Riforma pensioni

In questa categoria potete trovare tutte le novità sulla riforma pensioni e sul calcolo della vostra pensione.

Le ultime novità sul fronte Pensioni, sono legate a Quota 100 e anche a Quota 41. Queste sono enunciate dallo stesso Luigi di Maio, il quale ribadisce che la riforma pensioni che il governo intende mettere in campo è di tipo strutturale.

Potrebbe trattarsi di un intervento limitato a una singola annualità? Certamente no, in quanto il governo sta lavorando ad una misura di lungo termine.

Molto importante è anche il problema dei giovani che sono il vero obbietto per il ministro del lavoro i quali saranno inclusi nella riforma al fine di adeguare le finestre temporali di uscita per tutti i lavoratori.

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Cosa prevede la riforma Pensioni?

Nuove strade per la pensione anticipata

La Legge di Bilancio 2019 stanzia per l’anno prossimo ben 6,7 miliardi di euro da destinare all’introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e di misure per incentivare l’occupazione giovanile.

Come abbiamo detto diverse volte, la forma ulteriore per il pensionamento anticipato sarà Quota 100, che permette di andare in pensione con 38 anni di contributi a partire dal compimento dei 62 anni.

Questa riforma non dovrebbe prevedere penalizzazioni per chi anticipa l’accesso alla pensione; è chiaro che lavorando per meno anni si maturano meno contributi. Questo vuol dire che l’assegno previdenziale sarà più basso di quello che sarebbe stato riconosciuto al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Al momento si ipotizza anche l’ipotesi di preavviso per i dipendenti pubblici, i quali devono obbligatoriamente dare un preavviso per ricorrere alla Quota 100. Si ipotizza anche un possibile rischio in merito al TFR che potrebbe essere penalizzato.

Blocco età pensionabile

Il contratto di Governo firmato da Lega e Movimento 5 Stelle prevede l’estensione della Quota 41 a tutti i lavoratori. Quindi non solo lavoratori precoci i quali rientrano nei profili di tutela individuati dallo Stato.

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha promesso che verrà valutata la fattibilità di un blocco dell’età pensionabile ma solo per pensioni anticipate e Quota 41, evitando l’incremento di 5 mesi che scatterà dal 1° gennaio 2019 per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita.

Anche il prossimo anno è possibile accedere alla pensione anticipata Inps senza alcuna penalizzazione, una volta maturati 42 anni e 10 mesi di contributi nel caso di uomini o 41 anni e 10 mesi nel caso di donne.

Per la quota 41, invece, saranno sufficienti 41 anni di contribuzione, ma continuerà ad essere riservata esclusivamente ad alcune categorie.

In merito alla pensione di vecchiaia non ci saranno sorprese: secondo quanto previsto dalla Legge Fornero e fissa a anni 67.

Taglio delle pensioni d’oro

Altro punto della riforma sulle pensioni annunciata dal Governo è quello del taglio delle pensioni d’oro. È grazie a questa che Di Maio intende recuperare una parte di risorse al fine di attuare la pensione di cittadinanza e quindi aumentare le pensioni minime tramite un’integrazione finalizzata al raggiungimento della soglia dei 780 € mensili.

Ad oggi si ipotizzano diversi scenari in merito con tantissime ipotesi. Però ancora oggi non vi è nulla di concreo. La cosa certa è la somma sopra la quale gli assegni previdenziali verranno tagliati pari a 4.500 €.

L’intenzione è quella di recuperare circa 1 miliardo di euro in 3 anni, ma al momento non è dato sapere quali sono gli interventi che consentiranno questo recupero.

Si stanno valutando 3 diverse ipotesi.

  1. Contributo di solidarietà progressivo: tanto più alto quanto maggiore è l’importo della pensione;
  2. Blocco della perequazione ed in questo caso potrebbero essere inclusi anche gli assegni di importo superiore ai 2.500€;
  3. Ricalcolo della pensione penalizzando coloro che sono andati in pensione prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Questi sono al momento i tre punti su cui verterà la riforma delle pensioni.

Quota 100 e Opzione Donna

E’ stato lo stesso Luigi Di Maio ad anticipare che, la riforma con Quota 100 sarà una misura strutturale e quindi duratura. Questa secondo le prime stime darà la possibilità di uscire dal lavoro con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Per quanto riguarda invece l’Opzione Donna le notizie sono poche e scarseggiano, ma al momento resta plausibile che il governo decida di prorogarla.

Quota 41: non se ne parlerà prima del 2019

In merito all’ipotesi Quota 41 è sempre Luigi Di Maio a prendere la parola e lo fa per venire incontro ai lavoratori precoci. Al momento e solo quota 100 l’unica misura che permette di andare in pensione.

Quota 41, invece, è considerata come una modifica alla legge, che permette ai precoci di lasciare il lavoro anticipatamente secondo regole differenti. Si pensa infatti ai Giovani lavoratori che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi totalizzando un gran numero di anni di contribuzione in relazione alla propria età.

Si prevede che già dal prossimo anno qualcosa in più si può fare.

Riforma pensioni e modello RED

Molto spesso si sente parlare di riforma pensione e del modello RED. Secondo quanto annunciato dall’INPS vi è tempo fino al 28 febbraio di ogni anno per effettuare l’invio telematico delle dichiarazioni reddituali RED.

Il modello RED, altro non è che un modello INPS, che deve essere compilato e consegnato all’ente pensionistico di appartenenza. In sostanza si tratta di una dichiarazione annuale obbligatoria in base alla quale l’INPS provvede a ricalcolare la pensione e a comunicare il nuovo importo ottenuto all’interessato.

Soggetti obbligati a presentare il modello RED

Sono obbligati a presentate il modello RED i seguenti soggetti:

  • Titolari di prestazioni collegate al reddito come ad esempio:
    • pensioni estere;
    • pensioni complementari;
    • redditi agrari;
    • redditi da lavoro autonomo.

Il modello RED potrà essere inviato tramite:

  • PIN online presso il sito INPS;
  • tramite Call center;
  • presso le sedi Inps;
  • tramite Caf;
  • tramite altri soggetti abilitati.

Pensionamento Flessibile

Il punto di partenza per un pensionamento flessibile è il disegno di legge Damiano (ddl 857) che prevede il calcolo dell’assegno con il vecchio metodo retributivo in funzione non solo dell’età anagrafica ma anche di quella contributiva.

Si parla dunque di un’uscita a partire dai 62 anni e 35 di contributi. La riduzione parte da un massimo dell’8% in corrispondenza dei 62 anni e 35 di contributi.

Nello stesso ddl si parla anche di un possibile abbassamento a 41 anni dei requisiti contributivi necessari per uscire a prescindere dall’età anagrafica, per altro apprezzata da tutti coloro che hanno avuto accesso precocemente al mercato del lavoro.

Riforma pensioni quota 100

Altra possibile ipotesi ancora al vaglio del governo è il ripristino della pensione di anzianità a partire da 62 anni anagrafici e 38 di contributi, cd. appunto quota 100.

Questa soluzione non prevedere penalità in uscita a differenza delle altre ipotesi come vedremo di seguito e quindi, costa di più per le finanze pubbliche e per tanto crediamo abbia scarsissime possibilità di essere approvata.

Riforma pensione: contributi figurativi per invalidità

Si tratta di un’agevolazione non collegata alla Legge 104, ma al possesso d’invalidità sopra il 75%: in questo caso, si ha diritto, dalla data di riconoscimento di tale percentuale d’invalidità, a 2 mesi l’anno di contributi figurativi aggiuntivi, con la finalità di raggiungere prima la pensione. L’anticipo massimo consentito è pari a 5 anni.

Pensione anticipata invalidità

Anche questo è un beneficio non collegato alla Legge 104 ma all’invalidità; nel dettaglio, i lavoratori invalidi all’80%, o con una percentuale superiore, hanno diritto di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata.

Per l’accesso al trattamento sono necessari almeno 60 anni di età per gli uomini e 55 anni per le donne, ai quali vanno aggiunti gli adeguamenti alla speranza di vita. Per ricevere l’assegno, è necessario attendere una finestra di 12 mesi, che parte dalla data in cui maturano i requisiti.

Avviso di rischio: Il trading CFD comporta un sostanziale rischio di perdita. Una percentuale di investitori tra il 65% e 89% perde il proprio denaro durante il trading CFD.Your capital might be at risk

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