Renzi Emilano il faccia a faccia! Dimissioni immediate da segretario del PD ed elezioni a giugno

Il nuovo piano di Renzi per tornare in campo è pronto. Dimissioni da segretario Pd immediate ed elezioni a giugno.

Dalle ore 14.30 di oggi, prende il via la riunione dello stato maggiore DEM, pronti per andare incontro al nuovo congresso con le idee chiare.

In sostanza, le intenzioni di Renzi, che no si da per vinto dopo la sconfitta del referendum dello scorso anno, sono quelle di ritornare in gioco. Per farlo, ha messo in atto la sua mossa più tattica.

Elezioni a giugno o in alternativa dimissioni dalla segreteria Pd e successivo congresso lampo, e nella migliore delle ipotesi per Renzi, sempre che Mattarella e Napolitano glielo concedono, elezioni subito dopo il congresso.

Sono quindi passati solo pochi mesi dalla sconfitta del referendum e Renzi ha deciso di provare una mossa al fine di uscire dall’angolino basso dove è stato relegato.

Quindi se non si riesce ad andare al voto Giugno, allora si deve cambiare strategia! Renzi quindi pensa al rilancio del nuovo percorso al fine di convocare il congresso anticipato.

Il suo obbiettivo molto difficile per altro da raggiungere è quello di prendere 2 piccioni con una fava: ovvero congresso lampo, con primarie il 30 aprile ed elezioni a giugno.

Intanto il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano si prepara per il congresso affermando che con lui alla guida del PD, si ritornerà ad avere un gruppo omogeneo e riporteremo nel partito tantissima gente che si è persa per diversi motivi.

Renzi, congresso lampo ed elezioni subito

Oggi è attesa la riunione per la direzione del partito. Il segretario si presenterà dimissionario.

Il suo obiettivo è quello di fare le primarie entro fine aprile. Questo al momento sembra essere l’unico metodo per tentare ancora di tornare al governo e fare gli interessi che a suo dire sono quelli degli italiani.

Subito dopo le primarie si torni a votare! In via alternativa,. dimissioni, congresso ed elezioni il primo possibile.

Renzi dunque ha deciso di provare una mossa a sorpresa.

Oggi riunione di vertice ma non al Nazareno, bensì al centro congresso congressi di via D’Alibert e aperta a quadri locali e parlamentari. In questo modo il segretario, tenta di riunire il partito sotto 2 strade.

  • la prima restano le elezioni anticipate, convinto che il governo italiano debba essere sa stretto rapporto con gli interessi europei, anche se sembra che siano gli interessi europei a tenersi stretto governo Italiano. Dunque per Renzi, si deve andare alle elezioni quanto prima proprio per vietare la nascita del populismo e del nazionalismo radicale all’interno dell’elettorato italiano.

Questa ipotesi è subordinata all’omologazione dei sistemi elettorali per Camera e Senato. L’ultima carta da giocare per Renzi, sono le sue dimissioni da segretario e congresso anticipato.

Il problema è che per le sue dimissioni servirebbe un’Assemblea nazionale. Quindi, la chiusura definitiva di questa fase si avrà solo entro la fine del mese.

Non è un caso se a Palazzo Chigi, Gentiloni si muove con il maggior grado di invisibilità mediatica possibile, anche perché al momento il suo scopo è quello di durare. Un governo potrebbe durare solo a seguito di dimissioni del segretario del PD, congresso e poi nuove elezioni. Questo garantirebbe all’attuale governo di rimanere in carica quanto più tempo possibile.

IL problema saranno gli altri partiti, che nonostante il malumore, non sono neanche considerati. Forse non sono questi gli interessi dell’Italia e di Mattarella.

  • la seconda ipotesi potrebbe essere quella che Renzi comprimerebbe ulteriormente i tempi al fine di arrivare alle primarie il 30 aprile, Elezioni subito entro giugno o massimo Settembre.

Anche se questa sembra essere un’ipotesi remota, è quella che maggiormente piace!

MA tutto questo non potrà mai essere ammissibile all’interno del PD.

A prendere la parola sono Roberto Speranza il quale minaccia la scissione rispetto a un congresso farsa, mentre Bersani afferma ancora una volta di non volere il congresso anticipato.

Francesco Boccia invee si pronto a raccogliere le firme per un congresso vero, il quale potrebbe durare anche 5 o 6 mesi.

Ma queste di sicuro non sono le intenzioni del presidente Renzi, il quale preme affinché si arrivi al congresso il prima possibile.

I veri problemi per il segretario non vengono da Bersani & company, bensì dalla sua maggioranza.

Infatti, a seguito di quello che è stato il risultato dopo il referendum del 4 dicembre, Renzi il congresso avrebbe voluto indire il congresso subito. Sono stati in quel periodo i big, Graziano Delrio, Dario Franceschini e Andrea Orlando a convincerlo del cambio idea. Renzi era a quel tempo perplesso anche a seguito della possibilità di certo non remota di perdere non solo il partito ma anche di non riuscire ad andare ad elezioni anticipate.

Ora invece la situazione non è molto più rosea per Renzi e per gli stessi big del partito. Per Renzi, l’ultima possibilità sembra essere solo quella di una legittimazione popolare.

Il problema che non è stato tenuto in conto da Renzi è che per averla bisogna vincerlo il congresso! Al momento però l’unica certezza che ha Renzi è quella di non saper più se ha il consenso popolare, né tanto meno se ancora possiede all’interno del PD la maggioranza.

Le grandi manovre tra Orlando e Franceschini hanno bisogno di tempo per produrre un risultato. E questo potrebbe giocare a favore dello stesso Renzi. In breve il Guardasigilli si è espresso contro un congresso lampo, e lo stesso Franceschini prende tempo. Ma questo solo perché i 2 vogliono avere un ruolo ed un peso all’interno del PD stesso.

Intanto, la minoranza fa i conti con tutti i suoi guai. In sostanza,  Michele Emiliano è pronto a correre, ma rimane da vedere se i Bersaniani lo appoggeranno. Molti lo danno già per vincente e si dicono pronti a scommettere sulla sua leadership, ma il fatto di avere una candidatura molto connotata al Sud viene considerato un handicap pesante.

Tutte le mosse quindi rimangono aperte. Non ci resta che attendere questo pomeriggio per comprendere meglio quella che è la situazione all’interno del PD e quelle che saranno le decisioni prese o le linee guida da seguire.

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Tommaso Piccinni

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