Guida ai prestiti: l’Indicatore Sintetico di Costo (ISC)

L’Indicatore Sintetico di Costo (ISC), come viene specificato sul sito della Banca d’Italia rappresenta una misura sintetica del costo totale del finanziamento; dove per totale si intendono gli interessi sommati alle voci di spesa ed eventuali altri oneri inseriti nel contratto.

Di fatto ha sostituito il ben più noto Taeg, Tasso Annuo Effettivo Globale. L’ISC, ai sensi delle normative vigenti, deve essere riportato sul contratto ed anche sul documento di sintesi per le operazioni come mutui, anticipazioni bancarie ed altri tipi di finanziamenti come i prestiti personali e quelli finalizzati.

È stato introdotto per la prima volta nel sistema normativo italiano nella Deliberazione del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio n. 10688 del 4/03/2003, art. 9 comma 2, che ha demandato a Banca d’Italia di individuare quali siano le operazioni e i servizi a fronte dei quali detto indice, “comprensivo degli interessi e degli oneri che concorrono a determinare il costo effettivo dell’operazione per il cliente”, debba essere segnalato, nonché la formula per rilevarlo.

Nel calcolo dell’Indicatore Sintetico di Costo, che è uguale all’ex Tasso Annuo Effettivo Globale (Taeg) rientrano altri parametri oltre a quelli più classici riguardanti il rimborso delle somme prese a prestito; quindi troviamo una serie di altri oneri e voci di spesa, tra i quali:
– Spese di istruttoria;
– Spese di revisione del finanziamento;
– Spese di apertura e di chiusura della pratica oggetto di credito;
– Spese di riscossione dei rimborsi e d’incasso delle rate (se previste contrattualmente);
– Spese di assicurazione o garanzia, imposte dal creditore intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito;
– Sosto dell’attività di mediazione svolta da un terzo (se necessaria per l’ottenimento del credito);
– Ogni altra spesa, contrattualmente prevista, connessa con l’operazione di finanziamento.

E’ bene precisare, da ultimo, che la normativa consente alcuni spazi di libertà nel calcolo di questi sintetici indicatori di costo. Ad esempio, qualora le spese assicurative dovessero essere facoltative e, quindi, non imposte dal creditore al debitore, possono anche essere escluse dal calcolo dell’ISC e, quindi, del Taeg.

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Luca M.

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