Pensione e vitalizio: quanto costano dopo appena 5 anni di legislatura

Gentiloni, Alfano e company possono star tranquilli che riceveranno la pensione ed il vitalizio anche con elezioni anticipate come annunciato da Renzi. Infatti al governo non serve aspettare settembre. Avevano sbagliato i conti.

Ecco dunque che gli attuali ministri, da Gentiloni aad Alfano, passeranno la vecchiaia con il loro caro vitalizio a cui si aggiunge anche la pensione, perché considerati i sopravvissuti alla riforma del 2012.

pensione e vitalizi

Non vi sarà più la necessità di dover attendere la fine della legislatura.

Infatti Matteo Renzi, aveva ben fatto i conti. Anche se si va a votare entro Giungo, non si ricade nella riforma approvata nel 2012. Al massimo si potrebbe perdere il vitalizio nel caso di elezioni prima di settembre, ma anche a questo si può porre rimedio.

Il  provvedimento non riguarda certamente i big della politica italiana, come anche non riguarda buona parte dei membri del governo in carica.

Ma come, non era stata proprio Rosy Bindi (Pd), a sostenere che il vitalizio non esisteva più? e adesso invece?

Il nuovo sistema di calcolo della pensione per parlamentari (circa 200 euro lordi per ciascuno dei 5 anni della legislatura) è passato dai principi varati agli inizi degli anni 50 al contributivo pro rata dopo l’entrata in vigore della riforma scattata il 1° gennaio 2012.

Ma non è iun problema del PD questo. Al massimo il problema sorge per il movimento 5 stelle e per i nuovi eletti alla tornata delle Politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Sono questi che potrebbe rischiare di rimanere senza vitalizio se la legislatura non arrivi almeno a metà settembre 2017.

Renzi e colleghi (meloni e Salvini) dunque giocano sporco nel dichiarare di vole anticipare le elezioni. Al di la dei principi su cui si fonda il movimento 5 stelle, questo pregiudicherebbe per i 5 stelle la possibilità di incassare 1000 € lordi.

Menomale allora per Napolitano che ha affermato nei giorni scorsi che non si può andare al voto prima di settembre 2017, anzi meglio non andar al voto prima della fine della legislatura. In questo modo, l’ex capo dello stato salva cavoli e capre!

Non è così invece per la maggior parte degli onorevoli e dei senatori che attualmente siedono in Parlamento. Questi infatti, stanno maturando un vitalizio frutto per gran parte del vantaggiosissimo vecchio sistema. E che vitalizio!

Una generosa eredità da e per i nostri parlamentari

Se si esaminano tutti i parlamentati oggi presenti ed in carica, supponendo che il governo Gentiloni arrivi a fine legislatura del 2018 e che non vengano rieletti, abbiamo parlamentari che andranno in pensione ad un’età anagrafica di 60 anni, (10 anni in meno rispetto ai cittadini italiani che lavorano) con un vitalizio, in base al tipo di carriera svolta.

In sostanza:

si dovrebbe sommare alla quota ante 2012 ( frutto del vecchio sistema delle percentuali calcolate sull’importo dell’indennità), quella relativa al nuovo sistema contributivo post gennaio 2012 e che, come detto, per ogni anno di permanenza in Parlamento vale circa 200 euro lordi.

Ecco quello che ne esce fuori!

Rosy Bindi:

ex presidente del Pd, ex ministro della Sanità, incasserà ben 6.469 euro lordi per le 5 legislature ante riforma. A questo si aggiunge la quota pro rata del nuovo metodo contributivo e che, per 6 anni (dal gennaio 2012 al 2018), fanno circa altri 1.200 euro. Per un assegno totale di 7.500 euro. Molto più dei 450 € che vengono concessi ai cittadini lavoratori che vanno in pensione con 20 anni contributivi e 65 anni di età. 

Paolo Gentiloni:

militante negli anni 70 nella sinistra extraparlamentare, passato per rutelli atterrando prima al comune di roma per essere nominato assessore al Giubileo del 200, per poi ritornare alla camera nel 2001 nelle file della Margherita, per poi 5 anni dopo atterrare nel governo Prodi II , come ministro delle Comunicazioni.

Non finisce qui, l’attuale presidente del consiglio, divenne ministro degli Esteri dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi.

In sostanza, facendo un po di conti Gentiloni porterebbe a casa un vitalizio di circa 5.500 euro, di cui 4.280 frutto del vecchio sistema e 1.200 dovuto al nuovo contributivo.

Leader della minoranza e dem

Pier Luigi Bersani:

Nonostante non abbaino vinto le elezioni del 2013, oggi confluiti nel PD, come ad esempio Pier Luigi Bersani può dormire sonni tranquilli. in quanto oltre ad essere stato nominato ministro dell’Industria, Trasporti e Sviluppo economico, entrato in Parlamento nel 2001, prenderà un vitalizio pari a 5.500 euro + 4.423 euro (altro robusto vitalizio dovuto a ex consigliere dell’Emilia-Romagna, Regione della quale è stato anche presidente dal 1993 al 96. per un totale di +o- 10.000 € al mese.

Gianni Cuperlo:

Ultimo segretario della Fgci, la Federazione giovanile comunista italiana, a stretta collaborazione con Massimo D’Alema, che porta a casa 3.900 euro.

Dario Franceschini:

Ministro per i Rapporti con il Parlamento al governo Letta e della Cultura con Renzi e Gentiloni. La sua prima comparsa in camera si ebbe nel 2001 e questo gli permetterebbe di maturare nel 2018 un vitalizio di circa 5.500 euro lordi.

Anna Finocchiaro:

Parlamentare del PD, ministro per i Rapporti con il Parlamento al governo in carica, ministro delle Pari opportunità con Romano Prodi, le sue 8 legislature consumate fra Camera e Senato garantiranno un vitalizio da oltre 9 mila euro.

Marianna Madia e Andrea Orlando; la prima di 36 anni, pupilla di Enrico Letta e Walter Veltroni, dovrà certo aspettare un bel po’ prima di intascare l’assegno che deve per forza aspettare i suoi 60 anni, ma nel 2018 maturerebbe 3.900 euro lordi di vitalizio.

Il secondo anche porterebbe a casa lo stesso assegno, anche se in parlamento dal 2006. Le 2 legislature che il Guardasigilli ha passato alla Camera prima della riforma gli garantiranno una somma pari a 2.713 euro lordi, a cui si somma 1.200 del contributivo pro rata per un totale di 3.900 euro. 

Angelino Alfano:

Ex ministro di Giustizia e dell’Interno, oggi alla guida della Farnesina, oggi alla 4 legislatura.

Dal suo primo ingresso nel 2001 alla fine della legislatura del 2018 porta a casa un vitalizio di circa 5.500 euro.

Beatrice Lorenzin: circa 3.800 euro lordi.

Renato Brunetta:

Eex ministro per la Pubblica amministrazione, capogruppo di Forza Italia alla Camera, potrebbero ricevere un vitalizio nel 2018: di 3.800 euro circa + la pensione da professore universitario 3 mila euro netti al mese (pensione normale di un professore universitario dopo 38 anni di servizio).

Giorgia Meloni:

Entrata per la prima volta in Parlamento nel 2006 e da allora non ne è più uscita e potrebbe percepire a fine legislatura nel 2018 un vitalizio di 3.900 euro lordi.

Denis Verdini:

Imputato in 5 processi, potrà passare alla cassa e riscuotere 5.400 euro lordi.

Umberto Bossi:

Porterà a casa un assegno notevole: circa 8.200 euro lordi.

Roberto Calderoli:

Stessa cifra del pezzo da novanta del Carroccio. Attuale vicepresidente del Senato padre del Porcellum, legge elettorale approvata nel 2005 (poi dichiarata illegittima dalla Consulta) e che lo stesso definì una porcata!

Fabrizio Cicchitto e Carlo Giovanardi:

Portano a casa rispettivamente la somma di del vitalizio di Bossi e Calderoli

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Tommaso Piccinni

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