Draghi: banche devono adeguare Mutui ai tassi Bce

Bankitalia ha pubblicato una Circolare per tutte le banche presenti in Italia imponendo che le condizioni sui mutui indicizzati al costo ufficiale del denaro devono essere “in linea” con le altre.
L’inizio d’anno per i mutui si prospetta all’insegna delle novità.
Gennaio infatti segna il punto di svolta per i clienti di mutui grazie all’arrivo delle rate ridotte per chi ha scelto il tasso variabile e ai ribassi dell’Euribor di dicembre.
Inoltre per chi deve ancora sottoscrivere un mutuo o vuol cambiare tipo di mutuo scatta anche l’offerta dei mutui ancorati al tasso Bce, ossia al tasso di riferimento fissato dalla Banca centrale europea.
A breve sarà anche possibile avere un quadro più chiaro per quanto riguardo il piano di ammortamento dei mutui, e quindi sapere effettivamente se conviene cambiare mutuo o rinegoziarlo direttamente con la propria banca.
Per quanto riguarda l’intervento del governo nel caso in cui l’Euribor dovesse superare la soglia del 4% per il momento è tutto rinviato.
Con la rata di gennaio per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile il ribasso del costo si farà sentire ed il risparmio sarà notevole dato che l’Euribor a tre mesi, ossia quello
generalmente più utilizzato come indice di riferimento, ha chiuso l’anno attestandosi a quota 2,89%, mentre solo a novembre era ancora sopra il 4,5%.
In pratica si può dire che siamo tornati ai livelli del 2006 e per i prossimi mesi il trend al ribasso pare sia destinato a proseguire ancora. Questa è sicuramente una bella boccata
d’ossigeno per chi deve pagare le rate di un mutuo.
Grazie a questa situazione si allontana la possibilità di un intervento del governo per aiutare chi è in difficoltà con il pagamento delle rate dei mutui. Infatti la soglia di intervento del
governo per i tassi è del 4%, oltre questo livello dovrebbe scattare l’integrazione al pagamento della rata, senza considerare spread, spese varie o altro tipo di maggiorazioni previste
dal contratto.
Ad oggi però dato che il livello dell’Euribor è sotto il 3% il bisogno di sostegno da parte del governo appare lontano. Anche se potrebbero essere riviste ancune norme contenute nel
decreto di fine novembre, e parte dei fondi stanziati per questo tipo intervento dovrebbero essere spostati a sostegno delle famiglie numerose.
Il sogno di avere mutui ancorati al tasso Bce e di avere informazioni più trasparenti sarà ancora difficile da far avverare.
Per questi due nuovi obblighi alle banche, contenuti nel decreto, è intervenuta una circolare della Vigilanza della Banca d’Italia con la quale sono state dettate le regole da seguire per
le nuove offerte e le nuove comunicazioni.
Per quanto riguarda i mutui basati sul tasso Bce, in particolare, il tasso complessivo applicato dovrà essere “in linea con quello praticato per le altre forme di indicizzazione offerte”.
Questo significa che non ci potrà essere uno spread significativamente più elevato rispetto a quelli indicizzati all’Euribor e quindi una maggior penalizzazione per i sottoscrittori.
Non è neppure detto, però, che lo spread che debba essere uguale a quello dei mutui indicizzati all’Euribor, in quanto dovrà essere solo “in linea” con il costo complessivo per questi
mutui. La differenza sulla rata iniziale, in sostanza, potrà essere solo di poche decine di euro a vantaggio di un tipo di indicizzazione rispetto all’altro, ma la scelta andrà fatta con molta
attenzione.
Il tasso Bce oggi è pari al 2,25% e la rata può restare bloccata anche per un lungo periodo, questo ovviamente anche nel caso in cui l’Euribor dovesse risultare più basso del 2,5%,
cosa peraltro già accaduta in passato. In quel caso chi ha scelto un tasso ancorato agli umori del mercato, e per questo estremamente volatile, risparmierebbe ancora sulla rata
rispetto a chi ha scelto il tasso Bce. Va detto che di norma l’Euribor si dovrebbe collocare intorno allo 0,25% in più rispetto al tasso Bce.
Quindi ci sarà ancora un’opzione in più per la scelta del mutuo che si fa ancora più ardua, anche perché sapere cosa potrà accadere nel lungo periodo è estremamente difficile. In
compenso, però, la portabilità dei mutui consentirà di non soffrire troppo a lungo se si scopre di aver fatto la scelta sbagliata. E dovrebbe risultare più facile fare i confronti tra le
offerte proprio grazie alle nuove disposizioni della Banca d’Italia che obbligano gli istituti a mettere a punto un nuovo documento informativo ad hoc.
A partire dal 1° marzo 2009 infatti le banche che offrono mutui in Italia dovranno fornire ai clienti un documento contenente informazioni generali sulle diverse tipologie di mutui offerti,
elencando: tutti i prodotti di mutuo offerti dalla banca; le caratteristiche e i rischi dei vari tipi di mutuo elencate in maniera comprensibile, ossia – dice la Banca d’Italia – “secondo
modalità tali da agevolare per la clientela la comprensione delle principali differenze tra i diversi prodotti offerti”.
Il documento dovrà indicare inoltre: il tasso di interesse e, in caso di tasso variabile, lo spread, il parametro di riferimento e l’ammontare del tasso al momento della pubblicità, con
l’avvertenza che si tratta di un mero esempio; la durata minima e massima del mutuo; le modalità di ammortamento; la periodicità delle rate. Per chi ha già un mutuo la nuova
documentazione sarà inviata a casa in occasione della prima comunicazione periodica, e comunque entro il 15 aprile.
Più informazioni significa più possibilità di scelta, non solo per chi il mutuo lo deve ancora sottoscrivere ma anche e soprattutto per chi deve decidere se disfarsi o meno di quello che
ha già. Una tentazione che avranno sicuramente molti di coloro che si trovano alle prese con mutui a tasso fisso al momento fuori mercato. In questo caso, se non si riesce a
rinegoziare con la propria banca, per la portabilità la strada pare ormai essere spianata. Secondo i dati Abi diffusi a dicembre, da agosto a fine anno le operazioni di surroga sono state
circa 15.000, e è ormai accettato anche dagli istituti più riottosi il fatto che con la surroga non c’è alcun tipo di spesa, neppure quella per il notaio.

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Luca M.

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