Ape e Ape social: le ultime novità della riforma pensioni

Quali sono le ultime novità in merito alla riforma pensione pensioni proposta dal Governo? Si chiamo Ape e Ape social, e riguardano solo una stretta cerchia di lavoratori. Vediamo meglio di comprendere di cosa si tratta e quali sono le ultime novità.

Vi possiamo dire fin da subito che oggi la riforma sulla pensione anticipata, riguarda anche coloro che assistono dei familiari disabili. Per questi vi è la possibilità di andare in pensione, grazie alla flessibilità proposta dal governo anticipatamente rispetto a quella che è l’età del pensionamento. Oggi la riforma dovrebbe coinvolgere circa 60 mila lavoratori oggi anno.

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Riforma pensioni: Ape e Ape social – quali sono le differenze?

Bisogna tenere ben distinti i 2 tipi di APE. La riforma pensione, ovvero il pensionamento anticipato inerenti riguarda solo le seguenti categorie:

  • disoccupati;
  • invalidi;
  • usurati;
  • lavoratori beneficiari della legge 104.

Per comprendere meglio la riforma dobbiamo tenere distinti l’Ape volontaria dall’Ape Social. La differenza sostanziale consiste nel tipo di lavoro svolto. Inoltre la riforma del’Ape come sappiamo, prevede la possibilità di andare in pensione anticipatamente, rispetto all’età effettiva di pensionamento.

In questo modo, il lavoratore rinuncia ogni mese a una percentuale dell’assegno, ricevendo però in anticipo rispetto al previsto la pensione, grazie ai prestiti bancari e assicurativi che tramite la garanzia INPS riscuoteranno poi a rate.

Secondo quanto stabilito dalla legge di stabilità 2017 presentata di recente al Consiglio dei Ministri, sono poi anche previste delle misure ulteriori che andranno a rafforzare gli importi della 14° delle pensioni minime, allargano ulteriormente la platea dei destinatari.

Riforma pensioni: Ape volontaria

Per quanto riguarda l’Ape volontaria, ovvero l’anticipo pensionistico richiesto dal lavoratore, dobbiamo chiarire che il prestito risulta interamente a carico dell’utente che lo richiede, e requisito indispensabile è il requisito anagrafico.

Purtroppo oggi, non possiamo confermare l’unicità della riforma ma questa stando alle ultime notizie, segue tempi diversi e mini pensioni.

Riforma pensioni : quota 41

Per quanto riguarda invece quota 41 e i primi aumenti delle pensioni dobbiamo attendere la fine di maggio 2017 se non anche Luglio.

Per tutti i lavoratori che sono invece riconosciuti come lavoratori precoci, possiamo affermare che questi, essendo iniziata la loro attività lavorativa prima dei 19 anni, per poter usufruire di queste riforme devono poter far valere almeno 12 mesi contributivi anche non continuativi.

In sostanza, per tutti coloro che possono far valere questi requisiti, potranno andare in pensione anticipatamente in quanto sarà lo stesso Stato a farsi carico della restituzione del prestito legato all’anticipo della pensione. Questo vuol dire una maggiore opportunità per i lavoratori che potranno accedere alla pensione anticipatamente, congedandosi dal mondo del lavoro senza alcuna spesa aggiuntiva per il contribuente.

Quota 41 anni e Ape

Tutti coloro che hanno dunque iniziato a lavorare in età adolescenziale, ovvero quando ancora minorenni, avendo maturato il requisito minimo dei 40 anni di contributi, possono andare in pensione prima ancora di raggiungere 66 anni e 7 mesi, in quanto questo è il requisito fissato come limite di età per la pensione di vecchiaia.

APE social

L’ape social, ovvero l’anticipo pensionistico sociale pensato dal Governo e che si pone come obbiettivo quello di smussare i requisiti imposti dalla riforma Fornero. Una riforma che a detto da tutti deve essere rottamata.

Non possono per tanto essere sempre i cittadini a pagare! Una soluzione deve essere trovata, e questa proposta dal governo sembra essere una buona soluzione, se si considera anche che dovrebbe avere un costo contenuto per i lavoratori che per loro sfortuna si sono trovati a cavallo dell’entrata in vigore della legge, e che sono stati definiti come esodati, e che rappresentano quei lavoratori che:

  • non hanno più occupazione;
  • si trovano senza sostegni al reddito;
  • sono e impossibilitati ad andare in pensione con le vecchie regole nonostante l’età avanzata.

L’ape social potrebbe rappresentare la giusta soluzione per questa categoria di soggetti che si traduce, prima di tutto, in una riduzione dell’età pensionabile per:

  • insegnati d’asilo, che passa da 66 anni e 7 mesi a 63 anni;
  • lavori usuranti;
  • lavoratori precoci.

Riforma Pensioni: 2 le possibilità di uscita anticipata

Pensionamento anticipato per disoccupati, invalidi, usurati e lavoratori beneficiari della legge 104. quali le soluzioni?

Al momento sono 2 le possibilità di uscita anticipata:

  1. il primo procedimento prevede la possibilità di andare in pensione con almeno 1 anno di lavoro effettivo prima dei 19 anni d’età e che sono definiti precoci come detto sopra. In questo caso, potranno andare in pensione tutti i lavoratori con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica e che potranno beneficiare di uno sconto rispetto ai requisiti ordinari. In sostanza andrebbero in pensione con uno sconto di 1 anno e 10 mesi per gli uomini e di 10 mesi per le donne.
  2. Il secondo procedimento, invece, prevede un minimo di 30 anni di contributi o 36 in base al fatto che si tratti di lavoro usurante o meno e un’età non inferiore a 63 anni. In questo caso tutti questi soggetti possono ricevere la pensione definita come assegno di accompagno alla pensione, che è a carico dello stato ma solo se l’importo non superi i € 1.500, fino a che il lavoratore non raggiunge i requisiti effettivi per andare in pensione.

Per maggiori approfondimenti su questo argomento dobbiamo attendere però l’approvazione della legge di bilancio 2017.

APe Sociale vuole essere allargata a una platea più ampia di donne,  infatti il Governo pensa all’inserimento nella prossima Legge di Bilancio di una riduzione del requisito contributivo (2 anni) per le donne con molti figli.

Questa è  una delle novità emerse durante l’ultimo incontro fra Esecutivo e sindacati confederali sulla fase 2 della Riforma Pensioni (da far confluire nel Pacchetto Previdenza della Stabilità 2018).

Ci si sta muovendo essenzialmente su due binari fondamentali: il primo per  correggere in corsa delle misure contenute nella Legge di Stabilità 2017 (in particolare APe Sociale) e il secondo è quello che propone nuove azioni di lungo periodo su flessibilità in uscita e sulle  pensioni future dei giovani.

Soggetti coinvolti dalla riforma pensione

I soggetti che possono usufruire di queste agevolazioni e che possono accedere al prepensionamento, sono:

  • disoccupati non coperti da ammortizzatori sociali i cosiddetti esodati e che sono rappresentati da coloro non hanno reddito o un lavoro;
  • soggetti che si dedicano all’assistenza di un familiare con handicap grave secondo quanto previsto dalla legge n. 104/1992; per maggiori approfondimenti consulta: legge 104: Agevolazioni fiscali INPS – diritti e doveri del lavoratore
  • lavoratori invalidi di grado superiore al 74%;
  • lavoratori che durante la loro carriera lavorativa hanno svolto attività usuranti e/o particolarmente gravose secondo quanto disposto dall’ex dlgs n. 67/2011 e che riguardano lavori in galleria, nelle cave o che hanno svolto lavori notturni, ecc.

Per tutti gli aggiornamenti in merito non ci resta che attendere i prossimi giorni, con un occhio particolare alla legge di bilancio ed eventuali modifiche che verranno poi apportate.

Per tutti gli approfondimenti sulla riforma pensione, consulta la nostra categoria e segui i nostri approfondimenti come quelli di seguito riportati.

Pensione giovani

Al Tavolo sulla Previdenza si discute poi delle  pensioni future dei giovani (la proposta avanzata dal Governo si basa su un meccanismo che consentirebbe ai contributivi puri che maturano un assegno uguale ad almeno 1,2 volte il minimo di avere un assegno minimo di 650 – 680 euro al mese).

Aspettative di vita

Altri temi: innalzamento età pensionabile e bilanciamento del  requisito fra uomini e donne (previsto per il 2018).

Qui, resta la richiesta di Cgil, Cisl e Uil di impedire gli adeguamenti automatici alle aspettative di vita: il prossimo scatto è previsto per il 2019.

 APE Sociale donne

Essenzialmente la nuova proposta del Governo per accedere all’APe Social per le donne è la seguente: abbattere fino a un massimo di due anni i requisiti contributivi per le donne con figli. Tutt’ora, servono 30 anni di contributi versati, oppure 36 nel caso degli addetti a mansioni usuranti.

L’idea si basa sul fatto di prevedere una riduzione di sei mesi per figlio. Quindi, una lavoratrice che richiede l’accesso all’APe sociale e rientra in una delle categorie che attualmente pretendono 30 anni di contributi, avrebbe accesso all’APe sociale con 29 anni e sei mesi, che si abbassano a 29 con due figli, e a 28 anni con quattro figli (riduzione massima consentita).

Dalla parte dei sindacati viene richiesto uno sforzo maggiore ( ad esempio: un anno per ogni figlio, fino a un massimo di quattro anni), ma è già qualcosa la riduzione contributiva prevista per le donne dal Governo.

APe Sociale disoccupati

Diverso tema collegato all’APe sociale, è quello legato all’accesso dei lavoratori che non hanno diritto agli ammortizzatori sociali.

La norma prevede che possono richiedere il giovamento solamente i disoccupati che hanno finito di percepire il sussidio da almeno tre mesi, tagliando fuori quindi tutti coloro che non hanno i requisiti per ottenere gli ammortizzatori.

Bisogna però ricordare che il Governo aveva già provato a correggere la norma con il decreto attuativo, ma il Consiglio di Stato ha posto la necessità di presentare un provvedimento legislativo apposito per la casistica in questione.

APe Sociale, slittamento al 2018

Classe Aprile 54 e disoccupato da Gennaio 2015.

Prima istanza Ape sociale ( verifica dei requisiti) accolta positivamente in data 30 Agosto 17.

Se non dovessi rientrare tra gli aventi diritto entro l’anno in corso, è certo che l’anno prossimo potrà beneficiare della erogazione dell’assegno.

Si può anche affermare con certezza che se si riceverà l’assegno nel 2018 resterebbe integro il diritto alla retroattività, che è incluso nella normativa e di conseguenza non può essere negato.

APe di mercato e RITA

Per quanto concerne l’APe Volontaria, invece, si stanno studiando misure per rafforzare il ricorso alla RITA,  vale a dire, la rendita temporanea integrativa anticipata, non collegandola con i requisiti necessari per richiedere l’APe volontaria. Nello specifico, l’idea è quella di accogliere la richiesta anche di coloro a cui mancano più di tre anni e sette mesi dalla pensione.

L’ipotesi è quella di aumentare l’anticipo possibile fino a cinque anni.

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Tommaso Piccinni

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