La crisi dei mutui subprime del 2008

Negli ultimi due articoli abbiamo trattato il complesso e complicato mondo dei prodotti subprime parlando dei mutui, ma anche dei prestiti e delle carte di credito assimilabili a questo finanziamento. Oggi, invece, ci concentriamo sulla crisi dei mutui subprime, scoppiata alla fine del 2006 negli Stati Uniti e che, come ben sappiamo, ha avuto conseguenze decisamente rilevanti in tutto il Mondo che, ancora oggi, non si sono certamente placate.

Per comprendere la gravità della crisi di mutui subprime, vista da molti come la crisi economica peggiore dai tempi della grande depressione, nell’aprile del 2009 il Fondo Monetario Internazionale ha stimato in 4.100 miliardi di dollari Usa il totale delle perdite fatte registrare da banche ed altre istituzioni finanziarie a livello globale.

La cifra colossale, delle svalutazioni delle attività delle banche a causa della crisi, per rendere l’idea, corrisponde ad un reddito annuo di 20.500 dollari per 200.000.000 di lavoratori, oppure ad 1/3 dello stesso stipendio annuo per 600.000.000 di lavoratori o alla riduzione di 1/5 dello stesso stipendio per cinque anni.

La crisi, come abbiamo detto sopra, è iniziata nel secondo semestre del 2006 quando iniziò a sgonfiarsi la bolla immobiliare statunitense e quando iniziarono ad aumentare le insolvenze dei mutui a causa del repentino rialzo dei tassi di interesse.

La crisi ha iniziato a mostrare i propri effetti tra il febbraio ed il marzo del 2007 e, soprattutto, nel settembre-ottobre del 2008 quando fallì Lehman Brothers. Tutti gli indici borsistici mondiali flettono in maniera consistente, arrivando mediamente sui livelli della fine del XX secolo.

Molti hanno sottolineato i caratteri negativi dei prodotti subprime: pratiche predatorie dei prestatori e mancanza di una effettiva e concreta supervisione da parte delle autorità governative. Il ruolo delle banche, quindi, è stato centrale nella diffusione della crisi a livello globale.

Il mutuo è un’opportunità di investimento che offre in generale un buon profilo rischio/rendimento per chi presta denaro, poiché ha rendimenti medio-alti, spesso non è soggetto a rischi legati ai tassi di interesse né al rapporto di cambio (che sono trasferiti direttamente al cliente). Il subprime è garantito da un’ipoteca su un bene, la casa, che è immobile, e non può essere sottratto ai creditori.

Nonostante queste garanzie legali e del mercato, parte del sistema bancario è esposta a perdite, svalutazioni di asset e al rischio di fallimento.

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Luca M.

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