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Prestiti e finanziamenti: va solo la "cessione del quinto" - BlogFinanza.com

Prestiti e finanziamenti: va solo la “cessione del quinto”

Ottenere un prestito in questi ultimi mesi, come testimoniamo con diversi articoli, è sempre più difficile. La soluzione più praticata da molti italiani, quindi, è diventata quella della riduzione dello stipendio o della pensione attraverso la “cessione del quinto”. La cessione di un quinto dello stipendio è infatti una strada sempre più percorsa.

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Prestiti.it, in una inchiesta, ha esaminato oltre duemila casi tra maggio ed ottobre 2012 evidenziando come in questi mesi la cessione del quinto ha fatto registrare una netta accelerata di oltre tre punti percentuali rispetto al periodo precedente, toccando la soglia del 19,8%.

“L’estensione anche ai dipendenti privati e ai pensionati della possibilità di cedere fino a un quinto del reddito mensile per ottenere liquidità – ha dichiarato Lorenzo Bacca, responsabile Business Unit prestiti – ha reso questo strumento molto diffuso. Scegliere autonomamente quale sarà l’importo della rata e sapere che rimarrà identico per l’intera durata del finanziamento sono vantaggi importanti, specie per chi non ha rendite elevate e deve fare i conti con molte spese”.

I dipendenti pubblici e statali sono solamente il 23% di coloro i quali si affidano a questa tipologia di prestito, mentre il 58% è rappresentato da impiegati delle aziende private. I pensionati, invece, rivestono il 14% delle richieste totali.

Ad ottobre chi ha richiesto una cessione del quinto voleva ottenere mediamente 18.500 euro, all’atto della richiesta aveva 43 anni e intendeva restituire il finanziamento in sei anni. Come spesso avviene per il credito al consumo in Italia, la maggioranza dei richiedenti è di sesso maschile: nel caso della cessione del quinto gli uomini sono il 72% del totale.

La cessione del quinto dello stipendio è un genere di finanziamento piuttosto peculiare: non solo è accessibile anche a chi è stato oggetto di protesto ma, essendo obbligatoriamente garantito da una copertura assicurativa, piace anche alle finanziarie che, in questo caso, concedono molto più facilmente la somma richiesta accordando il finanziamento anche a chi in passato ha avuto difficoltà per far fronta al pagamento di rate o al rimborso di prestiti.

Tutti vantaggi a cui però vanno contrapposti però fattori come il coinvolgimento dell’azienda per cui si lavora (e non sempre l’azienda viene ritenuta abbastanza stabile da permettere il prestito), il blocco del Tfr, che viene posto a garanzia del finanziamento, e la sottoscrizione obbligatoria della polizza vita, che garantisca il rimborso in caso di decesso, infortunio o licenziamento.

Considerando i dati dell’analisi, è chiaro che nel Mezzogiorno la situazione economica risulta peggiore rispetto al resto d’Italia. Ai vertici della classifica degli importi richiesti con la formula della cessione del quinto ci sono la Puglia (24mila euro), la Sicilia (22mila) e la Calabria (21.900 euro).

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Luca M.

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