Trivelle nello Ionio: bufera sui 5 Stelle.

Per Di Maio La trivellazione nello Ionio non potrà essere impedita. La ratifica è un atto dovuto che abbiamo ereditato dal PD.

Anche il Ministro dell’Ambiente Costa si pronuncia in merito ed afferma che non sono mai state autorizzate. Si infuriano anche i No Triv. Il presidente della regione Puglia Emiliano, invece annuncia ricorsi.

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Ma vediamo di seguire tutte le tappe al fine di comprendere bene quello che è successo.

Piattaforma Greenpeace anti trivelle con cartelli contro le trivellazione

Piattaforma Greenpeace anti trivelle con cartelli contro le trivellazione


Roma, 6 gennaio, 2018: cos’è successo al MISE?

Il Movimento 5 Stelle sono ancora una volta nella bufera.

Il Mise, ovvero il ministero dello Sviluppo economico, è stato obbligato a dare l’avvio all’iter per le trivelle nel mar Ionio. Ovviamente non sono mancate le polemiche da parte dei Verdi.

Per frenare l’ira dei No Triv interviene anche il ministro dell’Ambiente (pentastellato) che sconfessa qualsiasi passo in avanti. Queste le sue parole:

Mai firmate autorizzazioni; non riportiamo l’italia al Medio Evo.

Interviene anche il Ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, il quale afferma:

Mi si accusa di aver autorizzato trivelle nel mar Ionio, ma è una bugia; un funzionario del Mise ha semplicemente sancito quello che aveva deciso il vecchio Governo!

Il CASO incriminato

Il caso delle Trivelle viene sollevato da Angelo Bonelli esponente del partito dei Verdi:

Il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha dato il via libera alle trivelle per la ricerca del petrolio nel mar Ionio.

Il 31 dicembre 2018 è stato pubblicato sul BUIG (bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse) che autorizza tre nuovi permessi (F.R43-44-45.GM) di ricerca petrolifera su una superficie complessiva di 2200 km/q a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado, Usa.

La ricerca autorizza l’uso dell’air gun, le bombe d’aria e sonore, che provocano danni ai fondali e alla fauna ittica.

E’ il regalo di Luigi Di Maio alla Puglia e alla Basilicata dopo Ilva e le autorizzazioni alla Shell rilasciate dal ministero dell’Ambiente.

Le parole del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nega il tutto ed afferma che non ha firmato nessuna autorizzazioni alle nuove trivellazioni. Queste le sue parole:

Mai ho firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò. I permessi rilasciati in questi giorni dal ministero dello Sviluppo economico sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sí dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra amica dell’ambiente.

Da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò. Non sono diventato Ministro dell’Ambiente per riportare l’Italia al Medioevo economico e ambientale. Anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione.

Siamo al lavoro assieme al Mise per inserire nel dl Semplificazioni una norma per lo stop a 40 permessi pendenti.

Della stessa idea è anche il sottosegretario al Mise, Davide Crippa, il quale afferma:

Il ministero per lo Sviluppo Economico ha avviato l’iter di rigetto per sette permessi di ricerca del petrolio in Adriatico e nel Canale di Sicilia. Sono disponibile a incontrare le associazioni.

Cosa sta succedendo in queste ore?

Intanto è il caos totale!

I No Triv si dicono imbufaliti; i Verdi sono sul piede di guerra; i social ribollono.

Se ricordate bene i 5 stelle già con la Tap, in Salento, erano finiti nella bufera. Essi avevano promesso in lungo e in largo (Di Battista in primis) di stoppare il gasdotto! Questo non è avvenuto ed il mancato stop ha creato parecchi problemi tra i pentastellati salentini!

Nel pieno delle polemiche è coinvolto anche il governatore pugliese, Michele Emiliano il quale annuncia ricorsi affermando:

Impugneremo le nuove autorizzazioni rilasciate dal Mise a cercare idrocarburi nel mar Ionio.

Il governo ha tradito ancora una volta le promesse della campagna elettorale.

Le parole del Vicepremier Luigi Di Maio

Non si fa attendere ella tarda serata la precisazione da parte del vicepremier Luigi Di Maio, titolare del Ministero dello Sviluppo economico, il quale afferma su Facebook:

Mi si accusa di aver autorizzato trivelle nel mar Ionio. E’ una bugia. Queste ‘ricerche di idrocarburi’ (che non sono trivellazioni) erano state autorizzate dal governo precedente e in particolare dal Ministero dell’Ambiente del ministro Galletti che aveva dato una Valutazione di Impatto Ambientale favorevole.

A Dicembre un funzionario del mio ministero ha semplicemente sancito quello che aveva deciso il vecchio governo. Non poteva fare altrimenti, perché altrimenti avrebbe commesso un reato. Quando il Pd ha dato l’ignobile parere favorevole un anno e mezzo fa, nessun giornale aveva messo la notizia in prima pagina.

Ora che il Mise ha semplicemente ratificato quello che il Pd aveva deciso, è diventata una notizia.

Di Maio plaude la scelta del collega Costa e alla decisione del governatore Emiliano di impugnare queste autorizzazioni e si dice contento.

Non chiedo altro, spero che un giudice blocchi quello che da qui non potevamo bloccare senza commettere un reato a carico del dirigente che doveva apporre la firma.

Presto porteremo in parlamento una norma che dichiara l’Air gun una pratica illegale e che renda sconveniente trivellare in mare e a terra.

Fino ad allora faremo il possibile per bloccare le trivellazioni.

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Tommaso Piccinni

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