Manovra: bonus bebè – pace fiscale – rottamazione – quota 100

Sono tante le modifiche dell’ultima ora apportate alla legge di bilancio 2019 dopo il passaggio in Commissione Finanze del Senato del decreto fiscale collegato alla manovra. Tra le ultime modifiche proposte alla manovra da parte del governo abbiamo:

  • Rottamazione ter;
  • Bonus bebè;
  • Sigarette elettroniche;
  • Money transfer.

In pratica, si parte dalla rottamazione per sanare i propri debiti con il Fisco. Tutti potranno dividere l’importo dovuto al fisco in ben 18 rate in 5 anni. In alternativa si potrà scegliere di dividere il pagamento in quattro rate annuali, con la prima da versare entro il 31 luglio 2019. La seconda rata deve essere pagata entro il 30 novembre e la 3° – 4° rispettivamente entro il 29 febbraio e il 31 maggio.

Il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra

Il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra

Sono Ammessi al massimo cinque giorni di ritardo massimo per pagare e non incappare in sanzioni. Si prevede un aumento della platea dei beneficiari; chi ha vinto la lite con il fisco in primo grado avrà uno sconto dal 50 al 60 per cento della somma dovuta.

Per tutti coloro che hanno perso il primo grado di giudizio e vince in secondo grado, lo sconto sale dall’80% all’85% e dunque sarà sufficiente versare il 15% dell’importo chiesto dall’erario.

Infine tutti coloro che hanno vinto entrambi i primi 2 gradi di giudizio e attende la Cassazione possono chiudere la partita versando solo il 5% della somma.

Pace contributiva

La pace fiscale, prevede che i contribuenti da gennaio possano far richiesta al fine di sanare i mancati versamenti contributivi cumulati dal 1996 in avanti riscattando i vuoti contributivi.

La facoltà di riscattare gli anni mancanti viene riconosciuta anche ai superstiti (per guadagnare i requisiti mancanti per la reversibilità) ai parenti fino al secondo grado e ai datori di lavoro.

Non vi sarà più il condono tombale!

Torna invece il bonus bebè ancora più forte; esso viene riconosciuto per ogni figlio nato o adottato dal primo gennaio 2019 al 31 dicembre 2019. Si prevede un assegno di 80 euro che sarà corrisposto esclusivamente fino al compimento del primo anno di età.

Dal secondo figlio in poi l’importo è aumentato del 20%, che tradotto in soldi ammonta a 1.152 euro.

Tra le altre misure si segnalano anche:

  1. Taglio dell’imposta sulle sigarette elettroniche dal 50 % al 5%;
  2. Introduzione di una ritenuta dell’1,5% sui money transfer.

Purtroppo si deve ancora attendere dei mesi per il reddito di cittadinanza.

Non è così invece per la riforma pensioni per cui quota 100 ha già i contorni ben delineati.

Quota 100: come funzionerà?

Per tutti i dipendenti privati si deve fare domanda presso l’Inps il quale ente che verificare la sussistenza di requisiti; deve poi attendere 3 mesi per la prima finestra mobile di uscita. E’ possibile richiedere un preavviso di prepensionamento di 3 mesi all’amministrazione di appartenenza. Questo lo possono richiedere solo e soltanto i dipendenti del settore pubblico.

Le prime pensioni in pagamento potrebbero arrivare, tra Aprile e Maggio 2019 per i lavoratori del settore privato, anche se in merito alla tempistica molto dipende dal momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove misure.

Oggi, le novità inerenti a quota 100 sono:

  1. Introduzione del cosiddetto divieto di cumulo

Chi opterà per quota 100 non potrà avere redditi da lavoro cumulabili con la pensione fino a 5 anni, se il ritiro scatta a 62 anni, fino a 4 anni per i 63enni, 3 anni per i 64enni, man mano fino ad azzerare il divieto in coincidenza dei 67 anni di età.

  1. Dipendenti pubblici

Potrebbero avere la possibilità, qualora scegliessero il ritiro anticipato, di poter ricorrere ad un anticipo bancario del TFR con il rimborso degli interessi a carico dello Stato.

Proroga dell’Ape social

Considerata come un’indennità a carico dello Stato al fine di agevolare il passaggio verso il pensionamento dei seguenti soggetti:

  • Disoccupati;
  • Invalidi civili al 74%;
  • Assistenti presso familiari con handicap;
  • Addetti a lavori gravosi.

Questa misura potrà essere richiesta al compimento dei 63 anni di età.

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Tommaso Piccinni

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