Ricongiunzione contributiva (onerosa – gratuita – rimborsi) Totalizzazione e Cumulo: Differenze

In questa guida ci occuperemo di trattare di un approfondimento inerente alla ricongiunzione onerosa o gratuita dei contributi per i lavoratori.

Nello specifico, in caso di ricongiunzione gratuita, si parla di soggetti che hanno già avviato pratiche di ricongiunzione onerosa o totalizzazione. In questo caso, possono recedere e passare al cumulo, con diritto al rimborso.

Questa è una delle più importanti novità in termini di riforma pensioni, per altro prevista dalla Legge di Bilancio e che permette la possibilità di utilizzare il ricongiungimento gratuito anche da parte di coloro che negli anni precedenti avevano già avviato pratiche di ricongiunzione onerosa o di totalizzazione dei contributi.

Vi sono però una serie di paletti, che devono essere rispettati, come ad esempio il fatto che la ricongiunzione non deve essere già stata completata con il pagamento integrale di quanto dovuto. Vi è però anche il diritto al rimborso di quanto già versato.

Pensione: cumulo gratuito per tutti

Nel caso invece in cui si parla di cumulo, parliamo di cumulo gratuito ed il calcolo come detto avviene pro quota in base alle regole delle singole gestioni.

Di conseguenza, nel caso in cui uno degli enti previdenziali a cui sono versati i contributi, ha delle regole più vantaggiose, queste si applicano solo per la parte di contributi effettivamente confluiti nello stesso ente. Di seguito approfondiremo meglio l’argomento.

Se si esamina il procedimento, è possibile notare come il nuovo cumulo gratuito contributi è previsto dal comma 195 della Legge di Bilancio, e permette di sommare alcuni periodi contributivi in diverse gestioni al fine di raggiungere la pensione di vecchiaia oppure quella anticipata.

Un’altra novità, riguarda il cumulo esteso anche ai professionisti iscritti agli ordini che versano i contributi nelle casse di categoria.

La pensione infatti viene calcolata pro quota con le regole relative a ciascuna cassa, in riferimento anche ai contributi effettivamente versati.

pensione-cumulo-gratutuito per tutti

Nel caso invece si tratti di ricongiunzione, il comma 197 della manovra prevede la possibilità di recesso, ovvero di restituzione di quanto già versato.

In sostanza, tutti i lavoratori che hanno già avviato questa pratica di ricongiunzione contributi versati in diverse gestioni previdenziali, ed hanno anche iniziato a pagare l’operazione, possono fare un passo indietro ed ottenere il rimborso di quanto già pagato. Una volta eseguito questo, possono accedere al nuovo cumulo gratuito.

Pensione: cumulo gratuito: avvertenze

  • non possono recedere i soggetti per il quale sia già stato perfezionato il pagamento integrale dell’importo dovuto;
  • vi è l’obbligo di astenersi o di recedere entro il 2017 ovvero entro un anno dall’entrata in vigore della legge di Bilancio;
  • non può essere utilizzata se la ricongiunzione ha già dato luogo alla liquidazione della pensione.

Al fine di esercitare il recesso con il rimborso, bisogna presentare apposita domanda. In questo caso, la restituzione delle somme già versate, deve avvenire a partire dal 12° mese dalla richiesta. Questa avviene in 4 rate annuali e senza maggiorazioni alcuna per interessi.

pensione-Cumulo contributivo

Pensione: cumulo gratuito per tutti: regole

La Legge di Stabilità 2017 prevede come abbiamo visto la possibilità di ottenere il cumulo gratuito dei contributi anche per i professionisti, i quali possono in questo modo raggiungere la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata

Secondo quanto disposto dalla nuova possibilità di cumulo contributi prevista dalla Legge di Stabilità 2017 tutti gli iscritti a istituti previdenziali, quindi anche i professionisti possono accedere.

Nel caso specifico dei professionisti, essi possono sommare periodi di lavoro dipendente e contributi versati alla cassa professionale. Il riferimento normativo in materia è il comma 195 della manovra.

In sostanza, la legge di Stabilità 2017 prevede che il cumulo gratuito sia utilizzabile anche per il raggiungimento della pensione di vecchiaia, secondo quanto previsto per la pensione anticipata.

Nel dettaglio, tutti i contribuenti possono far ricorso al cumulo gratuito, al fine di maturare l’anzianità contributiva prevista dal comma 10 dell’articolo 24 del dl 201/2011 previsto dalla riforma Fornero. Restano ferme invece tutte le altre opzioni come ad esempio pensione di vecchiaia, pensione di inabilità, pensione ai superstiti.

Pensione: cumulo gratuito per tutti: requisiti

In pratica, tutti i nuovi istituti inerenti al cumulo gratuito consentono di sommare periodi contributivi versati in tutte le diverse gestioni previdenziali, pubbliche e private, al fine di raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi, o 41 anni e 10 mesi per le donne, che secondo quanto previsto dalla Riforma Fornero sono necessari per la pensione anticipata nel 2017.

I professionisti potranno dunque accedere al cumulo e ricevere la pensione di vecchiaia; in questo caso, la regola è che vale il requisito anagrafico più alto fra quelli previsti dalle diverse gestioni in cui sono stati versati i contributi. In maniera più generale, il cumulo prevede il calcolo della pensione effettuata pro quota in base alle regole previste dalle diverse gestioni previdenziali.

In breve, se un professionista ha ad esempio sia contributi da lavoro dipendente sia contributi versati in una cassa professionale, può sommarli al fine di ottenere i 42 anni e 10 mesi o 41 anni e 10 mesi per le donne al fine di raggiungere la pensione anticipata.

Nel caso in cui, raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia, può invece sommare i contributi versati nelle diverse casse per ottenere i 20 anni di contributi necessari.

Differenza tra cumulo e ricongiunzione

La principale differenza tra cumulo e ricongiunzione, è molto importante sopratutto per chi deve decidere quale opzione scegliere.

Ricongiunzione Contributiva

pensione-Ricongiunzione Contributiva

In questo caso si deve tenere presente che la ricongiunzione è onerosa, quindi si paga e il conteggio può anche essere salato. La pensione in questo caso, viene liquidata con le regole della gestione in cui confluiscono i contributi. Precisiamo ancora una volta che la pensione è liquidata con il sistema retributivo, contributivo, o misto.

In questo caso si tratta di uno strumento scelto da parecchi contribuenti nel caso in cui le regole di calcolo della gestione in cui confluiscono i contributi siano particolarmente vantaggiose come ad esempio, se consentono il calcolo dell’assegno sull’ultimo stipendio, o mantengono quote retributive, ecc.

Pensioni: mini guida alla ricongiunzione contributi

Al fine di riunificare i contributi previdenziali appartenenti a diverse gestione per ottenere la pensione anticipata, di seguito potrete trovare una serie di istruzioni, molto utili con costi, procedure, e regole da seguite.

Tutti coloro che hanno versato i propri contributi in diverse gestioni previdenziali possono riunificarli al fine di ottenere una sola pensione. Questa può essere anche quella anticipata, trasferendo i periodi contributivi in un’unica gestione.

Lo strumento della ricongiunzione INPS è applicabile ai contributi obbligatori, volontari, figurativi e da riscatto.

Purtroppo, nella maggior parte dei casi, questa procedura è a titolo oneroso, ed il costo varia a seconda del richiedente, della retribuzione, e dell’età anagrafica o anche dell’anzianità contributiva maturata.

La ricongiunzione come più volte detto deve essere tenuta distinta dalla totalizzazione, la quale permette di cumulare gratuitamente i periodi assicurativi non coincidenti e presenti in diverse gestioni previdenziali, lasciando i contributi presso quelle originarie.

Come effettuare la domanda di ricongiunzione

Al fine di fare domanda di ricongiunzione il lavoratore deve aver maturato i contributi in almeno 2 diverse forme previdenziali. Questi non devono essere stati già utilizzati per liquidare pensioni.

La domanda deve essere presentata online, presso la sede competente dell’Istituto, ente, cassa, fondo o gestione presso cui si intende trasferire i periodi contributivi.

Ricongiunzione: dipendenti e autonomi

Tutti i lavoratori, e i superstiti dei lavoratori dipendenti, che abbiano periodi contributivi iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) o a qualsiasi altra forma obbligatoria di previdenza sostitutiva, possono effettuare la ricongiunzione in qualsiasi momento, trasferendo i contributi presso la gestione previdenziale in cui risultano iscritti al momento della domanda di ricongiunzione.

Un caso molto frequente è quello dei dipendenti pubblici che ad esempio vogliano trasferire i contributi dalla gestione ex Inpdap all’INPS. In questo caso, tutti i lavoratori autonomi, possono chiedere la ricongiunzione contributiva se hanno almeno 5 anni di contributi immediatamente antecedenti versati nell’AGO o in 2 o + gestioni previdenziali diverse.

Contributi riunificati

Nel caso si parli di contributi trasferiti, ad eccezione per esempio di quelli figurativi, indichiamo soggetti ad una maggiorazione pari a quella degli interessi calcolati al 4,5%. In questo caso, i periodi ricongiunti sono considerati come versati fin dall’origine presso la gestione previdenziale scelta, a patto che per quest’ultima il soggetto possa possa far valere almeno un contributo versato.

Quanto costa la ricongiunzione?

Purtroppo dal 30 giugno 2010 la ricongiunzione non è più gratuita. Il D.L. 78 l’ha resa a pagamento, anche se nel tempo l’onere è stato ridotto fino ad toccare una riduzione del 50% ma che resta sempre e comunque a carico del richiedente.

Sarà onere dell’INPS prendere in carica la richiesta e notificare il provvedimento di accoglimento della domanda indicando modalità e termini di pagamento.

Al fine di effettuare il pagamento per la ricongiunzione, si deve effettuare un pagamento tramite bollettini MAV da versare presso sportello bancario senza costi aggiuntivi o uffici postali pagando la commissione postale.

I bollettini sono acquisiti dall’INPS, i quali sono inviati dal contribuente insieme al provvedimento di accoglimento della domanda di ricongiunzione. La domanda potrà essere ancora inoltrata tramite sito INPS ovvero con provvedimento online, seguendo la seguente procedura:

  • colegarsi al sito www.inps.it;
    • Portale dei Pagamenti;
      • riscatti ricongiunzioni e rendite con codice PIN;.

Infine è possibile utilizzare il contact center INPS tramite numero 803.164 gratuito da rete fissa o al numero 06.16.41.64 da rete mobile a pagamento.

In tutti i casi si devono indicare il codice fiscale ed il numero della pratica.

I pagamenti possono avvenire anche presso:

  • tabaccherie del circuito Reti Amiche;
  • sportelli bancari di Unicredit o il suo sito internet;
  • Sito INPS con lo stesso procedimento su indicato e pagando con carta di credito o tramite contact center.

Termini di pagamento

I pagamento possono avvenire in un’unica soluzione ed entro 60 giorni dalla ricezione del provvedimento di accoglimento dell’INPS. Oppure possono avvenire a rate con la maggiorazione degli interessi legali calcolati al tasso vigente.

L’importo totale della ricongiunzione deve essere suddiviso in rate mensili consecutive, con importo unitario non inferiore a 27 euro.

Ricordiamo infine che le prime 3 rate da versare devono avvenire in un’unica soluzione, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di accoglimento della domanda di ricongiunzione da parte dell’INPS. Nel caso in cui i termini non sono rispettati, l’INPS considera l’omissione come una rinuncia alla ricongiunzione.

Annullamento della ricongiunzione

Nel caso in cui si opti per il versamento rateale, nel caso in cui non si pagano 2 rate consecutive, la rateazione viene annullata e di conseguenza anche l’operazione di ricongiunzione, con il rimborso di quanto versato.

Solo dopo 10 anni è possibile ripresentare una nuova domanda oppure nel momento del pensionamento.

Totalizzazione

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Anche la totalizzazione è prevista nella legge di Stabilità al comma 198, la quale consente anche a coloro che aveva già presentato domanda di totalizzazione di recedere e passare al cumulo gratuito.

Il procedimento amministrativo è relativo alla sola domanda di totalizzazione e non deve essersi concluso.

La totalizzazione in questo caso, prevede che la pensione sia interamente calcolata con il sistema contributivo, tranne che non ci sia un autonomo diritto a pensione maturato in una delle gestioni interessate. In questo caso, tutti i contribuenti, devono calcolare quale opzione è più conveniente.

Molto importante infine è la differenza inerente ai sistemi, e alla relativa maturazione del diritto alla pensione.

Totalizzazione dei contributi previdenziali: cosa prevede la norma?

Tutti i professionisti, che hanno versato i contributi previdenziali in diverse casse, gestioni o fondi previdenziali, i quali hanno ottenuto un pagamento di migliaia di euro al fine di optare per la ricongiunzione contributiva, possono optare per la totalizzazione, acquisendo gratuitamente il diritto ad un’unica pensione di vecchiaia o di anzianità, seppure rinunciando ai vantaggi ai fini pensionistici che avrebbe comportato il ricongiungimento.

Beneficiari

Possono usufruire della totalizzazione dei contributi tutte le seguenti categorie:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi;
  • artigiani;
  • commercianti;
  • coltivatori diretti;
  • liberi professionisti;
  • lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata.

Per quanto riguarda gli autonomi, possono sommare i contributi versati nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi con quelli versati all’INPS come lavoratori dipendenti di attività lavorativa subordinata.

Nel caso in cui invece parliamo di lavoratori che hanno prestato il loro servizio all’estero, si possono sommare i contributi versati in + Paesi dell’Unione Europea o convenzionati con quelli versati all’INPS.

Ancora, per quanto riguarda i soggetti occupati in data successiva al 31.12.1995 possono sommare i contributi INPS con quelli di 2 o + gestioni e possono totalizzare i periodi assicurativi, al fine di ottenere un’unica pensione.

Possono richiederla i titolari di posizione assicurativa INPGI (giornalisti) e INPS per altra attività lavorativa subordinata o chi ha effettuato versamenti all’INPS e all’ENPALS può godere della totalizzatone prevista dalla convenzione stipulata tra i 2 Enti.

Requisiti per richiedere la totalizzazione

Per richiedere la totalizzazione, devono essere rispettati alcuni requisiti:

  • non aver richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi ai sensi della legge 7 febbraio 1979, n. 29 e 5 marzo 1990, n. 45 in data successiva a quella di entrati in vigore del decreto legislativo n. 42 del 2 febbraio 2006;
  • non essere titolare di un trattamento pensionistico erogato dall’INPS o da una delle gestioni destinatarie della normativa della totalizzazione.

L’INPS ha precisato anche che la totalizzazione riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi, compreso anche i periodi inferiori ad anni 3 in qualsiasi Gestione previdenziale.

Calcolo dell’importo

Infine, per il calcolo dell’importo spettante si ricorre al proquota inerente a ciascuna gestione pensionistica interessata, in rapporto ai periodi di iscrizione maturati e di conseguenza anche in merito all’importo delle pensioni per la quota a carico dell’INPS, lil quale è determinato sulla base della disciplina prevista in caso di opzione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo.

A pagare le pensioni in regime di totalizzazione è sempre l’INPS, e sono reversibili ai superstiti con modalità e limiti previsti da ogni singola gestione.

Differenze tra: ricongiunzione e totalizzazione

Infine, nel caso parliamo di ricongiunzione, la pensione è maturata con le regole della gestione nella quale confluiscono i contributi.

Nel caso in cui invece parliamo di totalizzazione, valgono i requisiti previsti dalla legge 42/2006, secondo cui, la pensione di vecchiaia prevede i seguenti requisiti:

  • 65 e 7 mesi di età;
  • 20 anni di contributi;
  • 18 mesi di finestra mobile per la decorrenza.

Nel caso invece parliamo di pensione anticipata, devono essere rispettati i seguenti requisiti:

  • 40 anni e 7 mesi;
  • + 21 mesi di finestra mobile.

Attraverso il cumulo, invece la pensione di vecchiaia si raggiunge in base a delle regole più severe che sono previste dalle varie gestioni interessate. In questo caso, parliamo di un’età più alta fra quelle previste dai diversi enti previdenziali in cui sono versati contributi che si decide di cumulare. La pensione anticipata si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Maggiori approfondimenti sono disponibili consultando la nostra sezione interamente dedicata alla riforma pensioni .

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Tommaso Piccinni

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