Totalizzazione dei contributi: cos’è e a cosa serve

La totalizzazione dei contributi, è stata prevista da recenti disposizioni legislative al fine di consentire l’acquisizione del diritto a ricevere un’unica pensione a prescindere che si tratti di pensione di di vecchiaia, anzianità o superstiti.

In questo caso, viene riconosciuta a tutti i lavoratori che hanno versato i contributi in diverse casse, in diverse gestioni o in fondi previdenziali e che altrimenti non avrebbero mai potuto utilizzare. In breve serve al fine di utilizzare tutti i contributi versati nelle diverse gestioni durante il corso della vita lavorativa e che diversamente andrebbero persi.

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Soggetti che possono richiedere la totalizzazione

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La totalizzazione dei contributi, potrà essere richiesta da tutti i lavoratori a prescindere che si tratti di lavoratori dipendenti, autonomi o liberi professionisti. 

Questo sistema è completamente gratuito, e si differenzia dal ricongiungimento, che spesso invece è onerosa. Nella maggior parte dei casi, accedono alla totalizzazione, i lavoratori che ricadono in una delle seguenti categorie:

  • lavoratori parasubordinati secondo quanto disposto dall’articolo 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • lavoratori con contratto di lavoro co.co.co., o a lavoratori a progetto;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata e i cui contributi non possono essere ricongiunti ad altra cassa o fondo di previdenza;

Rientrano in questo settore, anche tutti i seguenti soggetti:

  • lavoratori che sono iscritti a una o più forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti;
  • lavoratori che sono iscritti alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • lavoratori iscritti alle forme pensionistiche obbligatorie ma che sono gestite da Enti previdenziali privati secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509;
  • lavoratori che sono iscritti ad un apposito albo o elenco che sono gestiti da Enti previdenziali privati e che sono costituiti ai sensi del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103;
  • soggetti iscritti al fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica.

Nota bene: 

La totalizzazione può essere richiesta dai superstiti di assicurato ancorché quest’ultimo sia deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione.

Leggi anche: Pensione gestione separata 2017: calcolo requisiti, età, cancellazione

Cumulo dei contributi

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A differenza della totalizzazione, i contribuenti possono richiedere l’applicazione delle disposizioni concernenti il cumulo dei contributi, il quale  è stato previsto dalle norme di legge. Notate che in questo caso, i soggetti coinvolti sono:

Lavoratori Autonomi

Rientrano in questa categoria, artigiani, commercianti e coltivatori diretti, e i quali possono ottenere la pensione, sommando tutti i contributi versati nelle differenti gestioni speciali dei lavoratori autonomi con quelli versati all’INPS nel fondo pensioni lavoratori dipendenti per attività lavorativa subordinata.

Lavoratori esteri 

Sono così considerati tutti coloro che hanno svolto un attività di lavoro all’estero, come anche all’interno di uno dei paesi dell’Unione Europea o dei paesi convenzionati con l’Italia. Questo potrà avvenire solo in base agli accordi interconnessi tra stati, e che possono essere sommati in forma gratuita con quelli accreditati dall’INPS in circostanze lavorative italiane. In breve questo serve per  perfezionare il diritto alla pensione.

Lavoratori assunti dopo il 31.12.1995

In questo caso, si deve tenere conto dei soggetti che possono andare in pensione con un sistema di calcolo contributivo e che possono sommare i versamenti effettuati all’INPS ma che sono ricaduti in una o più gestioni differenti.

Soggetti titolari di posizione assicurativa all’INPG

In questo caso, rientrano solo i soggetti che svolgono l’attività di giornalista e che hanno versato nel corso della loro vita lavorativa all’Inps i contributi per un’attività lavorativa subordinata.

Lavoratori che hanno versamenti all’Inps e all’Enpals e che si possono avvalere della convenzione stipulata tra i due enti.

Totalizzazione dei contributi: condizioni richieste

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Possono richiedere la totalizzazione dei contributi al fini di richiedere il diritto alla pensione di vecchiaia e di anzianità, tutti i soggetti su elencati, ma solo tenendo conto dei periodi contributivi delle sole gestioni nelle quali si è in possesso di anzianità contributiva pari ad almeno 3 anni.

In questo caso, il soggetto che richiede la totalizzazione non deve

  • aver richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi secondo quanto disposto dalla legge 7 febbraio 1979, n. 29 e 5 marzo 1990, n. 45 in data successiva all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 42 del 2 febbraio 2006;
  • essere titolare di un trattamento pensionistico erogato da una delle gestioni destinatarie della normativa della totalizzazione.

Notate bene che anche la titolarità di un trattamento pensionistico diretto, in una delle gestioni interessate alla totalizzazione, determina l’impossibilità di ottenere una prestazione diretta da totalizzazione.

Di seguito analizziamo tutti i casi e le condizioni richieste per accedere ai diversi sistemi pensionistici

Anzianità contributiva

Al fine di determinare l’anzianità contributiva tutti i soggetti assicurati, devono tener conto di tutte le regole legate alla gestione del proprio ordinamento vigenti fino alla data di presentazione della domanda.

Devono quindi essere:

  • accreditati i contributi figurativi;
  • attribuite le maggiorazioni contributive previste dalle specifiche disposizioni legislative come ade esempio l’invalidità superiore al 74%, amianto, ecc.;
  • contratti i periodi di attività lavorativa per i quali la retribuzione percepita è inferiore al minimale retributivo di accredito secondo quanto previsto dall’art. 7 della Legge 11 novembre 1983, n. 638.

La totalizzazione riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi. Quindi non si può richiedere la totalizzazione parziale, e si deve anche tenere presente che la totalizzazione deve interessare tutte le gestioni nelle quali il lavoratore è stato iscritto compresi tutti i periodi contributivi versati nella singola gestione.

Possono essere considerati in questo caso, anche i periodi contributivi versati all’estero in Paesi comunitari e in Paesi legati all’Italia in base ad accordi e convenzioni bilaterali di Sicurezza Sociale. In questo caso, però, i periodi contributivi esteri devono essere conteggiati a prescindere dal limite di 3 anni. Quindi devono rispettare il minimale contributivo per accedere alla totalizzazione previsto dalla normativa comunitaria (1 anno) o dalle singole Convenzioni bilaterali.

Pensione di Vecchiaia

Tutti i soggetti che usufruiscono della totalizzazione al fine di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia, devono rispettare i seguenti parametri:

  • raggiungimento dei 65 anni di età, sia per gli uomini sia per le donne;
  • anzianità contributiva complessiva di almeno 20 anni (1040 contributi settimanali);
  • sussistenza di ulteriori requisiti, che sono differenti rispetto a quelli inerenti l’età ed anzianità contributiva, e che sono previsti da singoli ordinamenti al fine di accedere alla pensione di vecchiaia (cessazione del rapporto di lavoro, ecc.).

Anche in questo caso, si devono rispettare determinati requisiti: si devono sommare tutte le settimane accreditate per periodi non coincidenti anche possedute in 2 o più forme assicurative di iscrizione.

Il requisiti anagrafico (65 anni) e quello contributivo (20 anni) previsti per il riconoscimento del trattamento pensionistico di vecchiaia in regime di totalizzazione, prescindono da eventuali diversi requisiti di età e di anzianità contributiva prescritti dagli ordinamenti di tutte le gestioni interessate per il diritto alla pensione di vecchiaia.

Pensione di Anzianità

Il diritto alla pensione di anzianità in regime di totalizzazione si potrà raggiungere solo quando si perfezionano i seguenti requisiti:

  • Anzianità contributiva di almeno 40 anni di contributi (2080 contributi settimanali) sommando i periodi non coincidenti versati nelle diverse gestioni;
  • sussistono dei requisiti che siano diversi rispetto a età ed anzianità contributiva, e che sono previsti dai singoli ordinamenti al fine di aver accesso alla pensione di vecchiaia (cessazione del rapporto di lavoro, ecc.).

Notate bene che il requisito contributivo dei 40 anni deve essere raggiunto escludendo i contributi figurativi accreditati per disoccupazione o per malattia.

Pensione di Inabilità

Per questa particolare forma di pensione, il soggetto può totalizzare i contributi solo se:

  • si trova nella condizione di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;
  • matura i requisiti di assicurazione e di contribuzione richiesti dal fondo pensionistico in cui è iscritto nel momento in cui si viene a verificare lo stato di inabilità.

Notate bene che per la pensione di inabilità non è richiesto il possesso del requisito minimo contributivo dei 3 anni in ogni gestione previdenziale. Inoltre se il titolare dell’assegno ordinario di invalidità viene riconosciuto inabile, può richiedere tale prestazione in regime di totalizzazione, che resta invece preclusa, nel caso di trasformazione dell’ A.O.I. in pensione di vecchiaia.

Pensione ai superstiti

Questa forma pensionistica, viene riconosciuta ai familiari superstiti che hanno diritto alla pensione in regime di totalizzazione ma solo per i contributi versati dal dante causa, che è deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione.

Questo requisiti si perfeziona solo e soltanto se:

  • il decesso è avvenuto in data successiva al 2 marzo 2006;
  • il soggetto richiedente matura i requisiti di assicurazione e di contribuzione richiesti nella forma pensionistica in cui era iscritto il deceduto al momento del decesso.

Notate bene: anche in questo caso, non ha rilevanza il possesso o meno del requisito minimo contributivo dei 3 anni in ogni gestione previdenziale.

Totalizzazione contributiva: come presentare domanda

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La domanda può essere presentata dall’assicurato o anche dal superstite avente diritto, direttamente all’Ente che ha gestito l’ultima forma assicurativa a cui è iscritto. In questo caso, intendiamo la la gestione dove risulta accreditata l’ultima contribuzione a favore del lavoratore.

Notate bene che nel caso in cui il lavoratore, al ,momento della presentazione della domanda di totalizzazione sia iscritto a più gestioni, sarà onere suo individuare la gestione presso cui presentare la domanda.

Nel caso in cui invece si parla di pensione indiretta, e quindi di pensione di inabilità risulterà quella di riferimento per la verifica del diritto alle predette prestazioni in totalizzazione.

A questo punto, sarà l’ente che riceve la domanda (Ente istruttore) ad avviare il procedimento contattando gli altri enti presso il quale sono stati iscritti i lavoratori e  che sono stati indicati invece sulla domanda presentata dal lavoratore ovvero dai suoi familiari superstiti.

L’ente, nel momento in cui riceve la domanda di comunicazione relativa all’anzianità contributiva utile per il diritto e i periodi cui si riferiscono i contributi, deve anche verificarne la sussistenza del diritto alla prestazione richiesta, sommando tutti i periodi non coincidenti temporalmente.

Ecco quindi che al fine del perfezionamento dell’anzianità contributiva utile per il diritto alle prestazioni pensionistiche conseguibili attraverso la totalizzazione, la contribuzione accreditata per periodi coincidenti deve essere conteggiata una volta sola.

La domanda di pensione di reversibilità di pensione diretta liquidata con la totalizzazione deve essere presentata all’Inps che ne effettuerà il pagamento.

Quanto spetta di pensione con la totalizzazione?

Pensione

L’importo della pensione con la totalizzazione, varia in base al tipo di pensione richiesta. In questo caso, parliamo di:

Pensioni di vecchiaia e di anzianità

Questa se concessa in regime di totalizzazione devono essere rispettati i seguenti requisiti:

  • decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, ma solo se risultano perfezionati tutti i requisiti previsti e non sono soggette alle cosiddette “finestre d’uscita”;
  • non possono avere decorrenza anteriore al 1.2.2006.

Pensioni di inabilità

In questo caso, i requisiti sono:

  • decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda,ma solo se risultano perfezionati tutti i requisiti previsti compreso il requisito sanitario;
  • non possono decorrere in data anteriore al 1.2.2006.

Pensioni ai superstiti

I requisii in questi casi sono:

  • decorrenza dal primo giorno del mese successivo al decesso;
  • non possono avvenire con decorrenza anteriore al 1.4.2006.

Importi spettanti

Tutti gli importi sono determinati su base pro-quota da ciascuna gestione pensionistica interessata, in rapporto ai periodi di iscrizione maturati. Notate bene che i periodi coincidenti con altri accreditati presso diverse gestioni non devono essere prese in considerazione ai fini anche del diritto alla prestazione, ma solo per la misura.

Ecco quindi che i periodi di iscrizione nelle varie gestioni si convertono, ai fini della totalizzazione, in un’unità temporale prevista da ciascuna gestione ma solo sulla base dei seguenti parametri:

  • 6 giorni equivalgono ad una settimana e viceversa;
  • 26 giorni equivalgono ad un mese e viceversa;
  • 68 giorni equivalgono ad un trimestre e viceversa;
  • 312 giorni equivalgono ad un anno e viceversa.

Notate bene che la misura del trattamento pensionistico è determinata secondo il sistema di calcolo vigente nei rispettivi ordinamenti. Quindi l’importo delle pensioni per la quota a carico dell’INPS è determinato sulla base della disciplina prevista in caso di “opzione” per il calcolo della pensione con il sistema contributivo.

Tra le caratteristiche più importanti, ricordiamo anche che:

a salvaguardia dei diritti acquisiti, se il lavoratore ha già raggiunto in una gestione a carico degli enti previdenziali pubblici, i requisiti minimi richiesti per il diritto ad autonoma pensione, la quota relativa alla contribuzione versata sarà determinata con il sistema di computo previsto dall’ordinamento della predetta gestione. 

Pertanto, qualora ne sussistano con i soli contributi versati all’Inps i requisiti contributivi e anagrafici richiesti il “pro-rata” deve essere determinato con il sistema di calcolo retributivo o misto.

Tutti i pagamenti delle pensioni in regime di totalizzazione, a prescindere dalla provenienza, sono erogate sempre dall’Inps. Inoltre la pensione da totalizzazione è reversibile ai superstiti secondo quanto disposto dalle modalità e dai limiti previsti da ogni singola gestione.

Totalizzazione: casi particolari

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Sulle pensioni concesse a seguito di totalizzazione dei periodi contributivi sono previste le seguenti regole:

  • la pensione è soggetta a tassazione Irpef come per tutti gli altri trattamenti pensionistici derivanti da contributi;
  • la pensione è soggetta agli aumenti a titolo di rivalutazione automatica delle pensioni con riferimento al trattamento unico complessivamente considerato, secondo quanto disposto base delle disposizioni di legge vigenti e con oneri a carico delle gestioni interessate;
  • sono previste le concessioni dei trattamenti di famiglia;
  • si applicano le trattenute sindacali;
  • sull’assegno pensionistico non sono operate le trattenute per redditi da lavoro dipendente o autonomo in quanto totalmente cumulabili;
  • l’assegno potrà essere oggetto di maggiorazione sociale, in presenza delle richieste condizioni reddituali, ma solo se tra le “quote” che compongono la pensione ve ne sia almeno una a carico delle gestioni per le quali è previsto tale beneficio.

Notate bene che la pensione da totalizzazione non è integrabile al trattamento minimo.

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Tommaso Piccinni

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