Migranti: No da Spagna Francia e Austria. Il piano UE: centro di coordinamento in Libia.

Alta tensione dopo gli incontri tra i grandi paesi in merito di immigrazione. Arriva il No secco agli sbarchi dei migranti in Spagna e Francia ed intanto l’Austria blinda il Brennero.

Gli Italiani ancora una volta sono costretti a subire le prepotenze dell’Europa che non è in grado di imporre una linea unica verso tutti i paesi, o anche perché il nostro governo non è  in grado di imporsi con fermezza.

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migranti

Si alimenta la tensione in Europa sul tema dei migranti, con i governi di Francia e Spagna che si dicono contrari all’idea di permettere lo sbarco delle persone soccorse nel Mediterraneo centrale nei loro porti.

Al contrario, invece l’Austria minaccia di schierare l’esercito al Brennero nel caso in cui l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuirà.

A tal proposito il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil ha annunciato che

“molto presto saranno attivati controlli alle frontiere e ci sarà bisogno di un dispiegamento dell’esercito  fino a 750 uomini – indispensabile se l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuisce”.

L’Austria ha già schierato i suoi mezzi corazzati al Brennero che potrebbero essere impiegati nelle operazioni di controllo sull’immigrazione.

Secondo quanto affermato dall’agenzia austriaca Apa, il dispositivo potrebbe essere attivato nel giro di tre giorni e comprende 750 militari, 450 dei quali saranno messi a disposizione da reparti stanziati nella regione del Tirolo, mentre i restanti verrebbero dal comando militare della Carinzia.

Il ministro degli esteri austriaco Kurz chiarisce:

 “I preparativi per i controlli alla frontiera con l’Italia non sono solo giusti ma anche necessari. Noi ci prepariamo e difenderemo il nostro confine del Brennero se ciò sarà necessario”.

In questo mdo, L’austria a differenza dell’Italia fa sentire la sua voce in Europa. Conferma anche che l’atteggiamento dell’Austria viene definito da Kurz un chiaro messaggio nei confronti di Bruxelles e di Roma sul fatto che nessuno può rivolgere accuse all’Austria:

“Abbiamo accolto più persone di quanto non abbiano fatto gli altri stati europei”. Secondo Kurz, l’Unione Europea deve chiarire che un soccorso attuato nel Mediterraneo non è un ticket per l’Europa e i profughi vanno respinti, oppure vanno fermati alle frontiere esterne e vanno portati su isole come Lampedusa.

In tutto questo, l’Italia e la farnesina, sono i n grado solo di convocare l’ambasciatore austriaco:

“A seguito delle dichiarazioni del governo austriaco circa lo schieramento di truppe al Brennero, il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Amb. Elisabetta Belloni, ha convocato stamane alla Farnesina l’Ambasciatore austriaco a Roma, René Pollitzer”, comunica il ministero degli Esteri in una nota.

Ovviamente l’Italia rimane sempre incapace di prendere provvedimenti in un momento di crisi internazionale come anche in un momento di forte emergenza. Gente poco competente, o interessi illeciti nascosti dietro al traffico di migranti?

Anche il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, nella seduta plenaria del Parlamento europeo, sottolinea che la Commissione europea deve deliberare in giornata sul tema di migrazione e deve anche dimostrare con i fatti che vogliamo rimanere solidali, soprattutto con l’Italia che dimostra un atteggiamento eroico. La solidarietà è d’obbligo.

Ma come si dice tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare … in questo caso un mare di migranti.

Il paino della Commissione Europea

Anche se la Commissione Ue presenta un piano d’azione al fine di alleviare la pressione dei migranti sull’Italia, tutto questo non basta.

Il loro obbiettivo è:

  • l’ impegno per un centro di coordinamento in Libia;
  • un codice di condotta per le ong;
  • aree di salvataggio in Tunisia e Libia;
  • più rimpatri dall’Italia, che però deve accelerare sulle procedure e che come sempre si incarta nella burocrazia.

Il piano prevede dunque un coordinamento per sostenere

“l’organizzazione di un Centro di coordinamento per i salvataggi in mare pienamente operativo in Libia”.

Questo è almeno quanto si legge nel piano d’azione per alleviare la pressione migratoria sull’Italia.

L’Italia ha il compito di preparare, in consultazione con la Commissione, e sulla base di un dialogo con le organizzazioni non governative, un codice di condotta da far rispettare alle ONG che effettuano attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale.

La Commissione Ue dovrebbe poi invitare Tunisia e Libia a dichiarare le rispettive aree di ricerca e salvataggio (Sar) e a istituire un centro ufficiale di coordinamento e soccorso marittimo.

I due Paesi non hanno mai istituito le loro Sar, che servono a delimitare l’area di mare per cui sono competenti per le operazioni di ‘search and rescue’.

Altro punto focale del piano della Commissione Ue, è quello di sollecitare gli Stati membri a contribuire maggiormente al Fondo per l’Africa al fine di completare il contributo da 2,6miliardi di euro dal budget europeo.

Ecco dunque l’unica soluzione in arrivo per l’Italia da Bruxelles: un nuovo esborso da 35 milioni di euro per la gestione della migrazione in Italia, ma che ancora oggi non sono arrivati e che si vanno ad accumulare alle promesse precedenti.

Intanto continua il piano di austerità per gli Italiani e sui conti pubblici. Questa è dunque l’Europa con cui il nostro governo deve confrontarsi e che non è in grado di imporsi come invece fanno Spagna, Francia e Austria.

Il piano della Commissione europea prevede anche un rafforzamento ulteriore della capacità delle autorità libiche con un progetto da 46 milioni di euro preparato in modo congiunto con l’Italia.

Lo stesso Juncker ha avuto uno scontro con il presidente del Parlamento europeo Tajani, a causa delle poche presenze in aula di europarlamentari. “Siete ridicoli”, ha attaccato Juncker, subito ripreso da Tajani. “Moderi i termini – l’ha interrotto – è la Commissione sotto il controllo del Parlamento non il contrario”.

“Il fatto che c’è solo una trentina di deputati presenti dimostra che il Parlamento europeo non è serio. Se ci fossero stati Angela Merkel o Macron e non un piccolo Paese come Malta non sarebbe stato così. Non parteciperò più a riunioni di questo tipo”, ha detto ancora Juncker prima di interrompere bruscamente il suo intervento con un brevissimo ringraziamento al premier maltese Joseph Muscat per il suo lavoro durante la presidenza di turno del Consiglio. Tajani l’ha ripreso per una seconda volta. Poi il dibattito è proseguito con gli interventi degli eurodeputati. Tajani e Juncker si sono poi incontrati per un chiarimento dopo l’acceso scambio in plenaria. Lo rende noto il portavoce di Tajani: “Juncker ha detto di essere dispiaciuto per le parole utilizzate durante il dibattito, per Tajani l’incidente è chiuso”. Il presidente dell’Eurocamera ha quindi sottolineato “l’importanza della cooperazione tra le istituzioni europee a favore dei cittadini”.

I Dati:

Dall’inizio del 2017 al 3 luglio scorso, su di un totale di 101.210 migranti e rifugiati ha attraversato il Mediterraneo, quasi l’85% è giunto in Italia (85.183), mentre il resto degli arrivi è suddiviso tra Grecia (9.290), Cipro (273) e Spagna (6.464).

L’Oim stima a 2.247 il numero di persone morte in mare nello stesso periodo.

10.000 salvati dai Guardacoste della Libia. Se questo non fosse avvenuto il numero dei morti sarebbe stato maggiore.

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Tommaso Piccinni

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