Verso la nuova Imu: come cambia il catasto

Il catasto si rifà il look. Cambiano le regole per calcolare le tasse sulla casa, i parametri vengono adeguati ai valori reali degli immobili e alla loro posizione in città, in modo che il corrispettivo da versare al fisco sull’immobile sia quanto più vicino a quello vero. Le tasse, e quindi la fatidica Imu, saranno calcolate sulla base dei metri qaudrati e non dei vani, della vicinanza o meno al centro cittadino, del reale valore di mercato.

Il nuovo catasto arriverà tramite la legge delega sul fisco, che il governo conta di avviare già la prossima settimana, come spiega la “Repubblica”. Oggi le tasse vengono calcolate sui vani: è assolutamente indifferente se il vano sia una minuscola cameretta o un salone da ballo. Senza contare che in Italia risulta che ci siano un milione di case senza bagno, mentre si contano soltanto 36mila abitazioni di lusso, su un totale di 33 milioni di residenze.

Contraddizioni che, con le nuove regole, l’esecutivo punta a eliminare. Si comincia dunque con regole di calcolo della tassa da pagare. L’intenzione è che l’imposta venga calcolata sulla base di parametri più realistici, abbandonando le vecchie normative che poco o nulla hanno a che fare con la situazione effettiva.

Ad esempio, il conto sarà più caro per le case situate nei centri storici o in città turistiche. Poi, saranno considerati gli spazi effettivamente occupati, i metri quadrati, e non più i vani del vecchio catasto. E questo eliminerà molte sperequazioni, dal momento che oggi su due case di 100 metri quadrati le tasse possono essere anche molto diverse: basta che una delle due abbia uno o due locali in più perché il fisco sia molto più esoso. Sullo stesso spazio occupato.

Il valore fiscale dipenderà anche dalla posizione dell’immobile (la lontananza dal centro storico, la presenza o meno di collegamenti stradali o ferroviari) e dallo stato di conservazione e di manutenzione.

I nuovi parametri puntano poi a mettere fine alle anomalie: quel milione di case senza bagno, tutte accatastate nella sezione A6, quella non valutata con dignità abitativa, o quel risibile numero di residenze di lusso. Le case considerate poverissime si trovano in pieno centro storico e sono spesso state ristrutturate, acquisendo nel tempo valore di mercato, che non si è ripercosso però sulla rendita catastale. E magari la vecchia stanzetta povera e angusta dove un tempo abitava la vecchietta oggi è un loft supertrendy con tutte le comodità. Ma al fisco versa sempre una miseria.

L’intenzione è insomma quella di dare il giusto valore agli immobili. E di far pagare il dovuto a tutti i proprietari di case nel nostro Paese.

Fonte: tgcom24.mediaset.it

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Luca M.

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