Pensione – 2017: Come richiederla? News sulla riforma pensioni

Molto spesso si sente parlare di Pensione, di pensione anticipata, di pensione di vecchiaia e sopratutto di riforma pensioni. Ma in tanti non sanno neanche cosa sia la pensione. In questa guida, ci occuperemo di trattare della pensione, al fine di comprendere cos’è e quali forme di pensione in italia sono presenti.

pensione sociale

Ultime notizie pensioni oggi

Secondo quanto introdotto dalla legge di bilancio 2017, oggi vi sono nuove formule di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. In questo modo, tutti i lavoratori possono accedere alla pensione anticipata.  Di seguito analizzeremo in 10 punti le varie novità che sono state introdotte a seguito della riforma pensioni.

Riforma pensioni: APE

L’APE – anticipo finanziario a garanzia pensionistica: si tratta di un finanziamento privato coperto da polizza assicurativa concesso mensilmente e da restituire non appena si matura il diritto alla pensione di vecchiaia.

Le rate mensili hanno una durata ventennale; possono accedere all’APE tutti i soggetti in possesso dei specifici requisiti:

riforma pensioni ape

Novità pensioni: APE sociale

L’APE sociale, prevede la possibilità per determinate categorie di soggetti in condizioni di disagio sociale, di accedere alle pensione anticipata.

Tale indennità è a carico dello Stato fino alla maturazione dei requisiti pensionistici per accedere all’APE fruibili a partire dai 63 anni di età. Per accedere servono specifici requisiti:

riforma pensioni ape sociale

Requisiti per accedere alla riforma pensioni: APE SOCIALE

L’indennità di importo massimo mensile pari a €1500 è compatibile con la percezione di redditi da lavoro fino a € 8000 anno.

Pensioni: news sulla 14° mensilità

La quattordicesima mensilità viene incrementata dell’importo minimo ed estesa ai pensionati con reddito complessivo individuale non superiore a 2 volte il trattamento minimo Inps.

R.I.T.A. : pensione anticipata

R.I.T.A. è la nuova rendita integrativa temporanea anticipata. E’ possibile ottenere parte della pensione complementare fino al conseguimento dei requisiti pensionistici.

Per accedervi il contribuente deve essere iscritto a una forma di previdenza integrativa, deve aver cessato l’attività lavorativa, ed essere in possesso dei requisiti per l’accesso all’APE.

Pensioni Oggi: stop alle penalizzazioni della Riforma Fornero

Dal 2017 sono abolite le penalizzazioni previste dalla riforma Fornero sui trattamenti pensionistici anticipati.

Cumulo contributivi

Il cumulo gratuito a fini pensionistici di periodi assicurativi diventa possibile anche con il solo requisito contributivo. In questo modo è garantito un più facile accesso alla pensione anticipata oltre a maturare quella di vecchiaia.

Specifiche norme transitorie tutelano i soggetti che hanno presentato domanda di ricongiunzione o di totalizzazione, i cui procedimenti non sono ancora conclusi.

Pensioni precoci

La pensione anticipata diventa accessibile anche per i lavoratori precoci con 41 anni di contributi e che soddifano le seguenti condizioni:

  • 12 mesi di contribuzione per lavoro effettivo prima dei 19 anni;
  • iscrizione alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • si trovino in condizioni di disagio sociale.

Anche in questo caso i requisiti sono specifici come di seguito riportati:

pensione precoci

Requisiti per accedere alla pensione anticipata da parte dei lavoratori precoci

I presenti requisiti sono quelli che includendo lo svolgimento di attività lavorative particolarmente gravose e mansioni faticose sono quelle indicate ai commi 1 2 3 dell’articolo 1 della legge 67/2011 a cui si aggiungono ulteriori professioni indicate nella legge di bilancio 2017.

pensione precoci legge di bilancio 2017

Lavoratori usuranti

LA legge di stabilità 2017 prevede la pensione anticipata anche per i lavoratori che svolgono attività usuranti senza più il sistema delle finestre e senza applicazione dell’adeguamento alla speranza di vita per il requisiti richiesti.

Riforma pensioni e NO TAX area

Le detrazioni IRPEF già previste sui redditi da pensione sono estese ai soggetti di età inferiore a 75 anni rivolgendosi alle categorie già protette dai precedenti interventi.

Ottava salvaguardia esodati

L’ottava salvaguardia si rivolge alle categorie di lavoratori che sono esclusi dal mondo del lavoro, e l’ottava salvaguardia prolunga i termini entro cui gli esodati devono maturare i vecchi requisiti, in modo da includere all’interno della platea,  ulteriori 27.700 soggetti.

Come si calcola la pensione?

La pensione viene calcolata in base ai contributi versati. Questi sono determinati sulla base dell’attività svolta nel corso della vita lavorativa al fine di determinare una rendita mensile il cui importo dipende dal numero e dall’entità dei contributi.

pensione

Pensione di reversibilità: cos’è?

La pensione di reversibilità è l’indennizzo che viene erogato ai familiari del pensionato in caso di morte. In questo caso si parla anche di pensione ai superstiti. Se l’importo della pensione è calcolato sulla base dei contributi versati, questa sarà inferiore ad un determinato importo minimo, inquanto interviene lo Stato che, per mezzo dell’INPS integra in parte la pensione di chi non ha altri redditi.

Vi sono poi altre forme di prestazioni previdenziali, che vengono definite assistenziali e sono erogate da coloro che non hanno altri mezzi di sostentamento. Queste sono riconosciute come prestazione di sostentamento per tutti coloro che non hanno versato contributi,. In questo caso si palerà di assegno sociale e prestazioni di invalidità civile.

Pensione ai superstiti

Anche questa forma di pensione è erogata nel momento in cui si fa espressa richiesta tramite domanda. Questa deve essere effettuata da un familiare del parente che detiene la pensione. In quest senso potremo definire le prestazioni in:

  • pensionato il quale ottiene la pensione di reversibilità;
  • lavoratore che ottiene la cosiddetta pensione indiretta.

Possono beneficiare della pensione di reversibilità tutti i seguenti soggetti:

  1. coniuge superstite, anche se separato; in questo caso, il coniuge superstite se separato con addebito, la pensione spetta ma solo se gli è stato riconosciuto dal Tribunale il diritto agli alimenti;
  2. coniuge divorziato ma solo se titolare di assegno divorzile;
  3. figli legittimi o legittimati, adottivi o affiliati, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente
    dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge ma solo se alla data della morte del
    genitore sono minorenni, inabili, studenti o universitari e a carico dello stesso alla data di morte del
    medesimo;
  4. nipoti minori i quali sono equiparati ai figli se sono considerati a carico del defunto.

Nel caso in cui viene a mancare il coniuge, i figli e i nipoti, è possibile che la pensione sia erogata a:

  1. genitori di età inferiore a 65 anni, che non sono titolari di pensione e che alla data di morte del
    lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo.
  2. fratelli celibi inabili e sorelle nubili inabili, che non sono titolari di pensione alla data di morte del lavoratore e/o pensionato e che siano a carico di questo;

Pensione di reversibilità: requisiti per richiederla

Al fine di beneficiare di tutto questo, è indispensabile che il lavoratore deceduto e che non è pensionato, abbia maturato:

  • almeno 780 contributi settimanali; questo rappresenta il requisito minimo per richiedere la pensione di vecchiaia prima dell’entrata in vigore del D.lvo 503/92.
  • Abbiano maturato almeno 260 contributi settimanali di cui 156 nei 5 ani antecedenti la data di
    decesso.

Maggiori approfondimenti sulla pensione di reversibilità, sono presenti all’interno del nostro approfondimento:Riforma pensioni: il figlio disabile, ha diritto alla reversibilità?

Pensione di anzianità (di vecchiaia) – pensione anticipata

La prestazione di vecchiaia e la prestazione di pensione anticipata, è definita come una prestazione economica erogata, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi. Questi devono presentare domanda di richiesta una volta che hanno raggiunto i seguenti requisiti:

  • età stabilita dalla legge;
  • hanno raggiunto l’anzianità contributiva richiesta e quella assicurativa prevista;
  • hanno cessato il proprio rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi nel momento in cui hanno iniziato a percepire la pensione;

Tutti i lavoratori potranno beneficiare della pensione di vecchiaia a decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile. Solo nel caso in cui alla data di raggiungimento dell’età pensionabile, non si sono raggiunti i requisiti effettivi di anzianità assicurativa e contributiva, la pensione potrà decorrere dal 1° giorno del mese successivo a quello in cui vengono raggiunti i requisiti.

Inoltre è possibile che, sia lo stesso interessato a richiedere la pensione dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata presentata la domanda.

Requisiti per richiedere la pensione di anzianità

Ai fini di poter conseguire la prestazione pensionistica tutti i lavoratori, devono necessariamente richiedere la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. La pensione anticipata decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

In stanza, perché venga erogata la pensione, è necessario che il rapporto di lavoro dipendente sia cessato. Nel caso in cui di lavoratore autonomo, invece, non è richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Pensione di Inabilità

E’ definita tale, la prestazione economica erogata a favore dei lavoratori per i quali viene accertata una parziale o totale incapacità a svolgere qualsiasi attività lavorativa. Possono richiedere tale pensione di inabilità tutti i lavoratori che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi e che rientrano in una delle seguenti categorie: artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • lavoratori iscritti ai fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.

Requisiti per richiedere la pensione di invalidità ed inabilità

Possono richiedere l’assegno di inabilità tutti i soggetti che possiedono i seguenti requisiti:

  • assoluta e permanente impossibilità a svolgere una qualsiasi attività lavorativa per cause non imputabili al soggetto, come infermità o difetto fisico e mentale;
  • posseggono almeno 260 contributi settimanali (ovvero 5 anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 ovvero 3 anni di contribuzione e assicurazione nei 5 anni precedenti la data di presentazione
    della domanda.

Se si posseggono i seguenti requisiti si è già a metà strada, in quanto si devono poi anche possedere i seguenti titoli:

  • cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa;
  • cancellazione dagli elenchi di categoria dei lavoratori;
  • cancellazione dagli albi professionali;
  • rinuncia ai trattamenti a carico dell’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e di ogni altra tipologia di trattamento sostitutivo o di integrazione alla retribuzione.

Tutti gli assegni inerenti alla pensione di inabilità, decorrono dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, ma solo nel caso in cui siano soddisfatti i requisiti su riportati.

Attenzione: la pensione di inabilità è soggetta a revisione da parte delle autorità competenti.

Pensione di inabilità: calcolo dell’importo

L’importo della pensione, viene calcolato seguendo il seguente sistema:

  • calcolo misto, dove una quota viene calcolata con il sistema retributivo, mentre una parte viene calcolata con il sistema contributivo;
  • contributivo, nel caso in cui il lavoratore ha iniziato l’attività lavorativa dopo il 31.12.1995.

pensione-cos'è

Cos’è l’assegno ordinario di invalidità lavorativa?

E’ definito come assegno ordinario di invalidità lavorativa, quella prestazione economica che viene erogata a chi ne fa richiesta in favore di tutti i soggetti la cui capacità lavorativa è ridotta a meno di 1/3 a causa di qualunque infermità fisica o mentale. Possono beneficiare dell’assegno di invalidità tutti i lavoratori che rientrano in una delle seguenti categorie:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • lavoratori iscritti ad alcuni fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Requisiti per richiedere l’assegno ordinario di invalidità lavorativa

Possono farne richiesta tutti i lavoratori che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • hanno subito una riduzione della capacità lavorativa a meno di 1/3 a causa della sua infermità  o di un difetto fisico o anche di un difetto mentale;
  • abbiano almeno 260 contributi settimanali (ovvero 5 anni di contribuzione e assicurazione, di cui almeno 3 anni, contribuzione e assicurazione nei 5 ani precedenti alla data di presentazione
    della domanda;
  • non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa.

Pensione sociale o assegno sociale

L’ assegno sociale è definito come una prestazione di carattere assistenziale che ha sostituito la Pensione sociale a partire dal 1.1.1996.

Questo viene erogato anche in mancanza di contributi versati e che viene erogato a tutti i cittadini che si trovino in condizioni economiche disagiate ed abbiano situazioni reddituali particolari secondo quanto previsto dalla legge.

Il diritto alla prestazione viene accertato dall’agenzia delle entrate in base al reddito personale per i cittadini non coniugati e in base al reddito cumulato con quello del coniuge nel caso si tratti di cittadini coniugati.

Nella maggior parte dei casi, l’assegno sociale viene erogato in una situazione di provvisorietà, mentre la verifica del possesso dei requisiti reddituali e di effettiva residenza viene fatta annualmente. Nel caso in ci si percepisce tale assegno, bisogna tenere sempre presente che non è soggetto a trattenute IRPEF.

VA detto anche che l’assegno sociale è personale e alla morte del soggetto titolare non si può applicare il sistema di reversibilità per i familiari superstiti e sopratutto non è inesportabile, ovvero non può essere erogato per i soggetti che si trovano al’estero, per un periodo di soggiorno superiore a 30 giorni. In tal caso vi è la sospensione dell’assegno fino al rientro in Italia.

Assegno sociale: requisiti

Possono beneficiare dell’assegno sociale tutti i cittadini italiani, comunitari e stranieri extracomunitari. Questi ultimi però devono essere in possesso della carta di soggiorno o di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Inoltre devono possedere i seguenti requisiti:

  1. requisito anagrafico secondo quanto previsto dalle norme attualmente in vigore a partire dal 1.1.2013, compreso anche il requisito anagrafico di 65 anni, il quale è posticipato al compimento del 65° anno e
    tre mesi;
  2. abbiano residenza effettiva ed abituale in Italia;
  3. sono sprovvisti di reddito,
  4. possiedono redditi di importo inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.

A partire poi dal 1° Gennaio 2009, è possibile richiedere l’assegno sociale solo se si è soggiornato legalmente ed in via continuativa in Italia per almeno 10 anni consecutivi.

APPROFONDIMENTI:

Cos’è la pensione?

Per pensione si intende un salario differito. Per ricevere la pensione, il lavoratore, durante la sua vita attiva, ovvero durante la sua attività lavorativa, rinuncia ad una quota della retribuzione al fine di garantirsi una rendita quando non sarà più in grado di produrre reddito. In sostanza, il lavoratore potrà garantirsi una rendita quando non sarà più in grado di lavorare.

Si tratta di una conquista relativamente recente, in quanto è nata dalla necessità di sollevare la singola persona dal bisogno derivante dal non essere più in grado di procurarsi mezzi economici per sopravvivere. Secondo quanto previsto dalla costituzione Italiana, infatti è lo stato italiano che deve prendersi cura dei cittadini sprovvisti di tali mezzi.

Cosa sono le prestazioni previdenziali?

Le prestazioni previdenziali, conosciute anche con il termine di pensioni, sono delle “rendite vitalizie”che si determinano sulla base di rapporti assicurativi. Queste sono finanziate attraverso il prelievo contributivo, obbligatorio per tutti i lavoratori, sia che si tratta di lavoratori dipendenti, sia che si tratti di lavoratori autonomi.

In sostanza, ogni lavoratore, sia dipendente, sia autonomo, pubblico o privato, deve essere obbligatoriamente iscritto ad al rispettivo ente previdenziale. In questo ente, in base alla gestione di appartenenza. In questo modo essi possono versare una quota del loro reddito al fine di ottenere in seguito una rendita periodica in base ai contributi che sono stati versati.

Tipi di pensione in Italia

Nel sistema Italiano, esistono diversi tipi di pensioni. Nella maggior parte dei casi, si tratta di:

  1. pensione di vecchiaia, che spetta a tutti i lavoratori al compimento della cosiddetta età pensionabile, a condizione che siano stati versati un minimo di contributi.
  2. Pensione di anzianità, questa pensione viene erogata a tutti i soggetti che riescono a raggiunge un numero di anni di contribuzione più elevato, rispetto al caso precedente.
  3. Pensione di invalidità, solitamente viene erogata a tutti coloro che devono interrompere la loro attività lavorativa prima del tempo per motivi di salute. In questo caso si parla di assegno di invalidità o di pensione di inabilità, in base alla gravità della sua condizione di salute.

Maggiori approfondimenti in merito al trattamento pensionistico, lo potrete trovare seguendo la nostra sezione inerente alla riforma pensioni

Per maggiori approfondimenti:

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Tommaso Piccinni

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