Referendum Jobs Act: Si al voto – No all’art. 18

Il referendum sul Jobs Act prende il via ma senza senza l’articolo 18. E’ stato bocciato infatti il quesito sul ripristino del reintegro nei licenziamenti illegittimi. In questo modo, si andrebbe al voto in merito al referendum sul Jobs Act, solo per questioni come voucher lavoro e responsabilità solidale negli appalti.

Dunque nulla di cui preoccuparsi per le grandi aziende; niente quesito in merito all’art. 18 e subito al via per il referendum sul Jobs Act! In sostanza, tutti i cittadini che parteciperanno al referendum, dovranno decidere solo su 2 questioni:

  1. voucher lavoro;
  2. responsabilità solidale negli appalti.
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Questo è quanto affermato dalla Corte Costituzionale, di cui per altro ancora oggi non è dato sapere quali sono le motivazioni reali di una tale scelta e che dovrebbero essere rese pubbliche nell’arco di 30 giorni.

referendum jobs act

Referendum Jobs Act: Quesiti

Al momento i 3 quesiti su cui si dovrebbe decidere, sono quelli promossi dalla CGIL, la quale ha raccolto oltre 3,3 milioni di firme. Al contrario invece, l’Avvocatura dello Stato in udienza, ne ha chiesto l’inammissibilità. Secondo quanto annunciato in precedenza, i cittadini non potranno più sindacalizzare sull’art. 18 in quanto non più presente all’interno del referendum, mentre potranno solo scegliere su:

  • abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher);
  • abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti.

Purtroppo il quesito referendario inerente all’art. 18 e riguardante l’abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi, è stato bocciato. Uno schiaffo ancora una volta ai cittadini e ai lavoratori, considerati solo come numeri per le grandi multinazionali.

Referendum Jobs Act: cosa prevede la riforma dell’articolo 18

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Purtroppo, il quesito principale su cui spingevano la maggior parte delle sigle sindacali, non è stato ammesso al referendum. I lavoratori non potranno decidere in merito all’art. 18 e quindi non potranno decidere in sede di votazione, se abolire o meno le misure previste in merito al nuovo contratto di lavoro a tutele crescenti (CATUC), che di fatto modificherebbe l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori limitando solo il reintegro in caso di licenziamento discriminatorio o anche solo in caso di licenziamento disciplinare.

Secondo quanto approvato dalla recente riforma sull’art. 18, solo questi 2 motivi sono considerati legittimi per il reintegro nel posto di lavoro, mentre per tutti gli altri casi di licenziamento non è previsto il reintegro ma solo un risarcimento economico. Quindi tutte le altre tipologie di licenziamenti illegittimi, il lavoratore potrà ottenere solo e soltanto un indennizzo economico.

Il quesito al momento bocciato, chiedeva la possibilità di reintegrare il lavoratore, per le imprese che avevano un numero di dipendenti superiore a 5, (mentre l’articolo 18, prima delle modifiche, prevedeva sopra i 15 dipendenti).

Referendum Jobs Act oggi: cosa prevede?

In breve, oggi i lavoratori saranno chiamati a decidere in merito al referendum sul Jobs Act ma senza decisione alcuna in merito all’articolo 18. La decisione se bocciare o meno l’art. 18 nel referendum non è contemplata dunque e l’elettore potrà decidere solo sugli altri 2 quesiti, ovvero sull’abrogazione delle disposizioni che ampliano il ricorso ai voucher lavoro, secondo quanto previsto dal dlgs 81/2015 ed il secondo riguarda le limitazioni in materia di responsabilità solidale negli appalti previste dal dlgs 276/2003.

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Tommaso Piccinni

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