Guida ai prestiti: valutazione e rifiuto della richiesta

Ormai ci siamo fatti una certa cultura in fatto di prestiti e quindi sappiamo che la richiesta di finanziamento che noi inoltriamo ad una banca, piuttosto che ad una finanziaria, viene analizzata nei minimi dettagli dall’istituto erogante.

Sarà poi l’istituto al quale ci siamo rivolti per avviare l’istruttoria che andrà a determinare, con una serie di parametri e di analisi, se siamo idonei ad ottenere il prestito e, soprattutto, se siamo in grado di rimborsarlo.

Il primo passo che la banca compie per la valutazione della richiesta è un pre-screening: si tratta di controlli automatici ed automatizzati sulla storia creditizia del soggetto richiedente. Con questa fase si cercano informazioni, positive o negative che siano, per comprendere come ci siamo comportati, in passati, di fronte ad un finanziamento contratto. Sicuramente l’aver rispettato tutte le condizioni in caso di finanziamenti passati è un buon punto di partenza.

Dopo questo step, l’istruttoria viene assegnata ad uno specialista; il credit analyst si occuperà quindi della valutazione più tecnica ed individuale cercando di comprendere, in modo più approfondito, la richiesta che abbiamo inoltrato. Il credit analyst ha anche la facoltà di chiedere documentazione aggiuntiva. Se anch’egli dovesse dare parere positivo, allora l’istanza di credito sarà approvata ed il finanziamento verrà comodamente erogato.

E qualora l’esito non fosse positivo? Cosa fare di fronte ad una richiesta di finanziamento non valutata positivamente? Scopriamolo assieme. Innanzitutto è bene capire le motivazioni che hanno portato la banca o la finanziaria alla quale ci siamo rivolti a rifiutare la richiesta; non ci sarà mai una sola ragione, ma sarà un insieme di concause.

Una delle ragioni che hanno condotto al rifiuto è una qualche informazione negativa presente nella Centrale Rischi che ha rivelato, ad esempio, che siamo stati cattivi pagatori in un finanziamento contratto in passato.

La soluzione ideale per aggirare questa problematica è la richiesta di finanziamento tramite Cessione del quinto che, come ben sappiamo, dà maggiori garanzie alla banca dal momento che sarà il datore di lavoro, in pratica, a versare la rata trattenendola direttamente dal nostro stipendio.

Qualora invece i motivi del rifiuto dovessero far riferimento ad una valutazione di rischio elevato, le soluzioni per risolvere il problema sono diverse; si può allungare la durata del prestito, in modo tale da ridurre l’importo della rata ed evitare, quindi, un sovra-indebitamento.

E’ anche possibile aggiungere un garante o un co-obbligato, in modo tale da fornire garanzie aggiuntive all’istituto che andrà ad erogare il finanziamento.

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Luca M.

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