Riforma Pensioni: per i lavori usuranti è pronta l’uscita anticipata

La riforma pensioni sta per essere confermata al Senato, prevede il pensionamento anticipato di un anno dal 2017 per tutti i lavoratori che svolgono lavori definiti usuranti. In questo caso, rientrano tutti i lavoratori che sono addetti a mansioni particolarmente faticose, pesanti, notturni.

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Per maggiori approfondimenti in merito, potete consultare:

Secondo quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2017 l’esame conferma le novità positive per tutti i lavoratori addetti alle mansioni particolarmente faticose e pesanti. Rientrano in queste categorie, anche i lavoratori che svolgono il proprio lavoro durante le ore notturne.

Cosa prevede la riforma pensioni per i  lavori usuranti

La riforma pensioni, messa in atto dal governo, prevede per questa particolare categoria di lavoratori, la possibilità, a partire dal 1° gennaio 2017, data di cui entrerà in vigore la legge di bilancio, di andare in pensione subito, ma sono dopo aver raggiunto quota 97,6 con:

  • 61 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi;
  • 61 anni e 7 mesi e 36 di contributi;
  • 62 anni e 7 mesi e 35 di contributi.

Queste categorie, potranno andare in pensione senza attendere ulteriori anni in servizio.

In breve, la riforma apportata, prevede la possibilità per queste categorie di soggetti, di andare in pensione usufruendo di uno sconto di 12 mesi rispetto alla disciplina attualmente vigente. E’ possibile inoltre per i lavoratori andare in pensione prima anche con 18 mesi di anticipo, nel caso in cui il lavoratore cumula o meno contribuzione nelle gestioni autonome con quella versata nel Fpld. In questo caso, però si deve sempre raggiungere  il quorum più elevato di un anno, 98,6 contro 97,6 ed un minimo di 62 anni e 7 mesi di età.

Riforma pensioni: stop ai futuri adeguamenti alla stima di vita Istat

Secondo quanto disposto poi dalla riforma, tutti i soggetti, potranno andare in pensione, solo se hanno raggiunto i requisiti, Inoltre a partire dal  1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2027 non ci saranno più adeguamenti alla speranza di vita Istat.

In sostanza, l’adeguamento verrà bloccato. I valori dell’età anagrafica e contributiva, al pari delle quote comprendenti la somma dell’età anagrafica e contributiva resteranno cristallizzati sino al 2027.

Ampliamento del collocamento temporale per le attività svolte

Va ricordato anche che la riforma, prevede alcuni limiti dimostrativi. IL soggetto, in pratica, deve a partire dal 2017, dimostrare di aver svolto una o più attività lavorative usuranti. Deve quindi dimostrare di aver svolto un periodo di lavoro per un tempo ameno pari a 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa.

In questo senso, non vi sarà il vincolo di impiego in attività usurante nell’anno di raggiungimento del requisito. Questo perché effettivamente, viene dimostrato, che è stata effettuata l’attività usurante per un numero di anni almeno pari alla metà dell’intera vita lavorativa.

Quali sono le attività usuranti?

La riforma, non prevede mutamenti inerenti alle categorie, modifiche delle attività qualificabili come usuranti. In questo senso, devono essere ancora considerate come categorie inerenti ai lavori usuranti, solo, quelle presenti all’interno del Dlgs 67/2011 e che di seguito riportiamo:

  • addetti a lavori faticosi e pesanti secondo quanto disposto dall’art. 2 del decreto del ministero del lavoro del 19 Maggio 1999 e che comprendono ad esempio i lavori in galleria, nelle cave, nelle miniere, ecc.;
  • lavoratori addetti alla cosiddetta linea catena e che riguardano i lavori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro secondo quanto elencato al n. 1 allegato 1 allo stesso dlgs 67/2011)
  • conducenti di autobus, veicoli adibiti al servizio pubblico di trasporto collettivo di capienza non inferiore a 9 posti;
  • lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno.

Infine ricordiamo che tutti i lavoratori rientranti in queste categorie, possono far valere la possibilità di usufruire dell’APE e uscire dal mercato del lavoro prima dei requisiti importi per i lavori usuranti. Per maggiori approfondimenti in merito consigliamo: Ape e Ape social: le ultime novità della riforma pensioni

Infine, è possibile, a prescindere dal tipo di lavoro svolto, andare in pensione con 41 anni di contribuzione effettiva, anche senza vincolo di età ma solo se hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo, anche non continuativo, prima del compimento del 19° anno di età. questo requisito potrà essere fatto valere  a partire dal 1° maggio 2017. Di seguito riportiamo tutte le modifiche approvate dalla legge di bilancio 2017 per i lavoratori che svolgono lavori usuranti.

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Tutti gli approfondimenti sono consultabili nella nostra sezione dedicata alla riforma pensioni

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Tommaso Piccinni

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