Riforma pensioni 2016: info e novità

In questa guida potrete trovare tutte le informazioni inerenti agli ultimi aggiornamenti sulla riforma pensioni 2016, dagli interventi sulla flessibilità in uscita per il 2016, alla cosiddetta quota 100, nonché il prestito pensionistico, il Piano Boeri, il Piano Damiano e il reddito minimo per gli over 55.

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Ma procediamo con ordine e vediamo di capire di cosa si tratta.

Riforma delle Pensioni 2016

Nonostante sono passati diversi anni, ancora il governo non si è espresso in merito alla volontà di voler voler rimettere mano alla riforma pensioni Fornero.

Infatti, nella legge di stabilità 2016 sono state introdotte delle misure a salvaguardia di alcune categorie, delle norme che potremmo definire a tampone come ad esempio:

  • proroga di 12 mesi inerente all’opzione donna;
  • 7a salvaguardia esodati che interessa oltre 26.300 soggetti;
  • introduzione del part-time per i soggetti che sono prossimi all’età pensionabile,  ecc.

Per maggiori approfondimenti consigliamo: Riforma pensioni 2016: tutto su proposta di governo, legge Fornero, pensione anticipata e reversibilità

Vediamo di seguito quali sono i temi tanto discussi del momento.

Pensionamento Flessibile e riforma pensioni 40 anni di contributi

Il capitolo flessibilità in uscita non è stato inserito nella legge di stabilità del 2016 ma è stato rimandato alla fine di quest’anno quando si discuterà della legge di stabilità del 2017. Quindi al momento è slittato di alcuni mesi, inquanto al momento il governo dovrebbe discutere anche delle eventuali ipotesi che di seguito riporteremo.

Riforma pensioni precoci

Uno dei temi tanto discusso e che rappresenta il punto di partenza è il disegno di legge Damiano (ddl 857) il quale prevede un inasprimento in merito alla quota dell’assegno calcolata con il vecchio metodo retributivo. Quindi saranno da tenere in considerazione alcuni elemento come:

  • età anagrafica;
  • età contributiva;
  • possibilità di uscire dal mercato del lavoro a 62 anni e 35 di contributi con una riduzione dell’8% dell’assegno, ma solo per le pensioni calcolate con il metodo retributivo.

Inoltre all’interno del ddl proposto vi è anche la proposta di far uscire i lavoratori dal mercato del lavoro nel momento in cui abbiano compiuto i 41 anni contributivi e non più i 42 come fino ad oggi. Quindi vi sarebbe un abbassamento di 1 anno e indipendentemente dall’età anagrafica del soggetto.

Questa riforma è una riforma che al momento sembra trovare ampia disponibilità e sostegno da parte di tutti i lavoratori definiti come precoci.

Riforma pensioni quota 100

Altra ipotesi al vaglio del parlamento è la cosiddetta riforma pensioni e quota 100.

In questo modo vi sarebbe un ripristino della pensione di anzianità che vede uscire dal mercato del lavoro tutti i soggetti con i seguenti requisiti:

  • 62 anni (età anagrafica);
  • 38 anni di contributi versati.

Da questi due requisiti ne deriva la riforma pensioni quota 100. Questa ipotesi anche al pari della prima sembra essere una delle più accreditate per il governo da mettere in atto in merito ad una possibile riforma pensioni 2016.

Se dovrebbe essere adottata la riforma pensioni quota 100 tutti i lavoratori che andrebbero in pensione, non subirebbero alcun tipo di penalità in merito alle uscite anticipate ma sopratutto a differenza delle altre ipotesi queste comporterebbero per il governo un costo maggiore per un valore di oltre 10 miliardi di euro.

Per tale motivo riteniamo sia una delle alternative che abbiano scarsissime possibilità di essere approvata.

Riforma pensioni: ricalcolo contributivo (opzione donna)

Altra possibile ipotesi è quella inerente alla riforma pensioni e  ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo.

Questo risultato potrebbe essere ottenuto con l’attuale regime introdotto dalla legge 243/04.

Questo non dovrebbe riguardare più solo le donne, ma anche i lavoratori uomini a partire dal 2017 attraverso anche una possibile rimodulazione dei requisiti di accesso.

Nel caso venga approvata tale riforma pensioni, tutti i lavoratori potrebbero uscire dal mercato del lavoro con un assegno che dovrebbe essere determinato solo sulla base dei contributi versati, quindi più basso rispetto a quanto sarebbe corrisposto con un eventuale sistema misto.

Riforma pensioni: sistema Prestito Pensionistico

Altra possibile soluzione potrebbe essere quella inerente al prestito pensionistico, il cd. Apa, ovvero assegno pensionistico anticipato. Ma di cosa si tratta? 

Si tratterebbe di un sistema, molto meno costoso per le casse dello stato e che prevede un sostegno economico pari a circa 700-800 € da corrispondere solo a quei lavoratori disoccupati in condizione di bisogno economico e che abbiano esaurito l’assistenza degli ammortizzatori sociali:

Inoltre l’assegno dovrebbe essere erogato solo nel caso in cui a questi manchino 2 o 3 anni per raggiungere l’età pensionabile.

La somma che dovrebbe poi essere anticipata per questi soggetti dovrebbe poi essere recuperata nel momento in cui raggiungono i requisiti per la pensione e quindi dal primo assegno utile di pensione sarebbero detratti in percentuale.

Riforma pensioni: piano Boeri

Infine un ultima ipotesi è quella prevista dal Presidente dell’Inps, Tito Boeri, la quale prevede una serie di proposte. Tra le più accreditate vi è quella inerente a un pensionamento flessibile che partirebbe dai 63 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi effettivi (quindi sono esclusi i periodi di contribuzione figurativi) a condizione però che il lavoratore possa vantare un assegno non inferiore a circa 1.500 € al mese.

A questo primo provvedimento si sommerebbe poi anche un sostegno di 500 € al mese per tutti i lavoratori over 55 in condizione di bisogno economico che dovrebbe servire da transito per accompagnarli fino alla pensione.

Al ra possibile proposta è anche quella inerente ad una revisione sulla totalizzazione nazionale tale da consentire di valorizzare appieno tutta la contribuzione versata dai lavoratori che però non abbiano avuto delle carriere lavorative continue.

Infine dovrebbe essere prelevato un contributo di solidarietà sulle pensioni che sono superiori a 3.500 € lordi al mese. Questo contributo dovrebbe servire per finanziare anche se solo in parte tutti i costi dell’operazione, e dovrebbero essere inclusi anche i ricalcoli inerenti ai vitalizi dei politici.

Da sottolineare anche il fatto che Tito Boeri, ha bocciato la maggior parte delle proposte fatte dal governo inquanto sono state ritenute troppo onerose per le case dell’INPS.

Infatti Boeri sta tentando di favorire la possibilità per tutti i lavoratori di andare in pensione secondo quanto previsto dal metodo contributivo, ovvero basandosi interamente sul calcolo contributivo, escludendo il sistema misto anche perchè per i giovani, non esiste più.

Riforma pensioni: ultimissime notizie

Tra le moltissime altri ipotesi al momento in discussione alla Camera vi sono anche:

  • possibilità di introdurre benefici previdenziali per tutte le lavoratrici madri;
  • benefici per coloro che assistono familiari disabili con invalidità del 100%;
  • possibilità di rivedere i meccanismi di valorizzazione in merito alla contribuzione mista dei lavoratori che abbiano una carriera lavorativa discontinua, con strumenti per promuovere il versamento dei contributi volontari e il riscatto dei periodi di studio.

Riforma pensioni 2016: proposta da Alberto Brambilla

Alberto Brambilla è l’ex sottosegretario al Welfare e al momento svolge la funzione di coordinatore del centro studi e ricerche Itinerari previdenziali.

Premesso questo, vediamo quale è la sua proposta di uscita flessibile dal mercato del lavoro in merito alla riforma pensioni da esso messa in atto.

Il suo intervento e riferito principalmente in merito alla questione di un possibile part-time per tutti i lavoratori che sono ormai prossimi alla pensione. Infatti secondo A. Brambilla, il provvedimento del governo farebbe acqua su 3 punti fondamentali:

  1. il lavoratore dovrebbe rinunciare a parte dello stipendio;  ipotesi inaccettabile da oltre il 98% dei lavoratori.
  2. Le aziende vedrebbero accrescersi il costo del lavoro; Al momento non sembrano ci siano aziende disposte a fare una cosa del genere.
  3. I fondi stanziati basterebbero a stento per 25.000 lavoratori.

Secondo A. Brambilla la soluzione migliore potrebbe essere una nuova riforma pensioni 2016 che contempli un’uscita anticipata definita reale e che abbia delle penalizzazioni nette. Da qui la sua proposta:

  • uscita anticipata a 4 anni;
  • penalizzazione massima del 12,3%.

Riforma pensioni 2016: mobilità del 22 Aprile 2016

La mobilitazione in vista della riforma pensioni 2016 è prevista per il 22 Aprile,i cui manifestanti lamentano:

  • forme di flessibilità in uscita;
  • ottava salvaguardia per gli esodati;
  • Quota 41 per precoci;
  • provvedimento part-time;

I sindacati hanno deciso inoltre di appoggiare il presidio che si terrà dinanzi al MEF, mettendo a anche a disposizione di tutti i lavoratori che sono coinvolti nell’iniziativa la propria capacità organizzativa per far riuscire al meglio la mobilitazione e far sentire al governo Renzi la loro voce. Il presidio dovrebbe durare diverse ore, dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Per approfondimenti, consigliamo anche Opzione donne ultimissime INPS: pensione donna 57 anni e 3 mesi.

>>Per ulteriori informazioni potete sempre consultare la nostra categoria riforma pensioni dove troverete tutte le informazioni di cui avete bisogno>>

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Tommaso Piccinni

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