Tasse: vecchi e nuovi rincari

Non è un caso isolato che gli Italiani si ritrovino ogni anno a fare i conti con i rincari. LO abbiamo visto per il 2016 e lo vedremo anche nel prossimo anno.

Uno dei maggiori incubi è l’aumento dell’IVA che ancora una volta ha rischiato di essere attuato se non fosse che il vecchio governo Renzi con la legge di stabilità 2017 ha rinviato tale ipotesi di un anno. Al momento, quindi, almeno per questo si può tirare un sospiro di sollievo.

Altri approfondimenti su rincari e spese del 2017 li potete trovare nel nostro approfondimento: Codacons: nel 2017 previsto un aumento della spesa di quasi 1.000 € per famiglia.

Infine, ricordiamo che secondo un’analisi in merito ai rincari delle tasse degli ultimi anni condotta dalla CGIA Mestre: dal 2010 l’Italia ha versato 30 miliardi in più. Ma vediamo di seguito di analizzare quelli che sono i rincari per il prossimo anno in merito alle tasse.

Tasse – tasse – tasse e ancora tasse

Partendo proprio dall’analisi condotta dalla CGIA di Mestre, tra il 2010 ed il 2015 gli italiani hanno versato all’Erario ben oltre 30 miliardi di euro per tasse, imposte e tributi.

Purtroppo, ancora una volta gli italiani si trovano a fare i conti con una stangata senza precedenti. Queste somme infatti sono uscite dalle tasche degli italiani per confluire nelle casse dello stato, con un effetto congiunto inerenti a incrementi dovuti sopratutto agli aumenti del +6,3% (+ 22,3 miliardi in termini assoluti) di IRPEF, IRES, IVA al netto del bonus di 80 euro in busta paga.

Se poi consideriamo anche le somme versate per i tributi locali come ICI, IMU, TASI, o anche addizionali IRPEF, IRAP ecc, parliamo di un aumento del +8,1% (+7,8 miliardi di euro).

Questo aumento della tassazione a scapito dei cittadini italiani non è stata corrisposta però da un aumento del PIL nominale che sarebbe dovuto crescere di un +2,4%. Ora gli italiani si chiedono: Dove sono finiti tutti questi soldi? 

Tasse sulle imprese: cosa si è ridotto?

Se analizziamo l’anno che sta giungendo al termine e se esaminiamo ancor prima l’anno 2015, è possibile notare che al netto del Bonus Renzi, tutti i dipendenti italiani che hanno ottenuto in questi anni una retribuzioni medio bassa, sono stati costretti a versare nelle casse dell’erario la bellezza di 389 miliardi di euro alla quale si aggiungono anche 104,4 miliardi di euro per tributi regionali e autonomie locali. Il costo totale annuale per il solo 2015 è pari a 493,5 miliardi di euro.

L’aumento di tali tasse non è stato corrisposto da un aumento dei servizi che invece si auspicavo e sopratutto non se ne vedranno neanche nel prossimo anno. Anzi vi saranno ancora un aumento della tassazione fino a 1000 € per famiglia.

Per fortuna i governi passati e quelli attuali parlano di riduzione delle tasse, altrimenti chissà a quale livello sarebbero schizzate. In tutti questi anni infatti, si è parlato di riduzione delle tasse, ma ancora oggi non se ne vedono di queste promesse.

L’unico segnale positivo di riduzione delle tasse lo si registra, nel canone RAI 2017 che passa a 90 € annuali con uno sconto di 10 € rispetto al 2016, e dall’IRAP la quale ha fatto registrare un effettivo calo tra il 2010 e il 2015 di quasi 3,8 miliardi. In sostanza l’IRAP ha avuto un ribasso del -12 %.

Aumento delle tasse

Per quanto riguarda invece tutto il resto delle tasse, possiamo segnalare un aumento anche consistente di tute le altre voci. Tra le tante, le principali voci che abbattono il reddito utile degli italiani abbiamo:

  • addizionale regionale IRPEF la quale ha subito una variazione in aumento di un +39% equivalenti a € 3,1 miliardi;
  • addizionale comunale IRPEF anche essa ha subito una variazione in aumento di quasi € 1,5 miliardi pari a +52%;
  • IMU e TASI per cui l’imposizione ha fatto registrare un aumento della tassazione sugli immobili del 120% per un totale complessivo di € 11,6 miliardi.

Aumento delle Tasse = crescita 0

Secondo i dati emersi dallo studio, condotto e coordinato dall’Ufficio Studi, Paolo Zabeo, è possibile comprendere il perché della mancata crescita negli ultimi anni. Secondo quanto è stato confermato:

il forte aumento delle tasse ha condizionato negativamente i consumi, soprattutto delle famiglie, e gli investimenti, soffocando i timidi segnali di ripresa che si sono affacciati in questi ultimi anni. Per tali ragioni, tra il 2010 e il 2015 il PIL e? cresciuto tre volte in meno della dinamica delle entrate tributarie. Uno scenario che ha provocato un deciso aumento dell’esclusione sociale e del tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani e le donne.

Alle parole di Paolo Zabeo, si aggiungono anche quelle del segretario della CGIA, Renato Mason, il quale afferma che secondo quanto affermato nella Legge di Stabilità 2016 si sarebbe dovuto assistere all’abolizione dell’IMU sui terreni agricoli e l’IRAP agricola, almeno secondo quanto anticipato dall’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a margine della Giornata dell’agricoltura italiana.

Avvicinando i centri di spesa a coloro che usufruiscono direttamente dei servizi, si imporrebbe una maggiore responsabilizzazione dei decisori locali che darebbero sicuramente luogo ad una razionalizzazione della spesa e a una conseguente contrazione del peso fiscale.

Per il suo definitivo compimento, pero?, mancano ancora due tasselli importanti: la piena attuazione dei costi standard nella sanita? e negli enti locali.

Due misure su cui la politica dovrebbe accelerarne il compimento, per dare il via libera ad un vero cambiamento che riscriverebbe i rapporti tra il Fisco ed i contribuenti.

Di seguito una serie di tabelle riassuntive di quella che è l tassazione negli ultimi anni.

Per rimanere informato su tutti gli aggiornamenti inerenti l’aumento delle Tasse o altri temi economici consigliamo di seguire la nostra sezione Economia e Finanza alla quale aggiungiamo anche la sezione Politica e riforma pensioni dove potrete trovare tutti gli approfondimenti del momento.

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Tommaso Piccinni

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