Guida mutui: il Taeg. Di cosa si tratta?

Quanto mi costerà il mutuo? E’ questa una delle domande che coloro i quali si apprestano a richiedere un finanziamento, sempre più spesso per l’acquisto della prima abitazione, si fanno maggiormente. Ma quali sono i parametri da prendere in considerazione? Spesso nelle pubblicità si sente parlare di Tan e Taeg. Se il primo è più noto, il secondo nasconde delle insidie. Di cosa si tratta? Cerchiamo di scoprirlo assieme.

La prima cosa da fare quando si è alla ricerca del mutuo perfetto alle proprie esigenze è andare ad analizzare il tasso di interesse che viene applicato dalle diverse banche o finanziarie che erogano il finanziamento. Sia che si tratti di fisso, variabile, misto o variabile con Cap è però utile andare oltre questo valore e cercare di analizzare altri indicatori che, sicuramente, mostrano in modo più reale e concreto l’effettivo costo di un finanziamento.

A prescindere dal tipo di mutuo richiesto, un elemento verso il quale prestare molta attenzione è sicuramente il Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale) o, in alternativa, l’Isc (Indicatore Sintetico di Costo). Questi valori riassumono, in un’unica percentuale, il costo complessivo del finanziamento. Con costo complessivo si intende anche le eventuali spese di sottoscrizione piuttosto che gli oneri accessori. Nel calcolo di questi due indicatori si trovano, infatti, molte voci di spesa correlate al finanziamento che, però, non vengono prese in considerazione dal Tan (Tasso Annuo Nominale).

Dal 1° giugno del 2011, inoltre, il calcolo del Taeg comprendere anche gli oneri fiscali (ad esempio l’imposta di bolla) e l’eventuale compenso riconosciuto dal cliente ad un intermediario nel caso di sottoscrizione. Nel Taeg non sono comprese, invece, gli oneri notarili e le assicurazioni facoltative sulla casa.

Facciamo un esempio: un mutuo del valore di 100.000 euro con una durata di 20/30 anni presenta dei costi accessori che variano tra i 1.000 ed i 2.000 euro e queste spese possono incidere in un ordine di 0,20-0,40% tra il valore del tasso di interesse e l’effettivo Taeg.

Il Taeg, per legge, deve essere inserito nel contratto e nel documento di sintasi che vengono consegnati, obbligatoriamente, al cliente. Ciò consente al futuro mutuario di prendere visione del costo complessivo che il finanziamento potrebbe comportare.

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Luca M.

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