Calano i prestiti, aumentano le sofferenze

Nel mese di febbraio 2013 i prestiti concessi dalle banche italiane sono ancora in calo, seppur in misura minore rispetto ai mesi precedenti. L’Abi, nel suo consueto bollettino mensile, specifica come i finanziamenti siano calati dell’1,2%, contro l’1,5% del primo mese dell’anno. I finanziamenti alle famiglie, in particolare, a febbraio 2013 sono calati del 2,8% rispetto al mese di gennaio.

Il tasso sulle nuove operazioni di finanziamento è calato al 3,50%, rispetto al 3,62% di gennaio, mentre il tasso sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è portato al 3,73% (dal 3,70% del mese precedente). Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie è risultato a febbraio 2013 pari a 172 punti base, 2 punti base inferiore a quanto registrato a gennaio 2013 e 37 punti base al di sotto del valore di febbraio 2012.

Prosegue, sempre secondo il report mensile dell’Abi, l’aumento delle sofferenze bancarie a seguito della recessione economica. L’Associazione mostra che a gennaio le sofferenze nette hanno toccato quota 63,9 miliardi di euro, mentre le lorde 126,1, facendo segnare un balzo del 17,5% rispetto al mese precedente.

Se si confrontano le sofferenze con gli impieghi totali, il rapporto è pari a 3,4% a gennaio, quando un anno fa era al 2,6%. Si tratta di livelli elevati, spiega il direttore centrale Gianfranco Torriero, “ma siamo ancora lontani dai massimi degli anni ’90. Prevediamo un aumento ma non c’è ancora allarme”. Bisogna poi considerare che la contrazione del dato netto è da mettere in relazione con le consuete pulizie dei bilanci di fine anno e con le svalutazioni di crediti che a fine 2012 sono state energiche per la moral suasion in atto da parte della Banca d’Italia.

Il funzionario ha anche parlato della situazione di Nicosia, spiegando che “quello di Cipro è un caso assolutamente unico e peculiare, non ripetibile nei paesi continentali dell’Europa”. Per Torriero non c’è rischio di contagio o di impatto ‘psicologico’ sui risparmiatori in Italia. “I dati sulla continua crescita dei depositi degli istituti di credito dimostrano che verso le banche c’è una fiducia significativa” aggiunge.

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Luca M.

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