Napolitano VS Grillo! No ai 5 Stelle in parlamento! Si al cambio della legge elettorale!

In questi giorni molto si è parlato di legge elettorale, d’Italicum e di altre questioni legate ad essa. Ma la questione oggi è un’atra. Sulla legge elettorale ancora una volta a pronunciarsi non è Sergio Mattarella attuale presidente della repubblica, bensì Napolitano ex presidente. 

Se Napolitano ha lasciato il posto da presidente, perché ormai i suoi acciacchi non lo permettevano, come mai è ancora lui a comandare? Perché le decisioni ultime sono prese ancora da lui? Forse Mattarella in questo caso è solo un prestanome…

Sicuramente non possiamo definire Giorgio Napolitano come il peggior Presidente della Repubblica dal 1946 ad oggi, ma di sicuro non ha brillato per correttezza e lealtà.

Se oggi afferma pienamente che in un paese democratico, il governo arriva a fine legislatura e quindi al 2018, come mai non si è andati alle urne prima invece di imporre governi tecnici dal 2008 ad oggi? In questo caso, non siamo un paese democratico?

Napolitano e la legge elettorale

Venendo alla legge elettorale, Napolitano, ha riservato un suo intervento in Senato. In sostanza, non si vole mandare gli Italiani al voto per paura che il movimento 5 Stelle prenda il comando dell’Italia.

Questo in breve è quello che si sta cercando di fare! Tagliare fuori Grillo e i suoi compari è l’obbiettivo non solo di uomini politici Italiani, da Renzi a Mattarella a Napolitano, ma anche della Germania, la quale in questo modo avrebbe la via spianata verso la colonizzazione del Bel Paese.

Napolitano in primis è terrorizzato dal’idea di una vittoria del M5s. Questa eventualità deve essere a tutti i costi eliminata, non ci deve essere neanche la minima possibilità di una vittoria del Movimento 5 Stelle!

Purtroppo, questa ipotesi per Napolitano si sta facendo sempre più reale. L’Italicum aiuterebbe il Movimento 5 stelle e non il PD. Infatti con l’italicum , si avrebbe:

  • assenza di coalizioni e premio su lista;
  • doppio turno.

Ora, facendo un pò di calcoli, il centro destra ha scarse probabilità di arrivare al ballottaggio. Di conseguenza il PD e tutto il centro sinistra potrebbe andare al ballottaggio con il movimento 5 Stelle, anche se ad oggi il PD perde pezzi continuamente.

Inoltre, il PD ha dimostrato di avere un richiamo inesistente sull’elettorato. Infatti, al referendum di dicembre dello scorso anno, lo abbiamo notato tutti. Il PD, Renzi e le sue false riforme hanno perso!

Napolitano VS Grillo

Se poi consideriamo le statistiche, anche un possibile ballottaggio tra PD e M5s potrebbe portare alla vittoria di quest’ultimo nonostante il PD nei sondaggi sia il favorito.

L’ago della bilancia in questo caso è rappresentato da Matteo Salvini e la lega, il quale, ha una buona percentuale e i sondaggi lo danno in rimonta. Per molti versi la sua linea politica, su Immigrati ed Europa è simile a quella del movimento 5 stelle. Quindi questa parte potrebbe deviare i loro voti a favore del M5s e mandare il PD a casa.

E’ proprio questo quello che Napolitano vuole evitare e quindi preme affinché venga immediatamente cambiata la legge elettorale.

Se poii guardiamo alle amministrative è possibile notare come il PD al primo turno era il favorito e poi ha perso. Lo abbiamo notato a Venezia, ma anche a Parma, Livorno ecc.

Dunque, il possibile ballottaggio sarebbe tra Pd e M5s.

Legge elettorale: come cambiarla?

Molto spesso, abbiamo assistito al cambio della legge elettorale non per il bene dell’Italia, ma per il bene dei parlamentari e dei partiti. Lo abbiamo visto prima con Berlusconi, con il patto del Nazzareno, con l’Italicum, e adesso? Nuovo cambio di programma.

Sin qui tutto chiaro! Il problema è che l’Italicum è stato approvato quando il PD e Renzi avevano la maggioranza in tutto e ovunque. Oggi non è più così! Quindi una possibile soluzione è cambiare nuovamente la legge elettorale!

Per i nostri politici infatti il problema dell’Italia è la loro poltrona e non gli italiani. La legge elettorale è il vero problema, non gli aiuti ai Terremotati, la disoccupazione, il lavoro mancante, le banche che stanno per fallire, ecc…

Una cosa è certa. Per Napolitano e per il PD la legge attuale non va bene. Al momento sono stati proposti 3 possibili rimedi:

  1. reintrodurre le coalizioni;
  2. abolire il secondo turno;
  3. abbassare il quorum necessario al primo turno.

Quest’ultimo punto però non è ben visto dal D il quale non potrebbe rischiare di essere superato al primo turno dal Movimento 5 stelle.

La prima soluzione sembra la più semplice ma…  non è di gradimento di Renzi!

L’obiettivo nascosto è quello di portare al secondo turno Pd e centro destra lasciando a terra il M5s! Purtroppo non è facile a farsi come a dirselo.

Infatti, nei sondaggi il Centro destra mette insieme:

  • 15% della Lega;
  • 9% di Fi;
  • 3% di Fdi;
  • 4-5% di formazioni di incerta collocazione (Fitto, Tosi, Verdini, Casini, Alfano) di cui una parte potrebbe scegliere il centro destra ed un’altra il Pd.

Dunque, Renzi in questo caso deve sperare che tutte le forze politiche di destra si uniscano sotto un’unica bandiera e che portino il centro destra a raggiungere quel teorico 31-32%.

Ma il problema è che i sondaggi indicano un M5s in ascesa, ed un centro destra in discesa.

Inoltre come dice va Totò… qui nessuno è fessa!  Una manovra del genere, di manipolazione della legge elettorale per bloccare un contendente, potrebbe portare ad aumentale le preferenze per il partito di Grillo!

In secondo luogo, non è scritto da nessuna parte che il M5s si presenti da solo. Chi ci dice che parte del centro destra e centro sinistra dissidente non scelga di andare con il movimento 5 stelle?

In questo modo, si darebbe vita ad una coalizione contro il PD e che farebbe paura all’asse Napolitano – Renzi – Merkel!

Vi è infine la terza colazione, quella del PD. Questa sarebbe meno facile del previsto. Non è detto che si potrebbe mettere d’accordo Casini, Verdini e Alfano e Vendola. Si deve decidere se prendere il Sel, ed il suo 3% o se prendere il 4-5% regalato al centro destra. Ovviamente anche questo dipenderà dalle promesse di carica, di poltrone garantite e di interessi partitici.

Purtroppo anche se sembra una soluzione ideale per Napolitano questa, non lo è per Renzi, per ragioni sia tattiche che strategiche. Renzi infatti, punta a vincere al primo turno con il 40% (cosa per altro sperata ma poco realistica) con una coalizione di centro sinistra, perdendo nuovamente l’asse Casini, Verdini e Alfano che pur di rimanere in parlamento, ritornerebbero al centro destra.

La seconda soluzione è abolire il secondo turno. In questo caso però il rischio è di ricadere nel vizio di incostituzionalità e quindi che venisse bocciato come è già accaduto per il Porcellum, bocciato dalla Corte che ha emanato una sentenza pessima sotto la guida del relatore, Giuliano Amato, amico carissimo e stretto di Napolitano. Caso?

Purtroppo oggi la legge elettorale è l’Italicum! Anche se pone molti dubbi di costituzionalità, anche abolendo il doppio turno, somiglierebbe troppo a quella che è già stata bocciata e diventerebbe del tutto indifendibile e non va bene!

Infine, la terza soluzione vede l’abbassamento del quorum al 35%. Ovvero la soglia minima da raggiungere per dare il premio al primo turno ed evitare il secondo. Anche in questo caso però vi è il rischio che venga eletto il M5s e questo non deve essere permesso.

Quindi al momento le ipotesi sono tante. Tutti ci stanno lavorando ma con lo scopo unico di eliminare il movimento 5 stelle, visto come una colazione di criminali che potrebbe scomodare gli interessi di tanti grandi politici legati alla poltrona da anni e che vedono in loro una reale minaccia.

In tutto questo, poi, dobbiamo vedere come si risolverà anche l’anomalia di 3 giudici costituzionali scaduti e non rinnovati dal Parlamento.

In questo caso, si deve ricordare anche che il Parlamento è obbligato all’elezione dei giudici costituzionali. Se questo non si verifica, il Parlamento viene meno alle sue funzioni e di conseguenza il Presidente della Repubblica Mattarella (in questo caso) dovrebbe sciogliere le camere e indire nuove elezioni. Ma anche in questo caso, Napolitano è d’accordo?

Non ci resta dunque che attendere i prossimi giorni e vedere quelle che sono le decisioni prese dal parlamento democraticamente eletto!

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Tommaso Piccinni

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