In Germania le Banche sono in crisi, peggio di quelle Italiane. Ma perché nessuno ne parla?

Molto spesso noi Italiani abbiamo sentito parlare di crisi finanziaria. Molte volte ci hanno bombardato con notizie di banche in fallimento e di salvataggi da parte dell’U.E, di debiti e di fondi di salvataggi delle banche. Abbiamo assistito, grazie alle politiche errate, al fallimento di Banca Etruria e di altri Istituti di credito, con la conseguenza che tantissimi risparmiatori si sono ritrovati con i loro risparmi  liquidati.. In pratica hanno perso i soldi.

La cancelliera tedesca Merket e il presidente della BCE Mario Draghi

Nonostante tutto, le banche Italiane sembrano essere tra le migliori presenti in Europa ed oggi nessuno ne parla. Non si parla neanche della Germania, che ha sempre avuto tanto da ridire sui conti pubblici e sulla salvaguardia delle banche e che oggi, invece, si trova a fare i conti con una crisi degli Istituti di credito senza precedenti. Ma perché nessuno ne parla?

In Germania è stato proprio il ministero delle Finanze a convincere i regolatori tedeschi a una certa benevola distrazione mentre le banche assumevano rischi sempre più scriteriati. Lo ha fatto con il benestare di tutti i ministri europei.

In seguito riportiamo un sunto di quanto è stato scritto sul Corriere Economia da Federico Fubini, il quale fa riferimento alla ricerca in corso di pubblicazione di un economista tedesco esperto di banche, tale Martin Hellwig, 69 anni, la cui ricerca si intitola “La Germania e la crisi finanziaria 2007-2017.

Le conclusioni non sono uno scoop solo perché Hellwig non ha disseppellito chissà quali documenti segreti, ha solo messo in ordine informazioni esistenti. In particolare secondo le stime dell’economista tedesco, riportate dal giornalista italiano, dopo interventi pubblici per oltre 250 miliardi di euro per finanziare dei salvataggi, il costo totale delle crisi bancarie per il contribuente tedesco è di oltre 70 miliardi di euro.

A ben vedere si tratta di una cifra molto più alta se non fossero arrivati i salvataggi indiretti con denaro di altri governi.

Quali sono gli altri governi?  Quelli dei paesi in crisi, ovvero:

  • Grecia (2010);
  • Irlanda (2010);
  • Spagna (2012);

Si è trattato di pacchetti di salvataggio Ue che hanno indirettamente aiutato le banche tedesche nel complesso esposte su quei 3 Paesi per centinaia di miliardi di euro.

Senza l’aiuto pubblico indiretto in queste situazioni, le perdite delle banche, e probabilmente anche l’esigenza di un aiuto diretto da parte dei contribuenti tedeschi, sarebbe stato anche maggiore di quanto sia stato nella realtà.

Così scrive il CorSera:

In Germania le crisi bancarie non sono mancate: basta ricordare oltre a Deutsche Bank anche i dissesti di banche pubbliche regionali WestLB, Hsh Nordbank, SachsenLB, Landesbank Baden-Wuttermberg, Hypo Real Estate o di Commerzbank e Dresdner Bank.

Ma perché non è mai stata fatta un’indagine?

La risposta la dà Fubini sulla base dello studio dell’economista tedesco:

Al governo servivano (e servono) nel Bundesrat i voti dei politici regionali, legati alle banche del loro territorio. Non poteva essere un argomento di cui parlarne altrimenti avrebbero perso le elezioni!

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Tommaso Piccinni

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