Bersani VS Renzi: nasce il nuovo ULIVO 4.0 basato sulla pluralità

E’ ancora scontro all’interno del PD Renzi Bersani. L’ex segretario del Partito Democratico rilancia una nuova proposta alternativa alla politica di Renzi. Rinasce l’Ulivo 4.0, basato sulla pluralità.

E’ proprio Bersani che lascia intendere la volontà di scissione dal PD. Questa scissione, secondo Renzi non sarebbe ben accetta neanche dagli Italiani e dal PD stesso che non capirebbero.

Sulla base di questo, Bersani rilancia la nascita di un nuovo partito sulla base delle radici. Il nuovo Ulivo, dovrebbe nascere nel caso in cui Matteo Renzi portasse il PD a nuove elezioni senza passare per la fase congressuale.

Bersani afferma: non è un ulivo della vecchia politica, ma sarà un nuovo partito e aggiunge: L’Ulivo che ho in mente non è un revival del passato, è un Ulivo 4.0.

In questo nuovo partito troverebbero spazio una pluralità di soggetti e partiti politici. In sostanza, il nuovo Ulivo nascerebbe su una pluralità di soggetti che vada dalla sinistra radicale al civismo, anche se la forma è ancora da trovare.

L’ulivo rinasce dunque sulla base di una forte e solida cultura costituzionale. Bersani punta dunque a mettere insieme la pluralità di tutto il centrosinistra. Non è possibile che ci si ferma e sopratutto non è possibile rassegnarsi all’idea di un soggetto chiuso nel proprio campo e che privilegia i propri interessi e quelli della’Europa su quelli dell’Italia.

Per quanto riguarda invece il congresso, Bersani, lancia la sfida a Renzi, con la possibilità che il Congresso sia in qualche modo sostituito anche dalle primarie. Questo permetterebbe non solo di ricucire il PD, ma anche di poter andare alle elezioni in primavera. A questo si affianca anche il presidente della Puglia Michele Emiliano, il quale afferma che in caso di primarie o di congresso, sarebbe pronto a candidarsi alla segreteria del partito nazionale.

Questo sarebbe un vero atto di democrazia. Bersani ancora afferma che in tutti i partiti politici vi è una fasi di discussione, che potrebbe anche portare ad un nuovo congresso. QUesto è almeno quello che succede in tutti i partiti politici Italiani ed europei, in cui vige un principio di democrazia e buon senso.

Quando ci si rende conto che la linea politica del segretario e dell’intero partito è differente, non è concordante, ci si deve rendere conto che si è arrivati alle conclusione di un ciclo e ci si deve rendere conto che la linea politica stessa è messa in discussione. Anche in casa PD non possiamo arrivare a votare senza fare il punto.

Anche Matteo Renzi, non si fa attendere, replicando a quanto affermato da Bersani, il quale afferma che una scissione al momento non la capirebbe nessuno.

Continua ancora affermando che lui è pronto sia alle primarie sia al nuovo congresso, ma ci si deve rendere conto che una volta terminata questa fase viti e vincitori lavorino sotto un’unica guida. In sostanza, chi vincerà dovrà essere rispettato, altrimenti è inutile parlare di democrazia, ma si parlerebbe di anarchia.

Renzi continua affermando: sono pronto a tutto per fare del Pd un partito democratico vero.

Bersani in conclusione, non si sbilancia sulla data del voto e non è chiaro il giorno che si potrebbe andare a votare. Questa decisione non tocca direttamente a lui, ma a prescindere dal giorno è fondamentale che le forze politiche parlino delle esigenze delle persone.

Le prerogative del PD dovrebbero essere disoccupazione, sicurezza, banda larga e innovazione, ambiente. Non di interessi privati, di banche e di Europa.  Solo in questo modo potremmo essere nuovamente competitivi a livello politico. Sono questi i temi che affliggono gli Italiani ed è su questo che si deve puntare. Diversamente le elezioni sono solo una caccia alle poltrone.

Per concludere, Bersani afferma che in merito al referendum, il pD ha perso di vista le esigenze dei cittadini normali e ha pensato esclusivamente alle dinamiche del Palazzo. Questo è forse l’insegnamento più grande del dopo-referendum.

Dovremmo prima di tutto preoccuparci di quello che accade ai cittadini e un pochino meno alle questioni interne al Palazzo.

Dal referendum, però si deve tenere conto anche di tutti i cittadini che hanno votato si e che hanno voglia di dare una svolta a questo Paese. Tutti questi come anche afferma Renzi, sognano di avere un Italia molto più snella, semplice e non ricada nei giochi della Prima Repubblica, come stiamo vedendo in queste ore.

Secondo il segretario del PD è fondamentale che tutti diamo una mano al governo italiano quando si va a bruxelles! Il governo deve sentire il sostegno e l’affetto di tutti gli italiani perchè gli italiani siano difesi e aiutati.

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Tommaso Piccinni

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