Sondaggi politici: boom M5S – Lega. Insieme hanno i numeri per governare. Possibile un alleanza?

Secondo quanto affermato dale agenzie nazionali ed in base ai sondaggi politici condotti in questo periodo, sono 2 i partiti che spiccano:

  1. M5S;
  2. Lega.

Questi 2 movimenti se uniti avrebbero i numeri per governare. Ma è possibile veramente un’alleanza tra questi 2 partiti?

sondaggi-politici-Luglio 2017

Sondaggi politici

E’ forte il balzo del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord in questo periodo.

Crollano invece Partito Democratico e Forza Italia.

Crolla anche Movimento Democratici e Progressisti.

Cresce invece Alternativa Popolare,che riesce a raggiungere la soglia di sbarramento.

In breve, questa è la situazione attuale, che è stata prospettata dal sondaggio politico che l’istituto EMG Acqua, in maniera settimanale, realizza puntualmente per conto del TG La7 diretto e condotto da Enrico Mentana.

Dunque non arretra, ma crescono i consensi per la Lega. Crescono anche i consensi per Fratelli d’Italia.

Si abbassano i consensi nel centrodestra con un tonfo epocale di Forza Italia, nonostante che il partito di Silvio Berlusconi sia al momento al centro di tutte le trattative politiche.

Non va meglio invece al centro sinistra, con un crollo di tutti i partiti, dal Partito Democratico ormai in caduta libera agli scissionisti del Movimento Democratici e Progressisti.

Sondaggi politici: Lega e M5S super

Al contrario, cresce il movimento 5 stelle e la lega, i quali partiti, sono considerati storici.

Possiamo definirli come i partiti della Seconda Repubblica che affossano tutti gli altri partiti.

Oggi non esiste più un confronto politico tra centrodestra e centrosinistra; non esiste più un duello tra due forze politiche del bipolarismo.

Questa lotta è ormai storia passata che ha di fatto caratterizzato vent’anni della nostra politica prima dell’avvento del Movimento 5 Stelle.

Sono 2 i principali leader che stanno vivendo una profonda crisi. Matteo Renzi con il PD e Silvio Berlusconi con Forza Italia.

La sensazione è che ormai i 2 ex premier siano divenuti un peso più che una risorsa sia per il centro destra sia per il centro sinistra.

Purtroppo se esaminiamo con attenzione i dati, è possibile notare il calo che si è registrato per Forza Italia. Sono in tanti coloro che inizialemte sostenevano Berlusconi ed oggi invece appoggiano il leader della Lega.

Come abbiamo detto all’inizio, anche Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni sembra conquistare terreno, anche se di strada ne ha tanta da fare.

Segnaliamo anche una ripresa, se pur minima di Alternativa Popolare, di Angelino Alfano che al momento sembra aver i numeri giusti per superare la soglia minima di sbarramento .

Sondaggi politici: percentuali assegnate

Passiamo ora ad analizzare le percentuali assegnate ad ogni partito secondo quanto riportato dai sondaggi politico elettorale realizzato per conto del TG La7.

Evidenzieremo anche (tra parentesi)  la differenza in termini di percentuale rispetto alla stessa indagine condotta 7 giorni prima.

All’interno della terza colonna, invece, verranno indicati il numero dei deputati che ogni partito al momento otterrebbe con l’attuale legge elettorale.

  • Movimento 5 Stelle: 27,8% (+0,6%) 186 deputati;
  • Partito Democratico: 26,2% (-0,5%) 182 deputati;
  • Lega Nord: 15,3% (+0,5%) 101 deputati;
  • Forza Italia: 13,% (-0,7%) 89 deputati;
  • Fratelli d’Italia – 5,4% (+0,3%) 36 deputati;
  • Movimento Democratici e Progressisti: 3,5% (-0,2%) 23 deputati;
  • Alternativa Popolare: 2,5% (+0,1%) /;
  • Sinistra Italiana: 2,1% (/) 1 deputato;
  • Altri: 4,1% (-0,1%) 12 deputati.

Ovviamente la nuova legge elettorale prevede una soglia minima di sbarramento fissa al 5.

Come è possibile notare, i dati più interessanti inerenti al sondaggio sono:

  • Alla Camera, si ha una maggioranza per 316 seggi. In questo caso Movimento 5 Stelle in aggiunta al alla Lega Nord e a Fratelli d’Italia avrebbe a disposizione la bellezza di 323 deputati.

Se per ipotesi, ci fosse un’alleanza di questi 3 partiti, ci sarebbe un ribaltamento storico, in quanto la possibile unione derivante da Partito Democratico, Forza Italia e le autonomie non andrebbero oltre i 277 deputati.

Dunque in base ai dati fin qui raccolti e in base a quelli che potrebbero essere le future scelte dei cittadini Italiani, possiamo affermare con certezza che  una alleanza post voto tra Salvini e Grillo potrebbe generare un nuovo governo.

Governo M5S-Lega inevitabile, possibile o impossibile?

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Il 2018 sarà caratterizzato da qualcosa di veramente unico nello scenario politico nazionale.

Mai prima d’ora si era andati incontro a delle elezioni politiche segnate da una sorta di ritorno al passato.

Infatti, erano ormai anni che si era abituati al bipolarismo di grandi coalizione, mentre oggi sembra si stia tornando al proporzionale tipico della Prima Repubblica.

Forse finalmente anche i Grandi leader (falliti nel loro intento) si sono resi conto che un tale sistema elettorale non è un bene per l’Italia, ma danneggia gravemente tutti i cittadini, compreso anche tutte le aziende dalle piccole alle grandi alle multinazionali.

Ritorno al passato dunque?

Non proprio!

Tutti i partiti maggiori alla fine sembrano correre isolati. Non vi saranno alleanze di convenienza, e al massimo potrebbero inglobare all’interno della loro lista qualche partitino o movimento per allargare le proprie fila.

Ma non mancheranno di sicuro le eccezioni.

Cosa succederebbe dunque se si venisse a formare una lista unica tra Lega Nord e Fratelli d’Italia?

Vi sono molti punti in comune tra questi 2 partiti, con la scelta che sarà con ogni probabilità un mero calcolo politico.

Nel caso di un listone unitario si potrebbe aver più parlamentari tutti assieme, e quindi un maggior peso politico per le alleanze future.

Situazione più complessa invece nella sinistra.

Si escludono tutti i possibili dialoghi con il Partito Democratico di Renzi, e gli scissionisti . Chiuso il dialogo anche con Pisapia che sembri stia convergendo per una lista unica, anche se al momento non sembri esserci l’intenzione di unirsi da parte di Sinistra Italiana.

L’unione tra le forze di centro sinistra, potrebbe portare ad un superamento della soglia di sbarramento del 3% (attuale), mentre Sinistra Italiana si salverebbe soltanto grazie alla circoscrizione estero.

Un centrosinistra dunque che si presenta alle elezioni del 2018 frammentato, senza una vera linea politica, con tanti malumori interni.

Ne esce frammentato anche a causa dei tanti governi tecnici che ci sono stati imposti tutti con una linea politica di sinistra che non sembri aver risollevato le sorti dell’Italia.

Al contrario, sembra invece averla affossata definitivamente, con al disoccupazione alle stelle, il lavoro mancante e l’invasione dei migranti che stanno scatenando l’ira di tutti gli Italiani, da nord a sud.

Un biglietto da visita non proprio degno di stima dunque. Per altro se si presenta un centrosinistra, suddiviso in 3 liste non si potrebbe far altro che constatare la vittoria della destra.

Alfano, invece, sembri essere il più positivo di tutti.

Nonostante il suo partito faccia acqua da tutte le parti, non è un partito a nostro veder serio, in quanto cambia indirizzo politico ogni 3×2.

Nonostante tutto, al di la dei nomi e delle alleanze altalenanti, tra destra e sinistra al fine di prendere anche lui e i suoi compari il vitalizio, il suo partito, sembri essere in grado di superare la soglia minima di sbarramento.

Anche se perde continuamente  pezzi, Alfano è sempre convinto che Alternativa Popolare riuscirà ad arrivare al 3%. A nostro avviso, in base a quelli che sono i sondaggi, l’impresa anche se possibile è molto dura. Vedremo quello che succederà nei prossimi mesi.

Ora, sulla base di quelle che son le considerazioni ed i dati in nostro possesso, possiamo supporre che un governo a guida Movimento 5 Stelle appoggiato da Lega Nord e Fratelli d’Italia sembrerebbe l’ipotesi più concreta del momento.

Vi è pero da non sottovalutare l’alleanza tra Salvini e Meloni, i quali da soli porterebbero a casa un buon 20,7% al quale si aggiungono anche altre piccole sigle di destra. Quindi la percentuale potrebbe crescerebbe ancora fino al 2018. Tutto da verificare anche in questo caso.

Se poi consideriamo l’andamento degli ultimi tempi, non è difficile escludere che una lista del genere possa ambire anche a diventare la prima forza del paese.

Purtroppo il Partito Democratico è in caduta libera. Di questo se ne approfitta il movimento 5 stelle anche se vive costantemente di alti e bassi.

Per fortuna hanno ancora diversi mesi per rimettere in sesto tutte le loro forze e riorganizzarsi per vincere le elezioni politiche.

Anche la Lega con Salvini, sembra cavalcare l’onda del trend delle ultime settimane, che se si dovesse confermare da qui a maggio 2018 Matteo Salvini potrebbe crescere ancora notevolmente, con l’ambizione di risultare alla fine la lista più votata che non sembrerebbe più essere una chimera.

Quello che ci spetta alle prossime elezioni non ci è dato sapere in anticipo visto e considerato che le alternative sono tante e in questo caso contano molto le alleanze politiche. Non ci resta che seguire attentamene tutti questi mesi per poi fare il punto della situazione con precisione.

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Tommaso Piccinni

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