Elezioni Politiche Europee 2019: come reagiranno i mercati?

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A Meno di un mese dalle elezioni Europee 2019 molti sono i dubbi e le incertezze su quelle che saranno le ripercussioni sui mercati finanziari a livello europeo. Sappiamo bene che per questa occasione sono chiamati a votare ben 500 milioni di persone.

Oggi alle elezioni si presentano tutti i partiti sovranisti anti-euro i quali si andranno a contrastare con i partiti che invece sostengono lo status quo e le basi di un’Europa unita atta a rilanciare l’economia del Vecchio Continente.

In questa guida analizzeremo alcuni elementi importanti inerenti alle elezioni UE e ai possibili impatti sui che si potranno avere sui mercati finanziari.

Elezioni europee 2019 personaggi
Elezioni europee 2019 

Elezioni UE 2019: eventi importanti per i mercati?

Alla fine di maggio saranno oltre mezzo miliardo, i cittadini chiamati a votare. Sono quelli dei 27 Stati membri dell’UE che si devono esprimere al fine di eleggere gli europarlamentari.

Ad oggi le elezioni europee rinnoveranno diverse cariche che a ben vedere sono importanti per i mercati finanziari; tra queste ricordiamo:

  1. Il Presidente della Commissione europea;
  2. I Commissari strategici;
  3. Il nuovo Presidente della BCE.

A ben vedere sono tre importanti elementi che non possono in nessun caso essere ignorati e che influenzeranno negativamente o positivamente tutti i mercati finanziari.

Oggi i mercati sono in attesa del nuovo numero uno dell’Eurotower; questo merita una particolare attenzione. In pratica, l’elezione del nuovo presidente della BCE, per gli investitori in particolare, deve essere un leader che sia in grado di gestire la situazione attuale, un leader che deve adottare una politica monetaria aggressiva rispetto a quella a cui abbiamo assistito con Mario Draghi e deve anche affrontare l’attuale rallentamento economico.

Come evolverà la situazione? Ma soprattutto, ci sarà un leader in grado di far questo?

Un altro elemento importante e che desta particolare preoccupazione per i mercati, è inerente all’incognita Brexit.

La stessa Theresa May al momento sembra impegnata in una lotta atta a far uscire il Regno Unito dall’UE, anche se ad oggi nessuna decisione in merito è stata ancora presa.

Ovviamente trattasi di elezioni importanti per tutti i singoli Paesi, i quali hanno delle ripercussioni anche sull’economia mondiale.

Elezioni europee 2019: quando si vota?

Secondo quanto stabilito dall’organo esecutivo dell’Europa, tutto il Consiglio dell’UE è chiamato a votare. Urne aperte quindi in 27 stati membri tra il 23 e i 26 maggio 2019. Tutti i paesi possono scegliere in maniera autonoma la data di voto.

In Italia tutti i cittadini sono chiamati a esprimere il proprio voto domenica 26 maggio 2019, dalle ore 7.00 alle ore 23.00.

In questo caso, verranno eletti tutti 705 europarlamentari rispetto 751 del 2014. Ancora oggi l’Italia è la terza nazione più rappresentata con 76 deputati dopo la Francia, con 79 deputati e la Germania con 96.

Vinceranno i Populisti?

Un possibile allarme, per i mercati tutti, è legato alla possibile vincita dei populisti. Per i mercati una tale vittoria vorrebbe dire incertezze per gli investitori che non sono più legate solo e soltanto alla questione Brexit, ma anche alla rivolta dei gilet gialli in Francia, e le tensioni interne al Governo italiano.

Quale potrebbe essere il rischio?

Si potrebbe rischiare di arrivare a giugno 2019 con un ribaltamento dei rapporti di forza tra gli schieramenti politici attuali. Questi potrebbero dettare le nuove linee guida all’interno dell’area euro. In pratica una vittoria dei populisti-sovranisti, potrebbe significare avanzare e sostenere una spinta anti-euro.

Attenzione!

Se una tale scena si dovesse realmente verificarsi, anche se abbastanza remota stando ai sondaggi, si potrebbe assistere, per molti investitori, ad una perdita importante del proprio capitale. Molti investitori potrebbero rivedere i propri investimenti all’interno dell’area euro.

Tutti gli investitori sono allarmati da una possibile rinascita dei partiti populisti di destra. Infatti questi partiti, definiti come partiti anti-establishment hanno colto di sorpresa tutti gli investitori; basti pensare al referendum sulla Brexit o anche alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Per fortuna che i sondaggi, almeno per il momento, evidenziano il fatto che i due maggiori gruppi politici europei, ovvero il Partito Popolare Europeo e l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici, non sono in grado di ottenere una maggioranza dei seggi (353 nel prossimo mandato).

Allo stesso tempo, però, i partiti pro-UE devono applicarsi al fine di detenere una sostanziale maggioranza, grazie anche alla probabile crescita del gruppo liberale ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa).

Incognita Brexit: partecipazione del Regno Unito

Anche questo elemento è molto preoccupante per tutti i mercati. Essi si vedono costretti allo stallo derivante dall’incertezza della Brexit.

Certamente la Brexit viene vista come fonte di incertezza, legata alla partecipazione o meno del Regno Unito alle elezioni. In pratica, la presenza di un Regno Unito alle elezioni renderà sicuramente l’esito ancora più incerto.

La stessa Theresa May sta tentando il tutto per tutto per uscire dall’UE. Invece di mandare l’accordo Brexit ai legislatori, lo stesso Primo Ministro inglese sta cercando di trasformare la sua proposta in legge; questo potrebbe permettere alle opposizioni di aggiungere le proprie idee tramite emendamenti.

Elezioni UE 2019: il possibile impatto sul mercato finanziario

Alle elezioni UE probabilmente tutti i mercati risentiranno del voto. Questo potrebbe rappresentare il non-evento per tutti i mercati. Se analizziamo i sondaggi ci accorgiamo che essi si riveleranno corretti e gli europeisti potranno anche assicurarsi la maggioranza.

Sei invece prende piede lo spetro dei populisti, allora i partiti euroscettici di destra, che sarebbero:

  1. Conservatori e Riformisti Europei;
  2. Europa delle Nazioni e della Libertà;
  3. Europa della Libertà e della Democrazia Diretta;

prenderebbero il comando superando tutte le aspettative e potrebbero formare una coalizione.

In questo caso ci si potrebbe aspettare una turbolenza sia nei mercati valutari, sia su quelli obbligazionari dell’area euro.

Se invece i gruppi euroscettici non riusciranno a formare una maggioranza e quindi una coalizione si potrebbe proseguire l’azione a sostegno dei partiti a favore dell’Europa con i gruppi di sinistra (Partito della Sinistra Europea/NGL e Verdi Europei – Alleanza Libera Europea).

L’UE si troverebbe quindi a far fronte ad una evidente crisi di fiducia; in questo caso, l’impatto sui mercati finanziari potrebbe provocare un indebolimento del cambio EUR/USD ed un allargamento degli spread dei paesi periferici dell’Eurozona, soprattutto di Italia, Spagna, Grecia e Portogallo.

Allo stesso tempo, tutti gli investitori punterebbero sui titoli di debito più solidi e affidabili come quelli tedeschi, svizzeri o dei Paesi del nord Europa.

Ci sarebbero poi altre vittime da queste prime elezioni; tra tante a risentirne potrebbero essere le banche, che verrebbero colpite da raffiche di vendite. Al omento deve essere dato atto che la BCE ha fatto un grande lavoro al fine di rafforzare i requisiti di capitalizzazione degli istituti di credito europei.

Fino a quando i partiti anti-UE non saranno in grado di formare una reale maggioranza, non si deve temere nessun impatto negativo sui mercati finanziari.

Si potrebbe pensare ad un mantenimento dello status quo che sbloccherebbe in parte la grande liquidità ancora inutilizzata e potrebbe portare ad un maggior investimento.

Un esempio? L’innovazione tecnologica e i Big Data, ovvero il settore ora in mano a Stati Uniti e alla Cina.

L’europa potrebbe diventare il terzo player mondiale, ma tutto dipende da quello che succederà con le elezioni politiche europee 2019.

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Tommaso Piccinni

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