Tria: La Crescita Ue rallenta: impatto dal 2019 sull’Italia

Il 2018 per l’economia Italiana tenderà a chiudersi in positivo. Si potrebbe anche pensare di raggiungere il risultato dell’1,5%. Allo stesso tempo, però il ministro dell’economia TRIA avverte: nel 2019 tutta l’economia dell’euro zona rallenterà e questo vale anche per l’Italia.

Anche se l’economia italiana ha fatto registra dei tassi di crescita positivi non sono tali da poter sostenere dei ritmi di crescita elevati. Essa segue un ritmo lievemente inferiore rispetto a quello che ha ottenuto nel 2017 e per l’anno in corso appare ancora possibile conseguire una crescita non lontana da quella programmata.

Giovanni Tria Ministro dell'economia

Giovanni Tria Ministro dell’economia

Nonostante tutto, però, il quadro fa prevedere un rallentamento e come tale anche una lieve revisione al ribasso per l’andamento delle esportazioni e della produzione.

Questa è almeno la visone del ministro dell’Economia Giovanni Tria che mette a nudo al sua relazione economica in audizione in commissione Finanze al Senato.

Anche per il 2019 gli istituti internazionali possono indicare un rallentamento dei principali paesi europei e questo avrà un impatto anche sull’economia italiana.

In base a quanto dichiarato dal Mef si è avviato un task force utile ad analizzare i profili di gettito in vista anche della definizione della flat tax, in un quadro coerente anche con la politica fiscale e in armonia con i principi costituzionali di progressività che l’attuale sistema Irpef fa fatica a garantire.

L’obiettivo sarebbe quello di mettere in essere delle azioni strutturali che siano fortemente orientate a rendere la tassazione più favorevole alla crescita, come anche a migliorare la tax compliance e preparare il terreno alla riduzione della pressione fiscale.

Si potrebbe anche pensare di Allentare la pressione fiscale su cittadini e sulle imprese e questo è già stato ipotizzato in campagna elettorale. Si tratterebbe di un obbiettivo che deve essere perseguito “compatibilmente con gli spazi finanziari”.

Il ministro dell’economia Giovanni Tria ha anche spiegato come tutte le azioni di governo sono e saranno portate avanti mantenendo l’impegno sulla riduzione del debito.

Infine non è possibile parlare di pace fiscale e questo non vuol dire fare nuovi condoni! Questo deve essere chiaro a tutti!

Si deve invece parlare di fosco amico! Si deve favorire l’estinzione dei debiti e come tale si deve parlare di un fisco che ha a cuore accanto alla riscossione anche il suo presupposto, ovvero quello di creare ricchezza e consumi e in ultima analisi il benessere e la crescita del Paese.

Solo in questo modo, possiamo parlare di ripresa economica.

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Tommaso Piccinni

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