rientrare nella pensione anticipata con la quota 41 per i lavoratori precoci con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.

Questa misura è abbastanza strutturale e potrà accedere solo nel momento in cui si raggiunge il requisito minimo richiesto.

Pensione anticipata

Se non rientra nei profili di tutela per la quota 41 dei lavoratori precoci, si potrebbe optare per un’altra ipotesi.

Essa potrebbe essere si quella della pensione anticipata ma che prevede 42 anni e 10 mesi per gli uomini, requisito che nel 2019 aumenterà a 43 anni e 3 mesi.

Se poi consideriamo che a partire dal biennio 2021-2022 è previsto un aumento dell’età pensionabile pari a 3 mesi ogni 2 anni per l’adeguamento alla speranza di vita Istat, vuol dire che ad esempio si potrebbe andare in pensione nel 2029 con 44 anni di contributi, visto che nel biennio 2029-2030 sarà richiesto come requisito per l’accesso 44 anni e 1 mesi di contributi versati.

Pensione anticipata a 61 anni e 41 anni di contributi: settore metalmeccanico

Nel caso specifico di metalmeccanici, invece, si deve tenere ben presente che essi non rientrano nella categoria di lavoro usurante e gravoso.

A tal riguardo si devono analizzare i requisiti di accesso per:

  • APE Sociale.
  • Rendita integrativa RITA.
  • Pensione anticipata.

Pensione anticipata APe Sociale e mobilità

Nel caso ad esempio di soggetti che sono stati licenziati, e quindi si trovano nello stato di disoccupati, o anche percettori di mobilità, si ricorda che l’INPS con il messaggio 2884 ha confermato che, per fruire dell’Ape Sociale e della Quota 41 lavoratori precoci, resta necessario aver precedentemente fruito della Naspi, dell’Aspi ma anche della mobilità ordinaria.

Ecco per tanto che è necessario poter usufruire di questi ammortizzatori sociali.

Quindi viene confermato anche se un soggetto non aveva i requisiti per accedere agli ammortizzatori sociali, e questo vuol dire non poter ottenere la pensione anticipata lavoratori precoci e Ape Sociale.

Inoltre, si deve anche precisare che per motivi vari se non si ha usufruito della NASPI, perché non si è inoltrata la domanda, per diversi motivi, si è fuori e come tale non si ha diritto alle due misure pensionistiche.

Non ha possibilità di accedere alla pensione anticipata APE Sociale e Quota 41, anche chi ha sfruttato la NASPI in un’unica soluzione per l’apertura di una attività in proprio.

Pensione anticipata APe Sociale: requisiti

Al fine di ottenere l’indennità è chiaro che necessariamente i soggetti devono essere in possesso delle condizioni indicate dalla legge e che questi abbaino i requisiti al momento della presentazione della domanda di accesso.

I requisiti sono:

  • 63 anni di età;
  • Minimo 30 anni di anzianità contributiva

Nel caso in cui invece si tratta di lavoratori che svolgono le attività di cui all’allegato A del DPCM l’anzianità contributiva minima richiesta è pari a 36 anni.

Per altro non si deve essere titolari di alcuna pensione diretta.

L’accesso al beneficio è subordinato anche alla cessazione di attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero.

L’indennità non è invece compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, come ad esempio l’assegno di disoccupazione (ASDI), nonché con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

Potrebbe essere invece considerato come compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non siano superiori a 8.000 euro lordi annui.

Per altro a questo si deve aggiungere lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro lordi annui.

Anche nelle ipotesi di superamento del limite annuo determinato, il soggetto decade dall’APE sociale e l’indennità percepita nel corso dell’anno in cui il superamento si è verificato diviene indebita e la Sede Inps procede al relativo recupero.

Pensione RITA

Altra possibile alternativa per questa categoria, sarebbe la Rendita integrativa RITA, che come detto prevede la possibilità di conseguire una rendita integrativa anche in caso di perdita del posto di lavoro ma fino al conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia.

Secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2018, le disposizioni previste, affermano in primo luogo la possibilità che le prestazioni delle forme pensionistiche siano erogate sotto forma di RITA e come tali, consentono anche l’erogazione frazionata di un capitale, ai lavoratori che cessino l’attività lavorativa, specificando che gli stessi devono maturare l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi come anche essere in possesso di un requisito contributivo complessivo di almeno 20 anni nei regimi obbligatori.

Se si considera questo, viene meno il requisito dei non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia.

La Rita potrà essere concessa anche ai lavoratori che risultino inoccupati per un periodo di tempo superiore a 24 mesi e che come tali, maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi.

Pensione anticipata

Questa la potremmo considerare come una prestazione economica erogata su domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, come anche quelle sostitutive e che sono esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata.

Qui si deve considerare la possibilità di aver:

  • Raggiunto l’età stabilita dalla legge;
  • Perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta.

Possono presentare richiesta tutti i soggetti che sono in possesso di un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 minimo di 20 anni, costituita da contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo.

Si deve anche possedere il Requisito anagrafico secondo quanto di seguito disposto:

1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 62 anni
1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 62 anni e 3 mesi
1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 63 anni e 9 mesi
1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 65 anni e 7 mesi
1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi (Requisito da adeguare alla speranza di vita)

Pensione lavoratore autonomo con 40 anni di contributi e 56 anni di età

Anche in questo caso, si potrebbe optare per rientrare nella pensione anticipata dei lavoratori precoci con quota 41, solo nel caso in cui si è provveduto a versare almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età.

Qui si deve anche considerare la possibilità di poter possedere almeno 41 anni di contributi.

I requisiti dei lavoratori precoci, sono sempre quelli su esposti.

Nel caso di lavoratori autonomi, si afferma che possono accedere alla quota 41 coloro che assistono familiari disabili o che a loro volta siano disabili con una percentuale pari o superiore al 74%.

Se invece non si rientra in questi casi, non si potrà usufruire della quota 41 per i lavoratori precoci.

Lavoratore autonomo: quali altre possibilità di pensionamento?

Solo una.

Accedere alla pensione prima del compimento dell’età, ovvero accedere alla pensione nel corso del 2021 con 43 anni e 6 mesi di contributi versati.

Pensione anticipata donne: novità Ape rosa

Dal 2018, tutte le donne possono accedere alla pensione anticipata ma solo se sono in presenza di un requisito contributivo minimo pari a 41 anni e 10 mesi.

A seguito di futuri adeguamenti sulle aspettative di vita, infatti, si potrebbe optare per il prossimo triennio un nuovo innalzamento.

Si noti anche che in via sperimentale e fino al 2019, è possibile ricorrere all’Ape sociale donna.

Questa misura, prevede uno sconto contributivo riconosciuto alle donne lavoratrici per richiedere la pensione anticipata.

Le donne, possono richiedere tale sconto in presenza di figli.

Ogni figlio è pari ad un sconto contributivo di 1 anno e per un massimo di 2 anni.

Si deve per altro anche verificare l’appartenenza ad una delle 4 categorie ad oggi ammesse per l’ape sociale donne e di poter esercitare il diritto alla pensione anticipata in uno dei seguenti casi:

  • 28 anni di contributi, nel caso in cui si appartiene alla categoria di disoccupati, caregiver o invalidi civili. L’attuale disciplina prevede un minimo di contributi pari a 30.
  • 34 anni di contributi, nel caso in cui invece si tratta di soggetti appartenenti alla categoria dei lavori gravosi. In tale caso, infatti, i contributi minimi richiesti sono pari a 36.

Pensione anticipata APE volontario

Per quanto riguarda l’Ape volontario si deve considerare questo come una forma di anticipo pensionistico che può essere richiesto a determinate condizioni anche con l’ausilio di un finanziamento di un istituto di credito.

Si deve però necessariamente possedere 63 anni di età, 20 anni di contributi e essere a non più di 3 anni e 7 mesi dall’età pensionabile.

Qui il primo assegno previsto non dovrà essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo INPS al netto della rata di ammortamento del piano di finanziamento.

Pensioni anticipate 2019: possibili scenari

In merito invece alle ultime notizie sulle pensioni anticipate si arricchiscono di diversi scenari in campagna elettorale.

Tra le principali proposte, le ultime notizie su  pensione anticipata è quota 100 con la possibilità di poter esercitare il diritto alla pensione in presenza di un minimo di contributi e età per arrivare a quota 100.

E’ da considerare anche che dal 2019, si potrebbero optare per gli adeguamenti alle aspettative di vita con una nuova età anagrafica e contributi minimi per la pensione anticipata.

Pensione anticipata e legge 104: novità per i lavoratori precoci – requisiti

Novità importante anche in questo campo, per altro previste dalla legge di bilancio 2018, che prevede la pensione anticipata collegata alla legge 104.

In questo caso, parliamo della pensione anticipata per lavoratori precoci che possono accedervi anche se non hanno raggiunto i 42 anni e 10 mesi di contributi ma possiedono invece i 41 anni, ed assistono un familiare portatore di handicap.

Ecco quindi che possono beneficiare dell’uscita, secondo quanto previsto dalla legge, con soli 41 anni di contributi ma solo se i genitori e/o il coniuge del familiare assistito hanno compiuto 70 anni, o se sono deceduti, o se sono affetti da patologie invalidanti.

In questo caso il requisito fondamentale è essere lavoratori precoci, con un minimo di 12 mesi di contributi accreditati prima dei 19 anni.

Possono presentare domanda, tutti coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2018 dal 1° marzo 2018.

I soggetti invece che matura no i requisiti entro il 31 dicembre 2019, devono presentare domanda entro il 1° marzo 2019.

Una volta presentata la domanda di certificazione dei requisiti, l’INPS provvederà a comunicare il suo accoglimento.

Una volta certificati i requisiti gli interessati devono presentare la vera e propria domanda di pensione anticipata.

Per quanto riguarda i requisiti, essi sono:

  • Minimo 41 anni di contributi complessivi dei quali 1 anno versati prima del compimento dei 19 anni.

Si tenga presente che dal 2019 la quota si alza a 41 anni e 5 mesi (perché collegato all’aumento dell’aspettativa di vita media).

  • Essere iscritto ad una forma di previdenza obbligatoria da una data precedente al 1° gennaio 1996, ed assistere da almeno 6 mesi un familiare convivente di 1° grado, oppure il coniuge o il partner, portatore di handicap secondo la Legge 104.

In questo caso, ricordiamo che dal 2018 anche il familiare di 2° grado se ha compiuto 70 anni o se è affetto da patologie invalidanti è considerato tale.

  • Aver cessato l’attività lavorativa.

Pensione anticipata: come presentare domanda

La domanda di pensione anticipata si presenta esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:

  • web secondo cui la richiesta deve essere inviata per via telematica, direttamente dai servizi al cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto-
  • telefono ovvero chiamando il Contact Center integrato al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.
  • Enti di Patronato e intermediari autorizzati dall’Istituto, che mettono a disposizione dei cittadini i necessari servizi telematici.

Pensione anticipata: Quanto spetta?

La pensione anticipata decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Per tutti gli iscritti ai Fondi esclusivi decorre dal giorno successivo alla cessazione dal servizio previa maturazione dei requisiti contributivi sopra descritti.

Nel caso invece di decorrenze delle pensioni degli iscritti alle Gestioni esclusive dell’AGO consulta il file Decorrenze Gestioni esclusive dell’AGO.

Ai fini del conseguimento della prestazione pensionistica si deve necessariamente cessare il proprio rapporto di lavoro dipendente.

Non è, invece, richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

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Tommaso Piccinni

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