Ape social 2018: domanda INPS – requisiti – caratteristiche

Sappiamo bene che l’Ape social è anticipo pensionistico per tutti coloro che hanno i requisiti della pensione di vecchiaia.

In questa guida cercheremo di comprendere bene come essa funziona, spiegandoti a chi spetta, quali sono i requisiti che si devono possedere alò fine di richiederla se non anche come fare la domanda per averla.

Sappiamo anche che l’anticipo pensionistico Ape sociale, conosciuto solo come Ape social, è una forma di accompagnamento economico per la pensione di vecchiaia ed è interamente a carico dello Stato.

Si noti anche che esso non deve essere confuso con l’Ape volontaria, la quale resta invece una manovra a carico del futuro pensionato.

Nota anche che entrambe queste forme devono essere tenute distinte dall’Ape aziendale, che è un contributo con cui le aziende private possono aiutare tutti i loro dipendenti ad uscire prima dal lavoro.

Al fine però di ottenere l’Ape social bisogna fare domanda all’Inps.

Solo nel momento in cui ti viene accordata, l’indennità Ape social viene erogata ogni mese, per 12 mensilità l’anno e fino a che non si raggiunge la pensione di vecchiaia o di un’altra pensione diretta.

L’importo inerente alla pensione anticipata Ape social sarà pari a quello della pensione calcolata al momento dell’accesso al sussidio.

Essa però non potrà essere in ogni caso superiore a 1500 euro lordi.

Ape social 2018: cos’è?

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Ape social 2018: cos’è?

L’ape social 2018, la possiamo definire come l’anticipo pensionistico sociale, che rappresenta una delle 2 misure sperimentali che è stata introdotte per la prima volta la legge di bilancio 2017.

Essa in breve consente a determinate categorie di lavoratori di poter accedere alla pensione anticipata.

Essi infatti potranno andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima rispetto al normale corso secondo quanto era previsto dalla legge Fornero.

E’ definito APE social il sussidio assistenziale che lo Stato offre ai sensi dell’articolo 1, co. 179 della legge 232/2016.

Esso è considerato tale in quanto viene concesso a tutti i lavoratori meritevoli di particolari tutele e che come vedremo hanno compiuto almeno 63 anni.

Una misura che per il momento rimane sperimentale e potrà essere richiesta solo a partire dal 1° maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018.

In breve L’APe agevolato, altro non è se non un’indennità che permette a particolari lavoratori appartenenti a determinate categorie, di poter accedere alla pensione prima. Questi non devono sobbarcare dei costi del prestito APE erogato da banche e assicurazioni attraverso l’Inps, che invece rimane una condizione obbligatoria richiesta per l’APE volontaria.

Si noti infine che i costi dell’APe sociale, per tutti i lavoratori che sono in possesso dei requisiti fissati dalla legge, sono solo e soltanto a carico dello Stato.

Questo vuol dire che gli interessati non dovranno restituire il prestito una volta conseguita la pensione, per i successivi venti anni, con i relativi interessi.

Ape sociale 2018 Inps domanda e caratteristiche

Abbiamo detto che l’Anticipo Pensionistico Social, è la misura sperimentale introdotta con la Legge di Bilancio 2017 e che permette a tutti i lavoratori che abbiano compiuto almeno i 63 anni di età a anagrafica e aver maturato un’età pensionistica di almeno 30 anni.

In questo caso, dobbiamo però precisare che l’ape social si divide in 3 sezioni di cui abbiamo anche accennato in precedenza.

Ape sociale

Definita come l’indennità APE sociale che viene riconosciuta a determinate categorie di lavoratori, tra cui ad esempio i disoccupati, come anche invalidi, lavoratori usuranti e che hanno la possibilità di accedere alla pensione anticipata 3 anni e 7 mesi prima.

In questo caso, però essi non hanno nessun costo inerente al prestito perché sarà garantito dallo stato.

Ape aziendale

Definita come la pensione anticipata che viene concordata tra azienda e lavoratore. In questo caso è l’impresa a farsi carico dell’onere Ape.

APE volontaria

Invece, prevede che per accedere all’Anticipo pensionistico volontario, tutti i lavoratori possono richiederla per mezzo dell’Inps, e possono accedere alla pensione tramite un prestito a banche o assicurazioni.

Esso serve a coprire il periodo di anticipo della pensione.

Solo dopo aver raggiunto i requisiti per la pensione vera e propria, allora, quanto “prestato” deve essere restituito con un piano di ammortamento con rate mensili di 20 anni + interessi.

Nota bene:

L’Ape social 2018 Inps è in vigore dal 1° maggio 2017 e si conclude il 31 dicembre 2018.

Questa per altro come più volte detto è stata considerata come una misura sperimentale che è stata introdotta dall’ultima Manovra economica.

Requisiti per ricevere la pensione

Al fine di ricevere la pensione anticipata Ape sociale si devono possedere i seguenti requisiti:

  1. Aver compiuto 63 anni;
  2. Non ricevere altre pensioni dirette (in Italia o all’estero);
  3. Avere versato 30 anni di contributi pensionistici (36 per chi ha fatto lavoro gravosi);
  4. Appartenere a una delle seguenti categorie:
    1. Disoccupati;
    2. Caregiver (chi si prende cura di un familiare disabile);
    3. Invalidi civili;
    4. Lavoratori dipendenti che abbiano svolto mansioni gravose.

Dove fare la domanda?

La domanda deve essere presentata all’Inps. Il modello è composto da 2 domande:

  1. una deve essere effettuata al fine di verificare i requisiti contributivi;
  2. l’altra al fine di richiedere il sussidio vero e proprio.

La domanda deve per altro essere presentata esclusivamente per via telematica o tramite patronati e intermediari autorizzati.

Solo i soggetti che prevedono di maturare i requisiti entro il 31 dicembre 2018, devono provvedere a presentare domanda entro il 31 marzo 2018.

Si noti che questo tipo di pensione, è considerata anche come una misura a livello sperimentale e che vale solo e soltanto per il 2018 e che quindi durerà fino al 31 dicembre 2018.

Potrà infine essere prorogata in base ai risultati.

Si noti anche che coloro che hanno ottenuto il sussidio entro quella data lo riceverà comunque fino alla prima data di pensionamento.

A Chi è rivolta l’indennità APE SOCIAL 2018

Potranno accedere e fare domanda di pensionamento, dell’Ape social, tutti i soggetti che ricadono in una delle seguenti categorie:

  • disoccupati;
  • caregiver;
  • invalidi civili;
  • lavoratori dipendenti che abbiano svolto mansioni gravose

Vediamoli di seguito con una breve spiegazione.

Disoccupati

Sono considerati tali, tutti quei soggetti che hanno perso il lavoro in maniera involontaria.

Ovvero si tratta di soggetti che sono stati licenziati e che come tali rientrano anche coloro che sono stati oggetto di licenziamento collettivo.

Sono considerati anche disoccupati tutti coloro che hanno presentato domanda di dimissioni per giusta causa, o che sono stati oggetto di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in base alla procedura prevista dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, numero 604.

Caregiver

Sono invece considerati tali, tutte le persone che al momento della richiesta della pensione, sono in una condizione si assistenza verso il coniuge, anche unito civilmente, o anche un parente che potrebbe essere ad esempio un genitore o un figlio che sia portatore di un handicap grave.

Invalidi civili

Definiti tali coloro che possiedono una invalidità pari o superiore al 74%.

Chi svolge mansioni gravose

Possono essere considerati tali e quindi rientrano in questa categoria, tutti i lavoratori dipendenti che abbiano svolto in maniera continuativa un tipo di attività definita gravosa.

Devono per altro aver svolto tale mansione In maniera continuativa e senza interruzioni per una data superiore ai 12 mesi nei 6 anni che precedono la decorrenza dell’anticipo pensionistico Ape social.

Nel caso in cui invece si verificano interruzioni, l’attività deve essere stata svolta per una durata almeno pari all’interruzione, ne periodo compreso tra i 7 anni precedenti l’inizio dell’Ape social.

Si considera infine interruzione, il periodi di inoccupazione come anche il periodo in cui è stata svolta una attività diversa da quelle elencate.

APE SOCIAL: Cosa si intende per mansioni GRAVOSE?

 APE SOCIAL: Cosa si intende per mansioni GRAVOSE?

APE SOCIAL: Cosa si intende per mansioni GRAVOSE?

Sono considerate tali tutte quelle attività che di seguito ti indicheremo e che come tali sono state riconosciute dall’Inps.

  • Operaio nell’industria estrattiva, edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • Conduttori di gru o di macchinari mobili atti alla perforazione nel settore delle costruzioni;
  • Conciatori di pelli e di pellicce;
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • Facchini e addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • Operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

APE SOCIAL 2018: Requisiti per ottenere la prestazione 

Al fine di ottenere l’indennità Ape social è necessario anche che il richiedente sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • avere almeno 63 anni di età;
  • non ricevere pensione diretta ovvero pensione di:
    • vecchiaia,
    • anzianità,
    • invalidità.

Si deve anche possedere un requisito minimo contributivo. Esso prevede un versamento contributi per almeno 30 anni.

Nel caso in cui si parla di lavoratori che hanno svolto attività gravose, si deve anche considerare che gli anni di contribuzione necessari diventano 36.

Non possono invece fare richiesta e nel caso la si faccia verrà respinta, tutti i soggetti che al momento della presentazione della domanda, ricevono già un sussidio per la disoccupazione, come ad esempio il sussidio Naspi e il Dis Coll.

Non possono per altro neanche presentare domanda i soggetti che hanno l’indennizzo per la cessazione di una attività commerciale.

Si ricorda anche che in merito ai sussidi per la disoccupazione, al fine di poter ricevere l’Ape sociale bisogna avere smesso di ricevere il sussidio da almeno 3 mesi.

Si noti invece che tutti i soggetti che possiedono i requisiti sotto riportati, possono ricevere ancora l’indennità in quanto compatibile con un lavoro dipendente o autonomo, ma soltanto nel caso in cui generi un reddito non superiore a:

  • 8000 euro lordi annui per un lavoro dipendente;
  • 4800 euro lordi per un lavoro autonomo.
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APE SOCIAL 2018: Requisiti per ottenere la prestazione 

APE SOCIAL 2018: IMPORTO della prestazione

L’importo dell’indennità Ape social è per altro pari a quello della pensione calcolata al momento dell’accesso al sussidio.

Essa però come detto in precedenza, non deve essere in ogni caso superiore a 1500 euro lordi.

Solo nel caso in cui il richiedente abbia versato contributi a diverse gestioni INPS e che ricadono tra quelle coinvolte nell’Ape social, il calcolo della rata mensile allora potrà essere eseguito pro quota per ciascuna gestione secondo le rispettive regole di calcolo.

Per altro, in termini fiscali, si deve considerare che il sussidio verrà trattato come un qualsiasi reddito da lavoro dipendente.

A tutti coloro che potranno accedere al beneficio, sarà riconosciuto il bonus Irpef da 80 euro.

Se invece la pensione che viene calcolata al momento dell’accesso all’Ape social prevede un importo superiore ai 1500 euro al mese, solo in questo caso il richiedente non potrebbe avere una indennità superiore ai 1500 euro.

Nel caso in cui vuole invece avere un sussidio più vicino alla sua pensione reale potrebbe far richiesta della differenza tramite un’Ape volontaria, la quale resta solo e soltanto a carico del richiedente stesso.

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L’Ape social ricordiamo è una misura interamente a carico dello stato e non avrà alcun peso e cioè non andrà a ridurre l’importo della futura pensione.

Solo nel caso in cui vi sono soggetti con contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo presso più gestioni ma sempre tra quelle interessate dall’APE sociale, allora il calcolo della rata mensile di pensione è effettuato pro quota per ciascuna gestione anche in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati.

Questo lo si fa in base alle regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

Durante il godimento dell’indennità non spetta contribuzione figurativa.

Il trattamento di APE sociale cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti. Per altro a tutti i beneficiari non spettano gli assegni al nucleo familiare

APE SOCIAL: Durata della prestazione

La durata dell’anticipo pensionistico Ape social ha un inizio ed una fine.

Esso comincia dal momento in cui si maturano i requisiti. Finisce quando si raggiunge la pensione di vecchiaia o comunque un altro trattamento pensionistico diretto anticipato.

A questo bisogna però fatto un po’ di chiarezza.

Come abbiamo detto in precedenza, chi prevede di maturare i requisiti entro il 31 dicembre 2018, deve ricordarsi di fare la domanda entro il 31 marzo 2018.

Tutti i soggetti che al momento della domanda ha già maturato i requisiti l’anticipo pensionistico, si vedrà corrisposto dal 1° giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda la sua pensione.

Tutti gli altri, invece, potranno accedere all’indennità Ape a partire dal momento in cui i requisiti verranno raggiunti.

L’indennità verrà corrisposta ogni mese per 12 mensilità l’anno. Essi non potranno essere prorogati oltre il raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, o comunque oltre il raggiungimento di un trattamento pensionistico anticipato.

APE SOCIAL: Come presentare DOMANDA all’INPS?

La domanda per richiedere l’Ape sociale è fatta in realtà da 2 domande distinte, ma entrambe da indirizzare all’Inps.

Grazie alla prima domanda, il richiedente verifica del requisito contributivo per Ape Sociale. In breve la domanda prevede una verifica da parte dell’imps, delle condizioni di accesso alla domanda a livello contributivo.

La seconda, prevede invece l’inoltro della Domanda di anticipo pensionistico Ape Sociale, vera e propria.

Per quanto riguarda l’anno in corso, se i requisiti maturano entro lo stesso anno allora le 2 domande devono essere fatte entro il 31 marzo.

Le 2 domande possono essere presentate direttamente o indirettamente con uno dei seguenti requisiti:

  1. direttamente online, per chi ha il Pin Inps Dispositivo;
  2. chiamando il numero verde Inps;
  3. rivolgendosi a Patronati, Caf o altri intermediari autorizzati.

Tutti i soggetti che vogliono presentare domanda online, devono seguire un percorso, ovvero devono compilare i campi del riquadro “Certificazioni”, per poi passare a “Verifica del diritto di accesso” e poi ad “Ape Sociale”.

Ape social 2018 novità Legge di Bilancio

Ape social 2018

Ape social 2018

A questo punto non ci resta che analizzare quelle che sono le novità Ape social 2018.

Esse sono attualmente in discussione, visto e considerato che il governo Gentiloni ancora oggi cerca insieme ai sindacati, un punto comune che potrà essere meglio compreso con la legge di bilancio 2018.

Tra le novità proposte infatti da parte del governo, vi è la possibilità di allargare la platea dei beneficiari a partire dal 2018. Questo vuol dire che con le risorse risparmiate nel 2017 potranno accedere alla pensione molti più soggetti, considerando anche che i fondi sono stati fatti confluire in un fondo speciale.

Dal 2018 l’intenzione del governo sarà invece quella di appoggiata dai sindacati, e quindi sembra che i beneficiari della norma saranno in numero maggiore.

In breve i soggetti che possono richiedere una tale agevolazione sono:

  1. Lavoratori in condizioni disagiate;
  2. 11 categorie di lavori gravosi;
  3. 4 categorie di mansioni faticose i quali sono però al momento esenti dall’aumento automatico dell’età pensionabile a 67 anni. Rientrano per esempio i lavoratori siderurgici;
  4. Ape social donne che riguarda le lavoratrici con figli, alle quali si aggiunge anche il bonus contributivo di 6 mesi per ogni figlio e fino a un massimo di 2 anni.

Infine, teniamo a precisare che tutto quello fin qui detto è soggetto ad un confronto tra Governo e sindacati.

Tra le modifiche possibili che potrebbero essere apportate, ad esempio ve ne potrebbe anche essere alcune molto importanti per chi ha svolto lavori considerati gravosi.

Qui gli anni di contribuzione necessari potrebbero passare da 36 a 30.

Un’latra modifica potrebbe essere ad esempio quella del periodo di lavoro considerato gravoso e che passa da 6 anni negli ultimi 7 anni, a 7 anni negli ultimi 10.

Ecco quindi che alla categorie di lavori gravosi visti sopra, si aggiungono poi gli agricoltori, i lavoratori siderurgici di secondo fuoco, i marittimi e i pescatori.

APe social 2018 domanda Inps 2017: come si presenta, modulo e scadenza

A questo punto cerchiamo di comprendere bene come presentare domanda all’INPS.

Per prima cosa si deve considerare che tutti i lavotatori che entro il 31 dicembre 2017 perfezionano i requisiti, possono richiedere l’indennità Ape agevolato.

Essi però devono presentare prima della domanda vera e propria, la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio.

Nota che per quelli che hanno maturato i requisiti, la domanda doveva essere presentata entro la scadenza del 15 luglio 2017 e /o il 15 ottobre 2017.

Se non hai provveduto a questo, rivolgiti alla sede INPS di appartenenza per ulteriori informazioni.

Per tutti coloro che invece raggiungono il perfezionamento delle condizioni di accesso all’Ape sociale entro il 31 dicembre 2018, devono provvedere alla presentazione della domanda entro la scadenza del 31 marzo 2018.

Solo i lavoratori che sono in possesso di tutti i requisiti richiesti, possono contestualmente o durante l’istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale, presentare la domanda APe sociale Inps.

DECORRENZA, DURATA e DEROGA 2017

L’indennità dell’APE sociale abbiamo detto che decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio.

Questa viene erogata nel momento in cui sussistano tutti i requisiti come anche le condizioni previste dalla legge, compresa la cessazione dell’attività lavorativa.

In deroga invece a quanto detto, ed al fine di chiarire una volta per tutte i disguidi che si sono venuti a creare, compresa la confusione che ha fatto il governo centrale, si deve ricordare che solo in fase di prima applicazione e per le sole domande che sono state presentata presentate entro il 15 luglio 2017 e previa verifica delle risorse, possono essere erogate le pensioni social.

Le domande prese in considerazione sono state solo quelle presentate entro il 30 novembre 2017, ovvero quelle che sono state corrisposte dal primo giorno del mese successivo alla data di maturazione dei requisiti e delle condizioni richieste dalla legge le quali hanno per altro preso il via con decorrenza non precedente al 1° maggio 2017.

Al fine di valutare se vi sono le risorse finanziarie necessarie e sufficienti a copertura del beneficio rispetto al numero degli aventi diritto, l’INPS potrà procedere al monitoraggio.

Il monitoraggio viene effettuato sulla base della maggiore prossimità al requisito anagrafico di vecchiaia. Nel caso in cui vi è una parità di requisito, allora si prende in considerazione la data di presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni.

Ape sociale per chi ha contributi esteri

Grazie ad un recente messaggio diramato dall’Inps, si è provveduto a chiarire che il requisito contributivo utile all’Ape sociale, unito all’età anagrafica, potrà comprendere anche contributi per il lavoro prestato all’estero in Paesi europei o convenzionati con l’Italia, purché il lavoratore ne chieda la totalizzazione.

Ape sociale per i disoccupati con un nuovo impiego

Anche per questa categoria, cade il divieto di accoglimento della domanda, ma solo per i soggetti che sono stati reimpiegati per un breve periodo.

Nello specifico l’INPS chiarisce che possono essere accolte le domande di chi è stato reimpiegato per meno di 6 mesi ma che possiede un contratto di lavoro subordinato, ad esempio un contratto a termine, o anche un contratto stagionale, a chiamata o di somministrazione.

Si deve anche tenere presente che si tratta di soggetti che hanno prestato la propria attività lavorativa con i voucher o con i nuovi contratti di prestazione occasionale e col libretto famiglia.

Resta invece da chiarire, la situazione per tutti i soggetti che sono stati reimpiegati come parasubordinato e di chi ha lavorato in proprio.

Ape sociale per i lavoratori a termine

Anche in base a quanto è stato disposto dalla legge di Bilancio 2018 saranno inclusi nell’Ape sociale anche i disoccupati che sono oggetto di contratto a termine.

Potranno essere inclusi nella misura, anche coloro che maturano almeno 18 mesi complessivi di contratti di lavoro negli ultimi 3 anni.

Ape sociale per i disoccupati che non hanno percepito il sussidio

La legge di Bilancio prevede anche che siano inclusi nella platea dei beneficiari, anche i soggetti che non hanno percepito il sussidio di disoccupazione, pur avendone diritto.

In breve potrebbe rientrare nell’Ape sociale chi non ha presentato la domanda Naspi per tempo.

Ape donne

Infine, si deve anche considerare l’ultima ipotesi, ovvero quella che prevede l’introduzione della cosiddetta Ape donne, o Ape rosa.

Si tratta in breve della possibilità di accedere all’Ape sociale, per le donne con figli. Esse in breve potranno beneficiare di uno sconto di 6 mesi di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

L’ape sociale, per chi ha da 4 figli in su, sarebbe così accessibile:

  1. con 28 anni di contributi per le donne appartenenti alle prime 3 categorie di lavoratrici tutelate (disoccupate, caregiver e invalide);
  2. con 34 anni di contributi per le addette ai lavori faticosi e rischiosi.

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Tommaso Piccinni

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