Governo Gentiloni ed eredità Renzi: Aiuti alle famiglie e decreti attuativi mai approvati, bonus dimezzati o rimasti sulla carta

Una pubblicità un pò troppo sgradevole per il nuovo governo Gentiloni insediato da poco più di 20 giorni al potere. Un’eredità lasciata dal suo predecessore Matteo Renzi che a dirla tutta a poco da invidiare, visto e considerato la politica del sol parlare. Tra i tanti provvedimenti rimasti inattivi, abbiamo tutti i bonus famiglia  inerenti agli aiuti per le famiglie, compresi i decreti attuativi  i quali non sono mai stati approvati e se vogliamo dirla tutta anche i bonus sono stati dimezzati mentre altri sono rimasti solo sulla carta.

Governo Gentiloni ed eredità del governo Renzi

Questa politica del non fare non è nuova alla politica Italaiana. Non è il promo governo che promette e non attua e non crediamo neanche sia l’ultimo. A confermarlo sono anche i portavoce dei sindacati i quali sono sul piede di guerra non solo per i tagli subiti alle agevolazioni ma anche perchè i pochi decreti non sono mai stati attuati  e sono rimasti su carta.

Secondo quanto confermato dalla legge di stabilità 2017, alcune misure che furono messe nero su bianco dall’ex premier nelle ancora oggi non sono state attuate e di conseguenza non entreranno mai in vigore.

Tra le novità acclamate e mai entrate in funzione abbiamo:

  • Carta famiglia;
  • voucher baby sitter per le lavoratrici autonome.

Sono invece stati attuati i decreti inerenti al bonus per i nuclei con 4 o più figli anche se è stato approvato con un ritardo di 20 mesi ed ha subito un taglio di 500 €. In pratica il bonus prevede un aiuto contributivo di 500 e e non più 1000 €.

Bonus Baby Sitter, bonus Famiglie, bonus Natalità, Prestiti e Voucher: tutte le novità dei decreti attuativi

Dopo la sfiducia del governo Renzi, il nuovo governo tecnico esso in campo dal capo dello stato con alla guida l’ex ministro degli esteri Gentiloni, ha approvato in maniera fulminea la legge di Bilancio. La sua approvazione però non ha chiuso la partita dei bonus e degli altri contributi di sostegno alle famiglie.

Infatti il nuovo governo tecnico, deve fare i conti con i decreti attuativi, e lo deve fare in tempi record, anche perché devono essere approvati entro la fine di Dicembre.

Queste approvazioni sono fondamentali al fine di rendere realtà il bonus asilo da € 1000 l’anno per tutti i bambini nati a a partire dal 1 gennaio 2016, e valido fino all’età di 3 anni.

Altro punto molto importante e che è in attesa del decreto attuativo perchè scade fra circa 3 mesi è il decreto per il funzionamento del Fondo di sostegno alla natalità.

Questo fondo, consentirà ai nuclei con figli di ottenere più facilmente prestiti o mutui.

Al momento però è tutto fermo solo sulla carta. Non dobbiamo far altro che attendere il nuovo decreto attuativo auspicando che il nuovo governo faccia meglio del precedente. Il precedente, infatti, non ha tradotto in pratica non solo le promesse pre-campagna elettorale, ma neanche quelle affermate su carta.

Se consideriamo solo l’anno trascorso e che sta volgendo al termine, possiamo notare come nel 2016 hanno beneficiato del voucher baby-sitter solo 7.100 mamme, mentre il voucher lavoratrici autonome, ha visto lo sblocco solo alla fine di ottobre, ma che resta inattuato.

Infine, segnaliamo il bonus alle famiglie numerose che è si arrivato, ma dopo 1.5 anni di attesa con un importo per altro dimezzato, senza considerare che la Carta famiglia resta una chimera.

Voucher baby-sitter solo a 7.100 mamme ma non autonome

Altra pecca del nuovo governo e della legge di bilancio 2017 è stato il rinnovo del voucher baby sitter di 600 euro valido per 6 mesi in alternativa al congedo parentale per il padre. Anche quest’ultimo confermato per il 2017 e che prevede un assenza dal lavoro per un massimo di 2 giorni.

Se esaminiamo il congedo obbligatorio, possiamo notare che questo è stato introdotto nel 2013 e prevedeva un solo giorno di congedo.

Per il 2015, invece, è stato utilizzato da oltre 70.000 mila papà, ovvero solo il 14% del totale. Ma non tutti hanno utilizzato il voucher baby sitter. 

Infatti i dati INPS lo confermano, nel 2015 sono state inoltrate 7.123 domande, mentre nel 2016 le richieste sono state 7.253. Molti gli intoppi, tra cui 2 molto importanti:

  • già nel mese di Luglio i finanziamenti sono stati esauriti e quindi presentare domanda era oltre che superfluo, anche inutile visto e considerato che sarebbe stato inutile inoltrare altre domande perché non sarebbero state accettate.
  • Il secondo problema riguarda la possibilità di trasformare il congedo parentale in voucher per il pagamento di baby sitter o asili nido anche per le lavoratrici autonome.

Maggiori approfondimenti sono reperibili su: Voucher maternità: requisiti per avere diritto all’assegno.

Il problema del decreto attuativo

Purtroppo non è semplice attuare tutti i decreti presenti nella legge di bilancio. Solo nel 2016 sono rimasti fermi ancora da attuare ben 71 decreti. Per il prossimo anno, con la legge di stabilità 2017, si aprirà la partita dell’attuazione.

Un problema di non poco conto visto e considerato che ci sono ancora 400 decreti sono del 2016 non attuati, di cui ben 30 già scaduti e che si sommano ai futuri.

I ritardi non riguardano solo i voucher baby sitter, ma anche quello inerente all’assegno di mantenimento che sarebbe servito per anticipare l’assegno che l’ex marito o ex moglie inadempiente avrebbe poi dovuto restituire.

Tutte queste agevolazioni sono rimaste su carta e non sono mai state attuate e quindi non è mai partita la sperimentazione.

Per conoscere tutte le proposte presenti sulla legge di bilancio 2017, consigliamo: Legge di bilancio 2017: Ok del senato! La manovra è legge!

Bonus bebè e rischio di disincentivare il lavoro femminile

La manovra approvata il 7 dicembre ha previsto la riconferma del bonus bebè pari a 80 euro al mese per 3 anni per i bimbi nati in famiglie con ISEE inferiore a 25.000 mila euro all’anno e 160 euro al mese per i nuclei con ISEE inferiore ai 7.000 euro.

In questo senso il bonus natalità, ovvero il bonus bebè legato all’ISEE, avrebbe dovuto prevedere un assegno di aiuto alle famiglie.

Purtroppo i limiti di 25.000 sono molto ristretti e hanno potuto usufruire solo 330.000 famiglie contro le 415.000 del 2015. In sostanza solo il 49% delle famiglie hanno potuto usufruirne.

Bonus famiglie numerose: dimezzato e in ritardo di 20 mesi

Infine, l’ultima critica del Governo Gentiloni e non solo, è quello legato al bonus famiglie numerose  ovvero quelle famiglie che hanno un minimo di 4 figli ed un Isee inferiore a 8.500 euro.

Questo bonus già introdotto dal precedente governo nel dicembre 2014, grazie a un emendamento alla legge di Stabilità 2015, è stato approvato con un ritardo di 1 anno e mezzo. Anche l’assegno ha subito delle modifiche con una riduzione del del 50%.

Il Governo si è giustificato di questo atto affermando che la legge di Stabilità non precisava l’importo dei buoni, ma se ne demandava la determinazione a un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri.

Questo decreto che è stato attuato il 24 dicembre 2015, ha fissato in 500 euro l’importo di ciascun buono. In breve dopo quasi 20 mesi di attesa l’INPS ha iniziato a pagare il bonus, spendendo in tutto 20,5 milioni di euro, neanche la metà dei 45 milioni stanziati.

I dati sono stati confermati anche dal ministro del welfare Giuliano Poletti in un question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione presentata dai deputati Mario Sberna e Gian Luigi Gigli.

Purtroppo, oggi si parla di 78.000 beneficiari e i ritardi del decreto attuativo hanno fatto perdere il diritto a tantissime famiglie. Il nuovo governo conferma la priorità assoluta dell’attuazione del decreto per il bonus alle famiglie numerose che dovrebbe arrivare già a marzo.

Carta famiglia ami pervenuta: perché?

Altra nota dolente del governo renzi è la carta famiglia non pervenuta mai, in quanto nonostante l’istituzione è stata approvata dal Parlamento nel 2015 a seguito dell’emendamento alla legge di Stabilità del 2016, non è mai entrata in vigore e le famiglie che avevano un nucleo familiare di 3 figli minori non hanno mai potuto usufruirne.

La carta in breve serviva per l’acquisto di beni, servizi compresi anche trasporti, servizi culturali, sportivi, ludici e turistici. Lo ricordiamo che questo aiuto esiste già in Francia dal 1970 e in diversi Paesi europei e non ha costi per lo Stato.

Non ci resta dunque che attendere nuovi sviluppi da parte del governo.

Rimani aggiornato sulle vicende del governo seguendo i nostri approfondimenti sulla politica>>

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Tommaso Piccinni

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