Pil Italiano in calo su base annua. Spread torna sotto 290, dopo aver toccato 293

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Secondo quanto affermato dall’ISTAT, le notizie sul PIL Italiano non sono rassicuranti e vedono tendenzialmente una flessione con la possibile chiusura dell’anno con un PIL in negativo: – 0, 1%.

In breve si registra un Pil tendenziale negativo, sulla base dei dati del primo trimestre. Per tutto il 2019 non ci dovrebbero essere molti scostamenti ma solo delle conferme. In pratica si potrebbe verificare la chiusura del 2019 in negativo. Se questo avviene, si confermerebbe una recessione co dati negativi. L’ultimo dato di questo tipo risale al 2013.

In pratica il Pil italiano anche se nel primo trimestre del 2019 è salito, è salito di poco, appena sopra alla stagnazione (0,1%). Si registra un calo su base annua dello 0,1% rilevato appunto dall’Istat che rivede al ribasso le stime diffuse. Secondo le stime, invece, il Prodotto interno lordo doveva far registrare un aumento dello 0,2% in termini congiunturali e dello 0,1% a livello tendenziale.

Nonostante questi dati poco incoraggianti, si registra una tendenza dell’Italia positiva, ovvero in grado di uscire dalla crisi e quindi dalla recessione tecnica, dovuta ai due cali consecutivi.

Il primo trimestre 2019 vede un aumento della domanda nazionale, al netto delle scorte che fa registrare un +0,2 punti percentuali alla crescita del Pil. In pratica si registrano +0,1 punti i consumi delle famiglie e +0,1 punti gli investimenti fissi lordi.

L’Istat spiega:

l’apporto della domanda estera netta è risultato positivo per 0,5 punti percentuali. La variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del Pil per 0,6 punti percentuali.

Ampio contributo positivo della domanda estera netta, che riflette il marcato calo delle importazioni (-1,5%) a fronte di un limitato incremento delle esportazioni (+0,2%).

Dal lato della domanda interna, invece, vi è stato un lieve apporto positivo sia dei consumi (+0,2%), sia degli investimenti (+0,6%) in particolare per la componente delle costruzioni, “più che compensato da quello negativo delle scorte.

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Tommaso Piccinni

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