Referendum in Lombardia e Veneto: Maroni e Zaia da Gentiloni per il confronto.

Matteo Salvini esulta per il risultato ottenuto, affermando che questo risultato non è il risultato del nord contro il sud, ma una vittoria del popolo in generale contro i poteri forti dettati da Roma e dai suoi governi tecnici.

Nessun problema dunque per la linea della Lega. Almeno per il momento tutto questo è confermato  dal leader del Carroccio.

Zaia inoltre chiede il federalismo fiscale per la sua regione e che essa diventi a statuto speciale ma smentisce la possibilità di entrare come leader in politica. Preferisce rimanere con il suo popolo!

Ma vediamo di comprendere bene quello che è successo.

Da-sinistra: Luca Zaia Presidente della regione Veneto; Matteo Salvini leader della Lega, Romberto Maroni Presidente della regione Lombarida.

Da-sinistra: Luca Zaia Presidente della regione Veneto; Matteo Salvini leader della Lega, Roberto Maroni Presidente della regione Lombardia.

Referendum in Lombardia e Veneto il giorno dopo

Un referenum straordinario, commentano i leader di Lombardia e Veneto. Ora dobbiamo andare dal presidente del Consiglio.

Anche Salvini come già detto esulta, perché l’esito del referendum è una prova che il popolo Italiano vuole l’autonomia.

Nessun problema per la linea della Lega per altro commenta. Un Italia federale è il nostro obbiettivo perché il nord come il sud se ha un potere maggiore a livello locale potrebbe essere molto più competitivo.

Sul risultato in Lombardia e soprattutto in Veneto afferma che la decisione popoloare non deve essere minimizzata. E’ questo invece quello che afferma il segretario del Pd Matteo Renzi.

Il messaggio che ne uscito fuori, riguarda tutti quanti! Ci si chiede maggiore autonomia e maggiore efficienza, come anche maggiore equità fiscale, come lotta agli sprechi a livello centrale e periferico.

Un modo corretto dunque di amministrare le cose. Non si parla solo di procedura ex art. 116 Costituzione come chiedono anche i governatori compreso anche quello dell’Emilia Romagna.

Prenderemo atto che in Italia esiste una gigantesca questione fiscale. Il nostro obbiettivo è quello di Ridurre la pressione fiscale: questa è la vera priorità”.

Maroni al contrario, afferma che al di la dei problemi tecnici, il PD deve restarne fuori e deve guardarsi in casa sua.

Come sempre il PD non sperava altro che in un flop anche se di referendum Renzi non ci comprende molto visto quello che è successo con il referendum del Dicembre 2016. Anche in quell’occasione il segretario doveva indire nuove elezioni e non lo ha fatto. Quindi non si accetta nessuna lezione da un tal soggetto.

Per altro, qui non sono andati a votare solo elettori della Lega, ma si è andati a votare in massa. C’erano anche esponenti del PD.

Ora l’intento di Maroni è quello di mettere da parte la politica e lavorare invece sui temi di governo e sulla trattativa col Governo, che a vista di Maroni, il presidente del consiglio ha confermato  il via libera al confronto su tutte le materie previste dalla Costituzione, con il coinvolgimento anche del ministero dell’Economia” su quella del coordinamento del sistema tributario.

Zaia invece dal canto suo adotta una linea differente, affermando che la politica è uscita da questa partita, ed adesso tocca al popolo!

Lo potremmo definire come un presidente raggiante forte anche del successo del veneto nel referendum per l’autonomia che ha visto una partecipazione del 57,2% degli elettori e che per oltre il 98% hanno votato sì all’autonomia della regione.

Per Zaia, rimane la piena collaborazione con la Lombardia sul piano delle metodologie da seguire nella trattativa con il governo, ma quello che a noi interessa è puntare allo statuto speciale, visto e considerato che la Lombardia ha delle istanze e peculiariatà differenti a quelle del Veneto.

MATTEO SALVINI

Anche Il leader della lega commenta il voto della Lombardia e Veneto affermando che è stata una lezione di democrazia per tutta Europa.

Infatti il popolo ha scelto la via legale, pacifica e costituzionale.

Sarà la stessa linea uguale per tuta l’Italia, da Nord a Sud, per tutte le regioni che lo vorranno.

Questo è quanto affermato anche dal segretario della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa in via Bellerio.

“Quelli che dicevano che la linea nazionale della Lega avrebbe trovato problemi al Nord non ha capito un accidente.

Richieste di autonomia hanno convinto 5,5 milioni persone a votare, e Maroni e Zaia avranno mandato pieno mandato a trattare.

Rido quando leggo certe ricostruzioni di divisioni, ha aggiunto il segretario della Lega. 

“Il nostro interlocutore è il presidente del Consiglio dei Ministri. Non mi stupirei che al tavolo della trattativa ci siano Zaia, Maroni, Bonaccini.

E sentivo che anche il governatore della Puglia Emiliano si era espresso in questi giorni in tal senso.

Queste le affermazioni di Salvini.

Non ci resta dunque che attendere sviluppi futuri anche in attesa di sapere quelle che sono state le decisioni prese dal Governo Centrale.

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Tommaso Piccinni

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