Pensione integrativa: cos’è e come costruirla

In questo nostro approfondimento, tratteremo della pensione integrativa. Molto spesso sentiamo parlare di pensione integrativa, ma poche persone sanno effettivamente di cosa si tratta e quali sono i reali vantaggi o svantaggi.

In questa guida, cercheremo di approfondire nel migliore dei modi tutti questi aspetti.

L’idea di affidarsi ad un fondo pensione è allettante; molti lo sottoscrivono ma in pochi sanno effettivamente come funziona, senza considerare che vi sono tantissimi soggetti si affidano a un fondo pensione e sperano che le cose vadano bene.

Molti infatti sono restii all’affidarsi a questo, in quanto non ne sono pienamente convinti o anche perchè nessuno mai ha spiegato loro i benefici di tale polizza.

Ecco quindi, che questa guida, vi potrebbe essere di grande aiuto, anche al fine di cercare il fondo pensione che più fa al caso vostro e stipulare un fondo pensione fai da te.

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Pensione integrativa VS pensione pubblica

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Il fondo pensione, nella maggior parte dei casi è sottoscritto al fine di implementare la pensione pubblica, anche perchè questa, più passano gli anni e sempre più si riduce e da sola non è sufficiente al fine di garantire un livello di dignità minimo.

Meglio pensare per tempo quindi. Ecco quindi che la pensione integrativa, potrebbe essere utile al fine di raggiungere quel livello di reddito a cui si è abituati.

Per farlo, bisogna mettere da parte i soldi per tempo. Ecco quindi che sempre più persone ricercano informazioni sulle pensioni integrative, che secondo alcune stime è possibile ottenere una pensione calcolata con il sistema contributivo da parte del’INPS.

Questo vorrà dire ricevere un assegno di circa il 50-60% in mero dello stipendio medio ricevuto negli anni di lavoro.

Al fine di provvedere per tempo a farsi una pensione integrativa, è possibile mettere da parte una quota del proprio stipendio.

Notate bene che al di la delle sciocchezze relative ai soldi sotto la mattonella, la pensione integrativa, rappresenta veramente un’opportunità anche perchè questa nel tempo, offre degli ottimi rendimenti.

Per comprendere quindi l’importanza della pensione integrativa, crediamo sia veramente importante capire innanzitutto come funzioni il sistema previdenziale nazionale, che illustreremo di seguito.

Leggi anche: Fondi pensione: cosa sono e a cosa servono? Guida completa

Come funziona il sistema previdenziale?

pensione integrativa

Tutti i lavoratori, a prescindere che si tratti di lavoratori dipendenti o di lavoratori autonomi, sanno bene che a fine mese devono comunque provvedere al versamento dei contributi previdenziali all’Inps. 

Questi versamenti, al termine della vita lavorativa servono per ricevere la cosiddetta pensione, rilasciata per altro su base mensile dallo stesso ente. Il tutto, versamenti e pagamenti sono regolati da norme e leggi dello Stato italiano.

Oggi, il calcolo dell’assegno pensionistico per i lavoratori italiani viene svolto con modalità diverse in base alla data di inizio della contribuzione Inps. Al momento sono in essere 3 differenti sistemi di calcolo:

  1. calcolo retributivo;
  2. calcolo contributivo;
  3. calcolo di tipo misto.

In questi anni, poi siamo soggetti a diversi tipi di calcolo della pensione, e a diverse riforme che hanno posto in essere non solo malcontenti ma anche delle disparità tra settore pubblico e privato, tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi.

Oggi, infatti si parla di diverse forme pensionistiche e di diverse riforme. Maggiori approfondimenti sono disponibili seguendo la nostra categoria inerente alla riforma pensioni.

Tra le principali riforme al momento ricordiamo:

Notate bene anche che vi sono differenti forme di accantonamento del proprio capitale al fine di percepire una pensione. In questi casi, infatti, è possibile accantonare e godere di un reddito pensionistico, versando presso un apposito fondo il proprio TFR (trattamento di fine rapporto).

Vi sono diversi fondi, sia di natura privata sia anche di natura pubblica che provvedono a questa particolare forma di pensione.

Leggi anche: Previdenza complementare: guida completa

Notate bene che i contributi Inps e la quota TFR a prescindere dal tipo di utilizzo che se ne voglia fare, sono forme di investimento, di accantonamento obbligatorie. Sarà poi ogni contribuente a decidere se e quando risparmiare ulteriormente e quando smette di lavorare.

Il nostro consiglio, prima ancora che sia troppo tardi è quello di investire nel fondo pensione, con una pensione integrativa e non solo. Infatti, oggi è possibile anche investire in altri strumenti finanziari come il trading online, ma questo non è il caso e rinviamo ad altra sede questo tipo di investimento.

Leggi anche: Trading online: corso per guadagnare online

Escludendo questa ipotesi estrema, che non è la sede esatta per discuterne, esaminiamo meglio come crearsi una pensione integrativa, scegliendo tra i diversi fondi pensione che le diverse compagni ci propongono in base anche a quelle che sono le nostre reali esigenze.

Perché scegliere una pensione integrativa?

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La prima cosa da fare è capire se si può contare o meno sulla pensione INPS. Un problema che oggi fa discutere e preoccupare tantissimi italiani e che il governo nonostante tutte le riforme messe in atto non riesce a risolvere.

Capire quanto prendere di pensione INPS, oggi è possibile anche grazie al servizio INPS: la mia pensione, il quale sistema vi permette di analizzare i contributi versati e di capire quando si può andare in pensione ma sopratutto con quanto.

Maggiori approfondimenti su questo tema sono disponibili su: Simulatore calcolo pensione e Busta arancione e fondi pensione: quali novità?

Notate bene anche che in caso si tratti di lavoratori dipendenti, bisogna aggiungere l’investimento (in azienda o in un fondo) del TFR.

Ora, sulla base di questi dati, è possibile fare un calcolo della presunta pensione che riceveremo e calcolare in questo modo il gap previdenziale, ovvero la differenza tra quello che si vorrebbe ricevere e quello che si potrà avere dall’Inps.

Al fine di colmare il gap previdenziale, per raggiungere la cifra che si ritiene sufficiente al fine di garantirsi il livello di consumi desiderato, si deve pensare in tempo. Per farlo, si deve risparmiare e investire i nostri risparmi in strumenti finanziari adatti ai propri scopi. Ecco quindi che i fondi pensioni e le pensioni integrative sono quello che fanno al caso nostro.

Pensione integrativa e fondi pensione

I fondi pensione sono fondi comuni d’investimento dedicati all’accumulazione di un capitale da dedicare a integrare la pensione. Tutti color che scelgono di aderire a questo investimento, lo fanno versando presso un apposito fondo, denominato appunto fondo pensione una quota.

La quota deve essere versata periodicamente al fondo. Notate che in caso di lavoratori autonomi, la quota deve essere versata per intero dal sottoscrittore, mentre nel caso si tratti di lavoratori dipendenti, si potrà aggiungere un contributo da parte dell’azienda.

Tutti i dipendenti, inoltre, come detto prima, possono destinare al fondo pensione il proprio TFR, mentre i lavoratori autonomi possono decidere liberamente quanto versare.

Leggi anche per maggiori approfondimenti: Pensione integrativa: conviene o no investire con i fondi pensione? Guida completa

Al momento possiamo distinguere 3 differenti tipologie di fondi pensione:

  • fondi pensione aperti;
  • fondi pensione chiusi o negoziali;
  • piani di previdenza individuali (PIP).

Fondi pensione aperti

I fondi pensione aperti sono fondi pensione creati appositamente dalle banche e gestiti da queste, o in alternativa possono essere anche creati da società di gestione del risparmio e da assicurazioni. Questo fondo potrà essere sottoscritto da tutti i lavoratore a prescindere dal tipo di lavoro che svolgono.

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Fondi pensione chiusi

I fondi pensione chiusi, meglio conosciuti anche come fondi negoziali, sono dei fondi nati sulla base di accordi tra organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Notate bene che non possono essere sottoscritti da tutti i lavoratori come invece avviene per i fondi precedenti, ma invece sono dei fondi, nati esclusivamente per una categorie di lavoratori.

Piani di previdenza individuale (PIP)

Infine, i piani di previdenza individuale (PIP), sono un altro tipo di accantonamento previdenziale. Li possiamo paragonare ai fondi pensione in quanto molto simili, ma che hanno una struttura organizzata sulla base di polizze assicurative vita.

Come funzionano i fondi pensione

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Tutti i fondi pensione investono i capitali raccolti dai sottoscrittori in altri strumenti finanziari. Questi strumenti possono essere: azioni, obbligazioni, ETF, ecc.

Esistono al momento diverse strategie d’investimento, il cui obbiettivo è descritto in termini di rendimento atteso e di rischio.

Il rendimento atteso altro non è che quanto i gestori del fondo si aspettano di poter guadagnare dalla strategia attuata.

Il rischio è invece la possibilità di perdere parte del capitale investito.

Come in tutte le cose, al fine di guadagnare di più, si deve rischiare un pò di più.

In questo caso, il fondo pensione nasce con l’intento di integrare la pensione pubblica rilasciata dall’INPS. Di conseguenza, l’obiettivo è quello di garantire un’integrazione alla pensione pubblica. Ecco spiegato anche il perché i fondi pensione seguono strategie prudenti. MA come in tutte le cose anche in questo caso, vi sono le eccezioni. Infatti, coloro che aderiscono al fondo pensione possono sceglierlo in base anche alla strategia di investimento posta in essere dal fondo stesso.

Ecco quindi che con il trascorrere del tempo, i capitale e i rendimenti si accumulano. Notate bene che i fondi pensione sono un investimento fatto sui mercati finanziari. Di conseguenza, quando operiamo in questi settori, non abbiamo la certezza matematica del risultato. Ecco quindi che anche i fondi pensione, non sono esenti da tale rischio.

Attenzione però perchè i fondi pensione sono un tipo di investimento nei mercati finanziari molto cauto, il cui rischio è ridotto ai minimi termini. Diverso è il caso invece del trading online, che anche se trattasi di mercati finanziari, il rischio è molto alto di perdere il capitale investito, anche perché il rendimento che offre nel breve e medio termine è molto più alto.

Sulla base di questo, possiamo dire che quando si lascerà il lavoro per andare in pensione, è possibile ricevere quanto maturato dal fondo. Questo potrà avvenire erogato sotto forma di rendita, la quale andrà ad integrare la pensione.

Notate bene che il fondo pensione, è possibile ritrarlo anche in altro modo. E’ possibile che il pensionato ritiri il 50% del capitale maturato subito, mentre il restante tramite rendita pensionistica.

Infine, un ultima alternativa può essere quella di ritirare per intero il proprio capitale nel caso in cui la rendita derivante dal capitale maturato è inferiore al 50% della pensione sociale.

Notate bene che i soldi che confluiscono nel fondo pensione, possono essere riscattati anche prima che il soggetto giunga alla pensione. In breve, è possibile ritirare dal proprio fondo, in qualsiasi momento, una quota che può arrivare anche al 100%, ma solo per motivi precisi e urgenti. Rientrano in questo caso i seguenti motivi:

  • disoccupazione;
  • acquisto prima casa o di una nuova casa;
  • gravi motivi di salute, ecc.

Diverso è invece dopo otto anni di versamento. In questo caso, il soggetto contribuente può ritirare dal proprio fondo, un massimo del 30% per qualsiasi motivo.

Tassazione fondo pensione

Per quanto riguarda la tassazione sui fondi pensione, bisogna ricordare che è possibile portare in deduzione, quindi abbattere il reddito imponibile annuo fino a un massimo di 5.164,57 €. In questo modo si può generare un risparmio sull’IRPEF.

Opinioni sulle pensioni integrative

Infine, prima di passare ad analizzare come costruirsi un fondo pensione da soli, è bene anche conoscere le diverse opinioni e testimonianze di chi lo ha già stipulato.

Abbiamo detto che i fondi pensione sono strumenti finanziari. Questi teoricamente bloccano i risparmi dell’investire per un periodo di tempo abbastanza lungo. Inoltre, presentano costi e rischi spesso elevati.

Il nostro consiglio, dopo che abbiamo valutato attentamente i fondi pensioni, è quello di scegliere i fondi di categoria (o negoziali) e astenersi invece dal sottoscrivere quelli proposti dalle banche. In questo modo è meglio optare per una linea prudente.

Notate bene che oggi, anche diverse compagnie assicurative propongono dei fondi pensioni di categoria, in base al settore di appartenenza e che non devono essere sottovalutati.

Ecco quindi che questi sono preferibili, anche perché se è vero che non avremo grossi guadagni in conto capitale, possiamo invece contare sulla sicurezza e sul rendimento extra offerto dalla deducibilità fiscale dei premi.

Come costruirsi una pensione integrativa da soli

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Fino a questo unto, abbiamo trattato dei fondi pensione offerti dalle banche o da compagnie assicurative, spiegandovi da cosa sono essi costituiti e come funzionano.

Passiamo desso, invece ad analizzare come costruirsi una pensione integrativa da soli.

A questa scelta, ci arrivano in tanti, dopo che hanno valutato differenti alternative proposte dalle compagnie. In molti casi, non ci si fida delle performance (o dei costi) della previdenza integrativa o anche perchè si è restii negli investimenti finanziari e di conseguenza si vogliono proprio evitare.

Per tutti coloro che optano per questa strada (per il fai date) è importante considerare anche l’inflazione. In questo caso, tutti devono considerare questo punto, tenendosi alla larga e difendendosi dall’inflazione. Quindi si deve proteggere il proprio capitale. Per fare questo non si deve far altro che utilizzare e seguire i seguenti consigli.

  1. Investire in Buoni Fruttiferi Postali indicizzati all’inflazione. Questi garantiscono un rendimento pari all’aumento del costo della vita alla quale si aggiunge anche un ulteriore interesse annuo. Notate bene che tutti i Buoni fruttiferi postali, sono garantiti dalla cassa Depositi e Prestiti e possono essere acquistati anche in tagli da 250 euro. Maggiori approfondimenti sono disponibili su: Guida completa ai Buoni fruttiferi postali: tutto quello che devi sapere.
  2. Investire in Buoni del Tesoro poliennali inflation linked (Btpi). Anche questi, sono dei titoli sicuri, in quanto essendo dello stato italiano posseggono un valore che cresce in base al tasso d’inflazione europeo + un tasso di rendimento. Notate bene che questo tasso può anche arrivare fino a toccare il 2,6%. Per la sottoscrizione di questi Btpi il capitale minimo di investimento è pari a 1000 euro. Maggiori approfondimenti su: Conviene investire in BTP Italia 24/10/2024?
  3. Investire in obbligazioni indicizzate all’inflazione emesse da altri paesi, meglio se economicamente solidi. Maggiori approfondimenti su: Investire in obbligazioni, conviene?

Notate bene che per investire nei fondi pensione, si deve tenere ben presente l’inflazione che deve essere debellata. Ecco quindi il perché dei buoni postali e i BTPi. Noi le consideriamo come delle forme di risparmio pensionistico più adatte.

Anche se hanno un basso tasso di interesse, garantiscono un guadagno cero anche se basso. Per questa ragione consigliamo di investire con i Buoni postali ai BTP in quanto possono essere rimborsati senza penalità qualora i tassi d’interesse dovessero risalire. Nel caso invece preferiate un rendimento maggiore, allora consigliamo di investire su obbligazioni e titoli di Stato tramite i CFD e il trading online. 

Maggiori approfondimenti su:

Molti invece, non amano i fondi pensione, e ritengono che una possibile integrazione sia basata sul risparmio, indipendentemente dallo strumento usato. Ecco quini che in questo caso, molti si orientano verso altri tipi di investimenti, come ad esempio l’acquisto di immobili, ma non è consigliabile invece tenere il proprio capitale in banca fermo e depositato su conto corrente, per tutti i motivi che in questi anni abbiamo visto come ad esempio lo scandalo della Banca etruria.

Maggiori dettagli sono disponibili su: Bail-in: crisi bancaria (MPS) Monte dei Paschi di Siena, ATLANTE, decreto salva banche, consigli per salvare i risparmi

L’obbiettivo è quindi quello di arrivare alla pensione nel migliore dei modi e con una rendita maggiore. Una delle modalità preferite per efficienza e certezza del risultato quella di concentrarsi e capire bene qual’è il periodo in cui si prevede di andare in pensione, individuando ed investendo anche in obbligazioni zero coupon (senza cedole) con scadenza prossima a quella desiderata.

Maggiori approfondimenti sono disponibili su: Investire in Obbligazioni subordinate, conviene? Grandi affari (per pochi) con il decreto salva risparmio

Badate bene però che in questo caso, i soggetti emittenti devono essere affidabili. Inoltre, se si conosce l’importo a disposizione da investire, allora ci si potrebbe orientare su un tipo di investimento piuttosto che su un altro.

Molto importante in questo caso sono le diversificazioni del proprio portafoglio.

Leggi anche:

Pensione integrativa e fondi pensioni: opinioni conclusive

Per concludere questo nostro approfondimento sulla pensione integrativa e sui fondi pensione, riteniamo utile anche consigliarvi che a prescindere da quale sia la vostra strada, il vostro investimento, è consigliabile iniziare sin da subito a capire e a mettere in pratica un piano di investimento.

Supponendo infatti di voler investire in un fondo pensione, solo il 3% annuo, del rendimento del nostro capitale, allora possiamo optare per un investimento a lungo termine che prevede un investimento minimo di 20 anni.

In questo caso, maggiore saranno gli anni di investimento,e maggiore sarà il capitale che abbiamo a disposizione.

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Tommaso Piccinni

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