Pil Italia: + 0.2% primo trimestre grazie all’export

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L’Italia sembra essere fuori dalla recessione. I dati confermano una ripresa economica in questi primi mesi del 2019.

Giovanni Tria - Ministro dell'economia nel governo Giallo-Verde
Giovanni Tria – Ministro dell’economia nel governo Giallo-Verde

Si potrebbe dire che oggi l’Italia è fuori dalla recessione?

Certamente un passo avanti è stato fatto rispetto alla recessione tecnica in cui era finita a fine 2018. I dati confermano per il primo trimestre dell’anno, un Pil che ha registrato un’espansione dello 0,2%.

Si tratta di un risultato magro sicuramente, ma migliore rispetto a quello passato. Anche se cresce della metà rispetto agli altri paesi europei nel suo complesso nel periodo medesimo, è sempre e comunque un dato migliore rispetto a quelle che erano le previsioni.

L’Italia è fuori dalla recessione!

Questa la dichiarazione del ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria il quale commenta i numeri pubblicati dall’Istat.

La stima dell’istituto di statistica mette in evidenza come l’economia italiana abbia quasi integralmente recuperato la caduta del Pil registrata nella seconda metà del 2018.

Le parole di Tria

In un clima di cauto ottimismo, il dato del primo trimestre lascia intravedere che la previsione di crescita annuale (0,2% in termini reali) indicata nel DEF possa essere raggiunta e anche superata se il contesto internazionale sarà moderatamente favorevole.

Pil e fine recessione? Gli economisti sono divisi

Non tutti si dicono ottimisti. Ci sono alcuni economisti che hanno fatto delle osservazioni importanti e interessanti sui dati.

Loredana Federico di UniCredit ha parlato certamente di una cifra leggermente migliore delle nostre attese, le quali erano per un rialzo dello 0,1%.

La notizia positiva è che con questi numeri c’è un cambio, rispetto a quello che si pensava alla fine dell’anno scorso, a livello della crescita acquisita per tutto l’anno che si situa a +0,1%.

Se analizziamo invece le singole componenti, possiamo notare come il contributo della domanda domestica è stato negativo.

Includendo le scorte, è difficile da decifrare, il supporto è invece venuto dalle esportazioni nette.

Per i prossimi trimestri mi aspetto che la crescita ripieghi nel secondo trimestre, con un andamento piatto, perché il contesto di fiducia di imprese e famiglia resta debole e quindi la ripresa dei consumi e degli investimenti saranno modeste e l’export si muove in un contesto di commercio mondiale che dovrebbe essere in contrazione nella prima parte dell’anno.

Si nota invece che il commercio mondiale è ancora in fase di ripresa. Secondo le stime infatti dell’economista, anche i consumi privati dovrebbero trovare sostegno nelle misure messe in atto dal governo ad aprile.

Prometeia: numeri certamente incoraggiante

E’ Stefania Tomasini di Prometeia a parlare con toni ancora più ottimisti. Ella sostiene che il numero del Pil è da ritenere certamente incoraggiante.

La nostra stima era di una ripresa dello 0,1%, gli ultimi dati sulla produzione industriale di febbraio sono però risultati migliori delle attese, quindi è un risultato che in qualche modo si poteva anticipare.

La recessione tecnica è ormai alle spalle, parliamo però di un anno che si apre con una crescita acquisita di 0,1% dunque sarà tutto in salita. La fase peggiore per la domanda interna sembra superata e dovrebbero esserci segnali positivi.

E adesso c’è da guardare con grande attenzione allo stato di salute dell’economia tedesca ed in particolare ai settori manifattura e auto per cui l’Italia è molto sensibile.

Ref: ripresa legata a un fattore occasionale

Tomasini afferma:

Importante saranno due elementi ora. Il dato sulla produzione industriale di aprile, che potrebbe risentire negativamente dei numerosi ponti e gli effetti delle misure di stimolo messe a punto dal governo.

Fedele De Novellis di Ref

Sono molto incline all’euforia. Si tratta certamente di un dato coerente con le indicazioni positive legati al recupero della produzione industriale nei primi due mesi dell’anno, che a mio avviso può essere riconducibile a una ricostituzione delle scorte, utilizzate per soddisfare la domanda nell’ultima parte dell’anno scorso, dunque a un fattore occasionale.

Ritengo che si tratti comunque di oscillazioni rispetto a una tendenza di fondo che resta sostanzialmente piatta. La fase ciclica resta di stagnazione. Tuttavia, alla luce del dato odierno, la nostra stima sulla media annua potrebbe essere rivista al rialzo intorno a zero da -0,1%.

Pil Eurozona: crescita doppia rispetto alle stime

Analizzando i dati dell’intera Europa, possiamo notare come tutti i paesi hanno fatto registrare una ripresa economica. Questo vuol dire che non solo l’Italia, ma anche altri paesi hanno fatto meglio di quelle che erano le stime del consensus.

Le stime iniziali sul Pil dell’Eurozona affermavano che la crescita dell’attività sarebbe stata dello 0,4% per il primo trimestre in confronto allo 0,1% del quarto trimestre del 2018.

La crescita prevista era dello 0,2%. Lo stesso Schroders vedeva il Pil dell’area euro espandersi dello 0,3%.

I dati più recenti, osserva Azad Zangana, Senior European Economist e Strategist di Schroders,

suggeriscono che l’unione monetaria ha in gran parte superato la maggior parte dei venti contrari che ha dovuto affrontare nella seconda metà del 2018. Le proteste dei gilet gialli, i nuovi test sulle emissioni dei veicoli e il livello ridotto delle acque del fiume Reno avevano causato una disruption nell’attività economica lo scorso anno e provocato un brusco rallentamento della crescita.

Sebbene vi siano ancora alcuni effetti residui, gli ultimi dati dovrebbero mettere a tacere le speculazioni su una possibile recessione dell’Eurozona e supportare la solida performance dell’azionario europeo dall’inizio dell’anno.

Se analizziamo i dati pubblicati dagli altri stati membri, ad esempio i dati della Francia, possiamo vedere come le attività sono rimaste stabili allo 0,3% su base trimestrale. In questo paese la crescita della domanda domestica è migliorata di molto. Questo lo si deve alla crescita delle spese delle famiglie.

La Spagna ha fatto registrare un altro trimestre di performance notevoli, dato che la crescita del Pil è aumentata; in questo paese, esso, è passato dallo 0,6% allo 0,7% superando anche lievemente le aspettative.

Ora si deve attendere e comprendere se i partiti che ne sono usciti vittoriosi dalle elezioni generali di Aprile saranno in grado di formare una maggioranza stabile.

In generale, possiamo dire però, che tutti i dati sono abbastanza positivi, considerando i recenti avvenimenti. È probabile che la domanda esterna sia rimasta debole per via del proseguimento della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Non ci resta che attendere i mesi prossimi per comprendere se davvero l’Italia e il resto dell’Europa è fuori dalla recessione o meno.

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Tommaso Piccinni

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