Referendum – Renzi, chi dice no fa parte della casta! Landini, non è vero! Salvini: No deciso e poi subito elezioni!

Renzi attacca spietatamente tutti coloro che sono favorevoli al no, definendo inaccettabile lo status quo. Il primo a replicare è stato il Leader della Fiom: Quello che dice Renzi, non è vero! Noi siamo per il NO, non perché siamo legati alla casta ma diciamo No a una riforma malfatta!

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Questo in breve il risultato di quanto ne è uscito fuori, dopo il confronto faccia a faccia con il premier Matteo Renzi ed il leader della Fiom Landini, nella trasmissione televisiva andata in onda su Rai Tre – In Mezz’ora.

Renzi attacca il segretario della Fiom, affermando:

Ho il sospetto che la riforma non l’abbia letta, Landini. Glielo dico con rispetto. Bisogna cambiare le cose, non difendere la casta come fate voi!

La replica del segretario non si fa attendere e conferma ancora una volta la volontà della CGIL di cambiare volto affermando che quanto detto non è vero in quanto:

“la Cgil era per un Senato vero delle autonomie, questa cosa invece è un animale bicefalo che non si capisce se verrà eletto. Io sono contro il doppio lavoro sempre e non capisco come si possa fare il sindaco o consigliere e il senatore. Questa riforma è malfatta”.

Referendum costituzionale: Landini – la Costituzione non può essere cambiata all’ingrosso

Landini si schiera dunque a apertamente a favore del No, anche se conferma la sua decisione di abolizione del Cnel! Ancora continua, che questa riforma così come è stata studiata non potrà mai essere approvata in quanto, si dice fermamente convinto che la Costituzione non può essere cambiata all’ingrosso! Siete voi a far votare 40 articoli insieme!

Il primo a replicare è proprio Matteo Renzi, affermando che E’ incomprensibile che si difenda uno status quo che non ha funzionato.

Non possiamo pensare ancora di portare avanti e di mantenere uno status basato su di un sistema immobile, o anche di pagare i rimborsi a consiglieri regionali e a gruppi di senatori! In questo punto, ancora una volta il premier Renzi dovrebbe incassare la fiducia (se così si può dire) e attacca ancora Landini affermando che il suo compito è quello di difendere i lavoratori e non la casta di senatori e consiglieri regionali.

Renzi continua affermando che il suo compito è stato, e sarà quello di fare le riforme; non strumentalizzato il referendum, in quanto, ribadisce, il suo compito insieme all’esecutivo è di completare le riforme. Su questo ci abbiamo messo la faccia ed abbiamo iniziato dalla riforma del mercato del lavoro, abbiamo proseguito per i diritti civili, il terzo settore, e anche nella la pubblica amministrazione, si sta svolgendo un ottimo lavoro. Molto però ancora è da fare!

Noi riteniamo che la principale riforma sarà quella della costituzionale al fine di semplificare e di eliminare un gran numero di poltrone! Se permettete, questa non è strumentalizzazione ma il nostro mandato! Queste sono le parole che il premier Renzi, ha utilizzato per rispondere non solo a Landini, ma a tutti coloro che si schierano apertamente a favore del no!

Referendum: la parola alla lega

Secondo invece il leader della lega Salvini, dopo il NO contrario della riforma, si deve necessariamente tornare a votare per porre fine a questo scempio. Per tanto afferma convintamente, che dopo il No si va al voto con qualsiasi legge presente! Il Leghista afferma ancora:

In caso di vittoria del NO ( e di questo ne sono certo) per me si deve andare a votare prima possibile. Credo che vinceremo con qualsiasi legge elettorale! Abbiamo già una squadra di potenziali ministri con personalità anche fuori dalla Lega.

Questo al momento quanto affermato dal leader della lega Matteo Salvini affermando anche che se vince il SI,  qualcuno nel centrodestra andrà alla Corte di Renzi! Sono però fermamente convinto che tutto questo non potrà mai accadere!

Referendum: la parola al premier Renzi

Matteo Renzi, ancora una volta si dice favorevole al taglio degli stipendi, in line a con quanto affermato dal movimento 5 stelle. Ma tutto questo sarà vero?

Secondo quanto detto dal premier:

Sono favorevolissimo a dimezzare lo stipendio dei parlamentari, come hanno proposto i Cinque stelle, perché se un parlamentare dimezza il proprio stipendio va a guadagnare quanto il presidente del Consiglio. Io oggi guadagno la metà di Di Maio, di Di Battista ma anche dei parlamentari degli altri partiti.

La proposta M5s era però uno specchietto delle allodole. Se vogliamo fare una proposta seria e non demagogica fissiamo una percentuale sulla base di quanto si sta in Aula. E dimezziamo anche i rimborsi.

I Cinque stelle si devono far perdonare, che la riforma costituzionale taglia le poltrone, riduce i costi della politica e rimette quei soldi in tasca ai cittadini. Vogliono riportare lo stipendio del parlamentare al livello dello stipendio del presidente del Consiglio? Ci siamo, ma niente trucchi, niente scherzi.

La sfida lanciata dal presidente del consiglio ai 5 Stelle è proprio questa, ed afferma ancora una volta che al referendum del 4 dicembre si deve votare Sì o No! Sarà questo il verdetto finale sull’eliminazione delle poltrone.

Sul referendum , il movimento 5 Stelle si dice fortemente contrario, non per la riduzione del numero dei parlamentari ma per tutta la riforma in se, per come è stata strutturata e si dicono fermamente convinti, che i cittadini dovrebbero votare su ogni singolo quesito e non nel suo insieme.

Il premier renzi continua il suo discorso affermando anche che tutti son capaci a tagliare le tasse ma solo a parole!

Il problema è che le tasse al momento sono le più alte in europa!

Renzi afferma invece che loro le tasse le stanno tagliando, e ne sono conferma il canone RAI, l’Imu, l’Irap, l’Ires, e man mano proseguiremo! Non è un lavoro semplice, ma cercheremo gradualmente di farlo! Per arrivare alla media europea, non possiamo non proseguire in questo senso, afferma, ma è chiaro che al fine di arrivare all’obiettivo di una pressione fiscale in media europea molto ancora si deve fare, e lo si deve fare anche con una certa fretta se si vuole tornare ad essere competitivi.

Per quanto riguarda poi il tema dell’immigrazione, secondo i dati arrivati in quest’ultimo anno, possiamo notare come essa sia arrivata ad un limite massimo, ad un record storico, in quanto in Libia si è bombardato senza pensare al dopo e adesso le coste della Libia sono un groviera, partono in troppi!

Vi è però da dire che il sistema, che si è venuto a creare in Italia, un sistema di accoglienza di queste dimensioni, non può durare a vita! Il nostro sistema ha permesso sì, una gestione equilibrata, ma non si può andare avanti in questo modo!

La solidarietà e l’accoglienza devono essere a livello italiano ma sopratutto a livello Europeo. Questo è anche un tema di scontro non solo di livello nazionale, tra chi fonda la sua compagna elettorale sull’immigrazione, ecc., ma anche a livello europeo.

Non possiamo più pensare che gli europei chiudano le porte e le frontiere! Quanto alla cittadinanza, aggiunge il premier,

Noi abbiamo proposto uno ius soli temperato, che prevede che chi fa un ciclo di scuola in Italia non debba aspettare i diciotto anni per la cittadinanza. E’ stata approvata in prima lettura. Adesso con il bicameralismo paritario va all’altra Camera.

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Renzi: 2 parole sul bonus cultura

Infine, anche il bonus cultura o il bonus ai diciottenni è un benvenuto nella comunità degli adulti, che permette di investire in cultura, libri, teatro. E’ la nostra identità.

E’ stata una nostra idea, una delle più importanti secondo renzi del governo mesa in atto mai prima d’ora! Questo sistema, tramite app digitale ha permesso a più di 40.000 persone in 10 giorni di registrarsi. A nostro avviso, questo è un sistema che permette ai giovani di essere orgogliosi cittadini dell’Europa oltre che di questo Paese.

Infine Renzi lancia un appello a tutti gli Italiani: Il fronte del No è la solita accozzaglia contro di me! Chi vota no, è contro le riforme non certo contro di me! Noi lo abbiamo fatto per l’Italia e non mi importa di quello che sarà il mio futuro!

Referendum: dépliant all’estero si o no?

Ancora una volta, la materia di scontro sul referendum sono i dépliant a favore del Sì. A tal proposito, Renzi, afferma che:

tutti quelli che dicono che spendiamo soldi pubblici per farlo li quereliamo, poi facciamo un bellissimo fondo e diamo in beneficenza il risarcimento danni. Il volantino, illustrerà cosa cambia in caso di vittoria al referendum: “Se vince il No non cambia nulla”, c’è scritto!

“Se vince il No si esce con l’ennesima accozzaglia di tutti senza un ragionamento alternativo! C’è una parte della vecchia classe politica che è sempre stata a favore delle riforme e ora è contro solo perché vuole tornare.

Spero nessuno si spaventi – scherza – vi mostro una foto dei sostenitori delle riforme”. “Questo referendum sta mettendo insieme un gioco delle coppie fantastico. D’Alema e Grillo, uno che sostiene la politica e uno l’antipolitica. Vendola e La Russa. E’ bellissimo. Siamo meglio di Maria De Filippi, ironizza ancora.

Renzi si definisce ancora un boy scout della provincia di Firenze che ha 41 anni.

L’idea di guidare questo Paese pro tempore non è cosa semplice e se ci penso mi fa venire i brividi! A me non importa quello che faccio adesso, quello che dicono i miei avversari politici, io lo faccio per non per il mio futuro, ma per il bene dell’italia e per il suo futuro.

Nel caso di una vittoria del no, invece, non ci resta che verificarne la situazione politica. Non siamo qui per rimanerci a lungo, ma siamo stati messi al governo per attivare le riforme, se non le si vuole, andremo a casa, ma saranno i cittadini a deciderlo, non certo Berlusconi o Salvini o Grillo!

Guardando poi ai suoi primi 1000 giorni di governo, afferma che:

Credo che sia fisiologico che davanti ad una possibile novità politica ci sia una fibrillazione maggiore dei mercati, personalmente reputo ovvio l’assioma riforme-pil su e al contrario che lo spread salga se non si fanno. Chiarisco che il compito di chi sostiene il “Sì” non è usare la carta della paura ma cercare di riempire di motivazioni le ragioni del “Sì”. Bankitalia poi fa il suo mestiere”.

Sondaggi referendum costituzionale

Infine, un ultimo aspetto in merito al referendum lo dobbiamo dare in merito ai sondaggi.

Renzi sdrammatizza affermando che Tutti i sondaggi danno il “No” al referendum in testa! Ma nel 2016 non c’è stato un sondaggio azzeccato!

Il problema della vittoria del si e del no, non dipende dagli schieramenti politici, ma dagli indecisi, i quali,  da una parte sono favorevoli al si per le buone ragioni che ci spingono a lottare ma dall’altro non sono d’accordo su alcuni punti.

Non ci resta che attendere dunque in maniera silenziosa quella che sarà la scelta degli italiani! Ogni Italiano valuterà al momento e sulla base del quesito se scegliere Sì o no”.

In caso di vittoria del no, non cambierà nulla e quello che succede al governo lo scopriremo di seguito. Renzi si dice ancora una volta convinto, che questo referendum sia il punto di svolta della politica Italiana, sia un passo in avanti verso il cambiamento, verso le riforme. Se i cittadini Italiani, sceglieranno per il no, allora vorrà dire che ne prenderemo atto e decideremo di conseguenza.

Infine per concludere possiamo affermare, secondo anche quelle che sono le previsioni di Renzi,  che chiunque sia la governo dopo di lui, sicuramente farà meglio di lui, almeno lo spera. Io sono a favore del cambiamento, chiunque voglia il mio aiuto per mettere in atto il cambiamento ci sarò, diversamente, se non si cambia, se si torna alla grande accozzaglia che è la base politica del “No”, che sono sempre i soliti politici, che vogliono galleggiare, allora che inizino loro a governare il paese.

Renzi si dice anche incapace a fare inciuci e accordi sotto banco. Non resta che agli Italiani scegliere da che parte stare!

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Tommaso Piccinni

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