M5s e Fake news: il nostro network è trasparente!

Potrebbe succedere che il network del M5s una truffa?

Un network che a ben vedere ha più di dieci milioni di like e oggi raggiunge milioni di italiani nella massima trasparenza.

Esso si compone di persone fisiche facilmente rintracciabili e pubbliche.

Luigi Di MaioM5s e Fake news: il nostro network è trasparente!

Luigi Di Maio – M5s e Fake news: il nostro network è trasparente!

Ad esempio giornali e telegiornali, su input del Pd, parlano da giorni di 2 possibili pagine Facebook, che non sono assolutamente riconducibili alla comunicazione ufficiale del MoVimento 5 Stelle e gestite da uno talmente grillino che ha gestito anche dei siti della Lega per soldi.

Ma tutto questo potrebbe essere vero?

I siti “incriminati”, secondo il Movimento, “hanno rispettivamente 20.000 e 90.000 like.

Entrambi sarebbero il motivo del successo della comunicazione web del M5s.

I numeri in sostanza parlano chiaro! Per altro parlano da soli!

Per il blog “andare contro l’evidenza matematica è da frustrati. Il network del Movimento 5 Stelle è enorme, trasparente e a costo zero perché è fatto dai suoi stessi portavoce.

Ecco il segreto!

Tutto viene svolto alla luce del sole ed è molto più semplice di quanto vogliano farvi credere.

Ma si potrebbe trattare di Fake news?

No!

Non ci sono proposte e programmi per i cittadini che non siano lanciati ogni giorno direttamente dalle pagine riconducibili al MoVimento 5 Stelle.

Queste raggiungono ogni giorno milioni di persone che seguono con attenzione tutti i movimenti.

Non si tratta di 2 paginette anonime e dai nomi improbabili gestite da un consulente a libro paga della Lega Nord.

Sull’argomento interviene anche il segretario della Lega Matteo Salvini:

“Per me siamo alla follia: che il segretario del partito al governo in Italia si preoccupi di curiosare su Fb o Twitter è da ricovero. Le vere bufale le abbiamo al governo”.

“Noi non abbiamo guadagno una lira mentre loro già occupano giornali, radio e tv. Le bufale in Italia vengono propagandate col megafono del governo da tutti i tg e poi vogliono imbavagliare la rete? Ma siamo seri! Il segretario del Pd dovrebbe preoccuparsi di pensioni, lavoro sicurezza e giustizia”.

Secondo il ddl presentato dal Pd a firma del capogruppo al Senato Luigi Zanda e di Rosanna Filippin, al fine di contrastare il fenomeno delle bufale che secondo Renzi ed il PD, rischiano di inquinare la prossima campagna elettorale, si sta intervenendo con norme generali in materia di social network e per il contrasto della diffusione su internet di contenuti illeciti e delle fake news.

Di questo ne rilava il contenuto il quotidiano “La Repubblica” il quale sottolinea che le “fake news” di fatto spariscono quando si passa alla lettura dell’articolato:

“La legge, che ricalca una legge analoga approvata in Germania, si occupa di una serie di reati contro la persona e contro lo Stato, dalla diffamazione alla pedopornografia, dallo stalking al terrorismo. Ma non definisce e non cita le fake news.

La foto di Maria Elena Boschi ai funerali di Riina potrebbe rientrare in questa legge in quanto contenuto diffamatorio, ma si tratta di una circostanza già prevista dalle attuali norme”.

La parte “inedita” riguarda, la definizione di social network che dovrebbe sottostare alla legge, al contrario delle testate online che ne sono esentate.

“In pratica una notizia pubblicata da un social viene assoggettata a un controllo mentre lo stesso contenuto su un giornale online è esente dal controllo”.

Il quotidiano ancora afferma:

Questo potrebbe avere ricadute sul principio di uguaglianza. Inoltre i social regolamentati sono solo quelli che hanno più di un milione di utenti in Italia, disposizione che può creare problemi a causa delle fluttuazioni di utenti”.

Ancora una volta quindi si tenta di rimediare alle possibili bufale che girano sui social. Al contrario, invece non si placano le polemica fra Renzi ed i Cinquestelle, dove anche il segretario Dem interviene rilanciando l’attacco sulle ‘bufale’ a seguito del warning suonato alla Leopolda ed il contrattacco del MoVimento:

“Nessuno di noi evoca Russiagate, nessuno di noi chiede leggi per la censura, nessuno di noi fa soldi sul web. Chiediamo semplicemente di difendere la libertà degli elettori e dei nostri figli”.

Ecco quindi quello che i 5 Stelle avevano replicato a stretto giro a seguito della denuncia presentata dal segretario Pd al blog di Beppe Grillo:

“Spacciano per inchieste giornalistiche sulle fake news una ricerca condotta da un dipendente di Marco Carrai, fonte, vista la sua estrema vicinanza a Renzi, piuttosto discutibile.

Un giochino apparecchiato su misura al segretario del Pd, oramai in caduta libera”

Renzi controreplica: Stanno messi male, non c’è dubbio.

Non ci resta che attendere l’evoluzione del ddl e vedere cosa ne uscirà fuori.

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Tommaso Piccinni

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