Referendum costituzionale 2016, risultati: trionfa il No! Renzi annuncia le dimissioni

Il risultato del referendum costituzionale del 4 Dicembre parla chiaro: No alle riforme imposte dall’Europa e da Renzi. Il risultato schiacciante della vittoria del No contro il Si, è un atto che non può essere ignorato. Domani mattina salirò al quirinale per consegnale le mie dimissioni. Sono queste le parole del Premier Matteo Renzi, a voto concluso, quando il risultato ha dato per perdente il Si delle riforme.

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Referendum Costituzionale: risultati

I sondaggi questa volta non si sono sbagliati e Renzi deve prenderne atto. Gli elettori bocciano la riforma Boschi e il presidente del Consiglio annuncia il suo passo indietro.

Il  fronte del No vince in Sardegna, Sicilia, Puglia e Campania; il si vince in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana.

Tra i massimi couni che vogliono approvata la riforma Renzi, ritroviamo: Milano e Firenze, mentre Oristano e Palermo sono i centri dove i contrari raggiungono i picchi maggiori.

Vittoria moderata invece per i 5 stelle, dove, a Roma e Torino, capitanate dal movimento i risultati confermano la vittoria del NO anche se chiaramente con percentuali più basse.

Cosa succederà dopo il referendum costituzionale?

I sondaggi lo avevano annunciato e  gli elettori lo hanno confermato. La vittoria del No è stata schiacciante e senza possibilità di appello!

Ottima l’affluenza alle urne per gli Italiani, che hanno respinto ancora una volta la riforma del Senato voluta dal Governo di Matteo Renzi. Lo stesso renzi, oggi dovrebbe salire al quirinale per consegnare le proprie dimissioni al presidente del Consiglio.

“Ho perso io”, queste le parole di M. Renzi, in diretta da Palazzo Chigi. Gli lettori che hanno votato contro sono il 59,5 contro il 40,4% dei favorevoli. Diverso invece il risultato all’estero, dove si ha vinto il Si delle riforme con il 65% dei consensi.

Secondo le prime ricostruzioni e le prime interviste, gli Italiani con questo voto hanno dato un parere all’esecutivo. La vittoria del NO equivale a mandare a casa questo governo. Se si esaminano i voti regione per regione, possiamo notare come il No ha vinto in quasi tutte le regioni. solo poche realtà hanno confermato il Sì.

Una sconfitta che denota una difficoltà nella gestione dello Stato, che mette in evidenza maggiori disagi sopratutto nelle zone colpite dalla crisi economica.

Referendum costituzionale: ripercorriamo le tappe

Domenica 4 dicembre gli Italiani sono stati chiamati ad esprimersi sull’operato del governo con l’approvazione della riforma costituzionale. Il risultato ha confermato quello che i sondaggi hanno detto. NO decisivo e governo a casa!

Il risultato è stato inequivocabile! Matteo Renzi, appresa la sconfitta, ha dichiarato che nella mattinata di oggi, sale al quirinale per consegnare le sue dimissioni. Vediamo quindi cosa è successo in queste ore.

  1. Il 4 dicembre dalle 7 alle 23, gli Italiani sono stati chiamati al voto per confermare o respingere la riforma costituzionale. L’affluenza alle urne è stata superiore rispetto alle attese con oltre il 68,4 %.
  2. Alle ore 23.00 inizia lo scrutinio dei seggi. A termine, viene confermata una vittoria schiacciante del No con il 59,8%. Il Si, invece, rimane fermo al 40,1%. Risultato inatteso, per il premier Renzi che in base ai risultati ottenuti all’estero, ben sperava in una sua possibile vittoria. Il voto ha confermato il sondaggio. Il NO ha vinto, anche se con una percentuale maggiore rispetto alle attese.
  3. Appresa la notizia della sconfitta, il premier Matteo Renzi ha parlato da palazzo Chigi ammettendo la sconfitta, dichiarando: “Il no ha vinto in modo straordinariamente netto”.
  4. Matteo Renzi nella giornata di oggi, (5 Dicembre 2016) dovrebbe presentare le dimissioni dopo aver convocato il consiglio dei ministri. Ha infine affermato il premier dimissionario, che in questi ultimi giorni, il governo sarà al lavoro per completare l’iter della legge di stabilità e assicurare massimo impegno ai territori colpiti dal terremoto.
  5. Oggi, il Movimento 5 stelle e la Lega Nord, i massimi esponenti che si sono prodigati per il no, hanno chiesto la possibilità di tornare al voto prima possibile.

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Tommaso Piccinni

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