Pensione anticipata con la legge 104 e 41 anni di contributi

La riforma pensioni, prevede anche degli incentivi al fine di anticipare la pensione ed andare fuori dal mondo del lavoro con 41 anni di contributi. 41 anni di contributi. Ma cosa prevede la legge in materia di agevolazioni per coloro che usufruiscono della legge 104? Di seguito tratteremo questo argomento.

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Pensione anticipata con 41 anni di contributi

Per tutti coloro che risultano disoccupati, o invalidi o per tutti coloro che beneficino della legge 104, o coloro che svolgono dei lavori considerati come lavori gravosi, possono accedere alla pensione con dei sconti annuali di contributi.

Al momento è previsto dalla legge la possibilità di andare in pensione con uno sconto a 63 anni con 30 o 36 anni di contributi grazie all’Ape sociale. Inoltre oggi è consentito andare in pensione con un anticipo contributivo, ovvero con 41 anni di contributi, ma solo se si possiedono almeno 12 settimane di contribuzione versate prima del 19° anno di età.

Questo in breve quanto previsto dalla legge sulla riforma pensione, approvata e varata dal governo. Quindi potranno  andare in pensione anticipatamente, tutti i lavoratori che si trovano in queste condizioni, e che sono considerati come dei lavoratori svantaggiati e che rientrano in questa categoria, non solo i lavoratori invalidi ma anche coloro che sono addetti a mansioni particolarmente pesanti.

Pensione anticipata, legge 104 e legge di bilancio

La Legge di bilancio 2017, oggi prevede la possibilità di andare in pensione anticipatamente, ovvero uscire dal mercato del lavoro con un anticipo. Ecco perché è definito come anticipo pensionistico, in quanto, anche se non si ha l’età per andare in pensione, si può usufruire di questo bonus e andare in pensione prima.

Questa possibilità però è offerta solo a coloro che sono considerati come lavoratori precoci, ovvero coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi effettivi di lavoro versati prima del compimento dei 19 anni di età.

Chi invece non può essere considerato come lavoratore precoce, ovvero non può far valere tale alternativa, in quanto non possiede tale requisiti, non è considerato come lavoratore precoce, ma può andare in pensione anticipatamente, in quanto considerato appartenente alle categorie svantaggiate che sono elencate nella Legge di bilancio 2017 e può soltanto optare per l’uscita anticipata con l’Ape sociale. Questi sono tutti coloro che vogliono andare in pensione prima, senza attendere il compimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

Beneficiari della pensione anticipata con 41 anni di contributi

Possono andare in pensione tutti i lavoratori che hanno 41 anni di contributi ovvero tutti coloro che sono considerati come lavoratori precoci.

Sono considerati come tali, tutti coloro che hanno iniziato la loro attività lavorativa, prima dei 18 anni di età e che posseggono almeno 12 mesi di contributi da lavoro effettivi versati in età adolescenziale ovvero prima del compimento del 19° anno di età.

Requisiti per la pensione anticipata con la legge 104

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Attenzione: per essere considerati tali, e usufruire della pensione con 41 anni di contributi, si deve anche possedere ai seguenti requisiti:

  • vertono in uno stato di disoccupazione e non percepiscono l’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi, ma solo a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per uno dei seguenti motivi:
    • licenziamento, che può essere anche collettivo;
    • dimissioni per giusta causa;
    • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a seguito di una procedura di conciliazione;
  • offrono al momento della presentazione della domanda, un servizio di assistenza da almeno 6 mesi, a favore del coniuge o di un parente di 1° grado che sia convivente e che sia affetto da handicap grave secondo quanto previsto dalla Legge 104 . Per tutte le condizioni e le agevolazioni della legge 104, consulta la nostra guida dedicata;
  • abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa, e che sia stata accertata dalle competenti commissioni al fine del riconoscimento dell’invalidità civile e che sia considerata superiore o almeno uguale al 74%;
  • siano lavoratori dipendenti che svolgono, al momento della presentazione della domanda di pensionamento, da almeno 6 anni in via continuativa lavori usuranti o attività lavorative che siano considerate come particolarmente difficoltose e rischiose. Rientrano in tali categorie:
    • operai dell’industria estrattiva;
    • operai impiegati in edilizia;
    • operai impiegati nella manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru e di altri macchinari mobili utili alla perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari;
    • personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti;
    • autisti di camion e autobus;
    • professioni sanitarie ma solo con lavoro organizzato a turni per le seguenti categorie:
      • infermieri;
      • ostetriche;
    • addetti all’assistenza alla persona, dove questa si trovi in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola dell’infanzia;
    • facchini,;
    • addetti allo spostamento merci e categorie simili;
    • personale non qualificato che è addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici;
    • operatori addetti alla separazione di rifiuti.

Valgono i cumuli per la pensione con 41 anni di contributi?

Per quanto riguarda i limiti, di cumulo, dobbiamo chiarire che nonostante dal 2008 siano stati aboliti tra reddito e pensione per le pensioni di vecchiaia, anzianità ed anticipata, questi sono stati ora ripristinati ma solo nel caso in cui il lavoratore faccia richiesta di pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Nel caso specifico, non si può parlare di cumulo con la pensione anticipata con redditi da lavoro, subordinato o autonomo, per un periodo di tempo che sia corrispondente alla differenza tra anzianità contributiva ordinariamente richiesta al fine di usufruire della pensione anticipata, rispetto a quella attuale pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne e anzianità contributiva al momento del pensionamento.

La pensione anticipata ovvero la pensione con i 41 anni di contributi non è cumulabile le maggiorazioni che sono invece previste per determinate attività.

Fino a quando è possibile andare in pensione con 41 anni di contributi?

Al momento non vi è una data di scadenza, ma vi possiamo dire con certezza che il requisito dei 41 anni di contribuzione per al fine di accedere direttamente alla pensione anticipata, è un requisito che potrà essere modificato nel tempo e che è legato alle aspettative di vita.

Se consideriamo che il prossimo scaglione, ovvero il prossimo adeguamento scatterà nel 2019 e sarà di 4 mesi, il requisito per andare in pensione dovrebbe aumentare e quindi non più 41 ani ma 41 anni e 4 mesi di contributi. Se invece si considera e si conferma l’attuale diminuzione della speranza di vita, secondo quanto affermato per il 2016 dall’ISTAT, allora verrebbe riconfermato quello attuale di 41 anni.

Come presentare domanda per la pensione anticipata con 41 anni di contributi

Per tutte le eventuali modalità operative inerenti alla domanda di pensione e per una più puntuale definizione dei requisiti sarà esposto un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, e che sia di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il quale dovrà essere adottato entro un massimo di 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di bilancio 2017.

Potranno essere prese in considerazioni, tute le domande che siano rispondenti ai seguenti punti:

  • determinazione delle caratteristiche specifiche delle attività lavorative gravose;
  • siano accertate tutte le condizioni al fine di accedere e beneficiare della pensione a seguito della presentazione di tutta la documentazione;
  • sia stata attivata l’attività di monitoraggio delle risorse stanziate;
  • sia data comunicazione da parte dell’INPS all’interessato dell’esito della presentazione della domanda al fine di usufruire del beneficio;
  • siano predisposti i criteri da seguire al fine di espletare l’attività di verifica ispettiva da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali o anche da parte degli enti che gestiscono altre forme di assicurazione obbligatoria;
  • le modalità di utilizzo da parte dell’INPS delle informazioni relative alla dimensione, all’assetto organizzativo dell’azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali;
  • siano individuati i criteri di priorità al fine di accedere alla pensione anticipata;
  • siano predisposte forme e modalità di collaborazione tra i diversi enti, come ad esempio INAIL ed INPS e che gestiscono forme di assicurazione previdenziale ed assistenziale;

Ricordiamo infine che l’accesso alla pensione anticipata, come più volte ricordato non è per tutti i lavoratori, ma potranno accedere solo coloro che hanno 41 anni di contributi, secondo i limiti di bilancio da parte del governo e delle risorse stanziate per beneficiarne. Al momento queste saranno così scaglionate.

  • 2017: 360 milioni di euro;
  • 2018: 550 milioni di euro;
  • 2019: 570 milioni di euro;
  • dal 2020 in poi, 590 milioni di euro.

Nel caso in cui poi, l’INPS si vede corrispondere un numero maggiore rispetto alle risse disponibili, può posticipare la decorrenza della pensione.

Pensione 41 anni di contributi: Ape sociale

Tutti coloro che invece non possono rientrare in questi fondi, possono usufruire dell’Ape sociale, ovvero per tutti coloro che pur avendo i requisiti non rientrano nei limiti delle risorse stanziate, possono comunque andare in pensione con 41 anni di contributi ma solo se si possiedono almeno 63 anni di et. In questo caso, possono usufruire dell’Ape sociale.

In questo caso, per accedere alla pensione, basta possedere un minimo contributivo di 30 o di 36 mesi. Questi cambiano in base alla categoria di appartenenza e che farà da ponte per l’uscita anticipata dal lavoro e la maturazione della pensione di vecchiaia.

Come ben sappiamo dal 2018, sarà possibile usufruire della pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi, a prescindere che si tratti di uomini o di donne. Questa non comporterà a differenza dell’Ape volontaria, alcuna penalizzazione.

Ape volontaria

Per ciò che riguarda l’Ape volontaria, dobbiamo dire che essa è considerata come una prestazione analoga all’Ape sociale, ma che non è erogata dall’INPS bensì da una banca anche se a fare da garante è sempre l’INPS.

In pratica, viene corrisposto un assegno di pensione anche se non si hanno i requisiti. L’assegno, verrà erogato fino al raggiungimento effettivo dei requisiti per la pensione di vecchiaia, e una volta che è stata approvata la pensione di vecchiaia, il prestito bancario, prima erogato verrà restituito con un abbassamento reale dell’assegno di pensione, che serve a pagare il relativo debito di anticipo pensione.

La distinzione tra l’ape volontaria e l’Ape sociale, è che quest’ultima è destinata alle stesse categorie beneficiarie della pensione anticipata con 41 anni di contributi. La differenza è che non vi deve essere il requisito obbligatorio di 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età.

Questa infatti è una prestazione erogata dallo Stato. Non vi è per tanto alcun taglio alla futura pensione ma prevede però l’incumulabilità, sino a 8.000 euro annui, con redditi da lavoro dipendente o autonomo.

Per tutti gli aggiornamenti sulla riforma pensione, visita la sezione ad essa interamente dedicata.

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Tommaso Piccinni

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