Affitto con riscatto: l’alternativa più economica ed accessibile al mutuo

In Italia, ma anche nel resto del pianeta, il mercato dei mutui non sta certamente vivendo il suo periodo migliore. A confermare ciò arrivano i dati di Crif che hanno rivelato come la domanda di prestiti ipotecari, in settembre 2012, abbia registrato un calo del 42% rispetto allo scorso anno.

Questa maggiore difficoltà nell’accedere ai mutui sta generando effetti positivi su altri fronti; innanzitutto sta facendo emergere la formula dell’affitto con riscatto. Questa formula, in particolare, può essere definita come una via di mezzo tra l’acquisto di una casa tramite mutuo e l’affitto di un immobile. Nel proseguo dell’articolo spiegheremo meglio i suoi tratti distintivi.

L’affitto con riscatto è una formula di contratto che prevede la stipula contestuale di due accordi differenti: un contratto di locazione, ad un canone superiore a quello di mercato, ed un contratto di opzione nel quale si va a precisare che l’inquilino, al termine ultimo della scadenza (solitamente dopo tre anni) ed ad un prezzo già stabilito, avrà la facoltà di acquistare la casa.

Il canone di locazione, come è facilmente intuibile, è soggetto a maggiorazione in modo che l’inquilino sia in grado di metter via la somma di denaro, in particolare la metà, da utilizzare nel caso in cui si debba procedere con l’opzione di acquisto. Il prezzo pattuito per il futuro acquisto è pari, infatti, alla differenza tra il prezzo di listino già concordato e il totale delle somme accantonate.

Chi non ha la possibilità di accedere ad un normale mutuo o vuole conservare questa opzione per il futuro, può trovare un vantaggio nella soluzione dell’affitto con riscatto. L’affittuario, poi, ha tutta un’altra serie di vantaggi: parliamo in particolare di vantaggi fiscali, come nel caso dell’Imu, che viene pagata dal proprietario anche per tutta la durata del contratto di affitto. Inoltre nel momento in cui l’affittuario decidesse di procedere con l’acquisto, potrà farlo ad un prezzo bloccato al momento della stipulazione del contratto.

Nell’ultimo mese infatti, rispetto allo scorso anno, l’interesse verso questa soluzione – già diffusa in altri Paesi – sta crescendo anche in Italia, con un incremento medio delle offerte del 13% e della domanda del 9%. A rivelarlo sono dati di Casa.it. Una diffusione che sta prendendo piede in particolare nel Nord Italia (Lombardia al primo posto seguita da Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Lazio).

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Luca M.

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