Dieselgate FCA: Scontro Italia-Germania. La verità che non va giù alla Merkel!

E’ scontro non solo a livello politico tra Germania ed Italia ma anche a livello commerciale. La Germania punta al ritiro delle autovetture colpite dal Dieselgate fondando tale richiesta solo su una presunzione di violazione delle norme anti inquinamento. Ma si potrà? Forse è ancora rimasta scossa dal caso Volkswagen  e ora punta il dito contro le grandi multinazionali. Questa volta è toccato a FCA, ma domani?

Dieselgate FCA

Dieselgate FCA: è scontro tra Italia e Germania

Non si placano le discussioni tra Germania ed Italia ed anzi è scontro aperto tra Italia e Germania dopo lo scandalo dieselgate che ha coinvolto FCA.

Purtroppo i tedeschi sono ancora scottati dal caso Volkswagen e allora… cosa c’è di meglio se non prendersela con gli Italiani ancora una volta?

Le accuse arrivate alla FCA guidate da Sergio Marchionne deriva direttamente dalla UE sotto influenza tedesca che richiede il ritiro immediato di 3 modelli FCA.

Le accuse mosse, riguardano le autorità italiane le quali sapevano da diversi mesi che FCA usava dispositivi di spegnimento illegali. Queste sono le accuse ipotetiche mosse dall’Unione Europea nei confronti di FCA, anche perché a loro dire, FCA si sarebbe rifiutata di chiarire quanto contestato.

Sulla base di questo, la commissione UE deve conseguentemente garantire il richiamo di alcuni modelli. Questo almeno è quanto preteso dalla Germania, con il suo portavoce, ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt.

Scontro tra UE – Germania – Italia

Purtroppo i Tedeschi non hanno avuto un grande riscontro da questa denuncia fatta dal loro ministro dei Trasporti ed allora la Merkel, si è attivata al fine di richiedere un intervento urgente della UE. Lo scontro politico Italo-tedesco adesso passa nelle mani della UE, chiedendo il ritiro dal mercato dei 3 veicoli che, secondo l’EPA sono quelle che avrebbero violato le norme americane sulle emissioni di gas nocivi.

I modelli dei veicoli coinvolti, sono Fiat 500, Fiat Doblò e Jeep-Renegade.

La richiesta avanzata da Berlino si poggia dunque su delle affermazioni che ancora oggi non sono state dimostrate e sulle quali poggiano le loro decisioni per altro irrevocabili a detta del ministro dei trasporti Tedesco, ribattuto dal Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, secondo cui, le polemiche avanzate non hanno delle basi certe e lo scandalo tra FCA e Volkswagen è totalmente differente nel caso ciò si dovesse confermare, manche se ne dubita fortemente.

Dieselgate: differenze tra Volkswagen e FCA. La scomoda verità!

Il gruppo di Wolfsburg a tempo fu accusato di aver introdotto nei motori, un software segreto in grado di capire quando il veicolo era sottoposto a un test di omologazione modificando in maniera automatica le emissioni. Questo doveva garantire il superamento della prova.

In questo modo la Volkswagen avrebbe nascosto la reale quantità di emissioni nocive in strada che superava di ben 40 volte il limite consentito dalla legge americana.

Al contrario, invece, secondo l’EPA, il caso FCA sarebbe diverso, in quanto, FCA avrebbe violato la legge americana sulle emissioni (Clean Air Act) non comunicando la presenza di un software che, con il veicolo in movimento, può causare l’aumento temporaneo di emissioni di ossidi di azoto.

2 scandali completamente differenti. Infatti l’FCA avrebbe utilizzato solo una strategia per controllare (e non truccare, come ha invece fatto Volkswagen) le emissioni.

Quindi FCA non ha violato nessuna regola americana, nessun trucco sulle auto, ma al massimo potrebbe essere sanzionato non per violazione ed inquinamento, poiché questi metodi negli Usa non sono vietati, ma solo per omessa comunicazione. 

La vicenda quindi è completamente differente! La Merkel, dovrebbe farsene una ragione! 

In sostanza, FCA potrebbe essere punita con un ammenda solo per non aver dato comunicazione di questo strumento. Un’ammenda dunque per quello che appare più un vizio di forma che una violazione vera e propria.

Anche le reazioni al dieselgate sono state diverse:

  • Volkswagen ha ammesso il dolo e quindi è stata costretta a pagare circa 20 miliardi di dollari.
  • FCA ha negato qualsiasi violazione, in quanto il caso è completamente differente e non è assimilabile a quello di Volkswagen.

La parola ultima spetta a Marchionne, il quale ancora una volta ha confermato che ne discuterà con le autorità USA per le proposte di omologazione 2017, confermando che non vi è nessuno scandalo.

Infine riteniamo di dover precisare, che vi è una differenza netta tra il numero di veicoli coinvolti:

  • lo scandalo tedesco, ha coinvolto 11 milioni di veicoli;
  • lo scandalo (se così lo si può chiamare) Fca, ha coinvolto solo 103.828 veicoli e solo negli Stati Uniti e non in tutto il mondo!

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Tommaso Piccinni

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