Roma: trema ancora la Raggi sotto la bufera e il libro segreto dell’ATAC

Maltempo è terremoto! Non stiamo parlando di quello che sta succedendo in Italia, ma stiamo parlando di quello che sta succedendo a Roma e che sta colpendo la sindaca Virginia Raggi, la quale continua a perdere terreno nei confronti degli altri ex candidati nei sondaggi.

Ma di quale maltempo stiamo parlando e di quale terremoto?

Nel primo caso, parliamo proprio di un vero e proprio nubifragio nel senso stretto del termine. Nel secondo caso invece parliamo del terremoto politico che ha sconvolto l’azienda di trasporti ATAC. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di fare chiarezza su quello che sta succedendo a Roma in queste ore.

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Roma: la bufera temporalesca che travolge anche la Raggi

Lo abbiamo visto e sentito in questi giorni, che la Capitale ancora una volta fa parlare d se. Non solo in senso positivo per le su bellezze artistiche, per i suoi monumenti o i suoi eventi ma anche per le cose negative. Una tra tante  è il maltempo che si è abbattuto sulla città.

Il maltempo, come abbiamo visto non sta concedendo una tregua all’Italia e anzi, adesso sembra intenzionato a spostarsi al Sud. Ma cosa ci azzecca tutto questo con la Raggi? Centra e come se centra!

Se a Palermo voli e traghetti sono stati mandati in tilt per via del vento forte, a Roma allagamenti e tromba d’aria ha causato 2 vittime.

Come ogni anno arriva l’inverno, le piogge e come sempre i disservizi e le troppe attese degli anni in merito a manutenzione e progetti concreti non si fanno vedere. In questo senso, per tanto non possono non mancare i malumori, ma sopratutto arrivano inevitabilmente polemiche e il rimpallo delle responsabilità.

Ovviamente vi sono stati negli anni passati, ma sopratutto ci sono oggi e ci saranno domani dei responsabili.

Oggi il governo Renzi, alla guida del PD punta il dito contro la sindaca di Roma Virginia Raggi, eletta tra le fila del movimento 5 stelle. Questa infatti oggi è accusata di mancata manutenzione delle strade e del verde pubblico.

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Ovviamente le polemiche, il rilancio della palla non si è fatto attendere e l’amministrazione in carica, rilancia la palla al mittente affermando che da oltre 20 anni non vi è nessuna manutenzione. Quindi Parliamo di Veltroni e di Alemanno che sicuramente non sono stati eletti con Virginia Raggi ma che di sicuro non fanno neanche parte del movimento 5 stelle. Parliamo di un ex segretario del PD e di un candidato del centro destra.

Cambiano i politici, cambiano i governanti ma le polemiche e i disservizi restano, l’inciviltà dilaga.

La bufera di cui si parla si spinge anche oltre il normale temporale e tromba d’aria, in quanto ha infuriato anche le minoranze, le quali criticano il sindaco anche perché si trovava in viaggio in Polonia, la quale per altro non ha ritenuto di dover rientrare con urgenza, perché non considerato un fatto di estrema gravità.

Oggi si stanno già contando i danni, sopratutto nelle zone più colpite e che riguardano la zona a nord di Roma dove lo ricordiamo ci sono state 2 vittime, dove un uomo è stato schiacciato da un albero; l’altra dove un giovane è stato colpito da un cornicione. Il tutto lo si è dovuto alla furia scatenata della tromba d’aria che ha colpito queste zone con una violenza inaudita.

Per accertare la dinamica della morte, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta anche se al momento non vi sono ipotesi di reato. Per entrambe le vittime è stata disposta l’autopsia.

Sulla capitale ancora dilagano le polemiche forti dunque; giorni duri per la giunta Raggi, che deve fare i conti con il maltempo che ogni volta manda il traffico in tilt, facendo intervenire i vigili del fuoco.

La situazione attuale è di oltre 150 interventi dei vigili del fuoco per alberi caduti e verifiche su allagamenti e piccoli crolli.

Il primo ad attaccare la giunta Raggi, è lo stesso ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, il quale se da un lato rassicura la popolazione affermando che nessuno sarà lasciato solo, dall’altro incalza la raggi la quale la si deve ritenere l’unica responsabile perla mancata manutenzione di strade e verde pubblico. La situazione attuale è:

  • tombini ostruiti;
  • strade piene di buche;
  • veri e propri crateri che si trasformano in laghi quando piove con tanta violenza;
  • mucchi di foglie che si accumulano impedendo all’acqua di defluire;

Questi come tutti sappiamo sono atti di ordinaria amministrazione, ma che devono essere fatti negli anni. Quindi non solo con le amministrazioni passate ma anche con quelle attuali. I cittadini di Roma, oggi si chiedono infatti, come mai la manutenzione non è mai stata fatta e si continua a non farla. Eppure loro le tasse per il mantenimento dei servizi le pagano puntualmente.

I disservizi che hanno coinvolto la capitale, purtroppo non li si può attribuire solo soltanto alla giunta Raggi ma quanto meno anche alla Giunta alemanno,poiché in pochi mesi non si può mica pensare di rimettere in sesto tutte le strade di Roma, che anche Roma come gli altri comuni deve fare i conti con il pareggio di bilancio.

Quindi se da un lato è vero che il clima sta cambiando, se è vero che i temporali diventano sempre più violenti, dall’altro, è pure vero che si deve fare almeno l’ordinaria amministrazione, che in tutti questi anni è mancata non solo a Roma ama in quasi tutti i comuni.

Se da 20 anni a questa parte si fosse fatta la dovuta manutenzione, Roma e tutti i comuni d’Italia non sarebbero in queste condizioni, ma sopratutto i danni sarebbero più contenuti.

Non parliamo di un dissesto idrogeologico ma la manutenzione locale del territorio è di fondamentale importanza per Roma e per tutti i comuni. Nel caso specifico, gli allagamenti Romani, non lo si devono ai mancati interventi per il dissesto ma ad una mancata ed adeguata manutenzione della città.

Non ci resta quindi che confidare in Raggi, l’attuale sindaco affinché ponga fine a questi disservizi con un corretto piano di manutenzione non solo del verde pubblico ma anche delle strade visto e considerato che da oltre 20 anni non lo si fa!

Trasportopoli? Il libro su Atac che fa tremare tutta la politica romana

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Altro punto critico della capitale sono i trasporti. Lo sapevamo e ce lo confermano ancora di più le inchieste aperte per far luce su quello che sta succedendo all’ATAC.

La vendetta è un piatto che va consumato freddo. Questo è quello a cui oggi assistiamo a Roma. Un giro corrotto che non coinvolge solo la politica ma tutta Roma, dai trasporti pubblici alla politica, facendo diventare il piatto congelato e gelido. Dunque quali le soluzioni? Ma sopratutto, cos’è che ha devastato i trasporti romani e in principal modo l’ATAC?

Questi sono i punti fondamentali che riteniamo siano alla base della politica romana. La politica dovrebbe iniziare a preoccuparsi proprio di questo anche perché il libro denominato Trasportopoli è ormai partito.

Trasportopoli è il libro scritto dal manager di Atac Pietro Spirito, fatto rinvenire come una doccia fredda durante la Giunta Marino e per volontà diretta dell’assessore Stefano Esposito, Trasportopoli promette di raccontare con documenti e particolari inediti le intromissioni continue e sistematiche dei politici di ogni livello nella gestione di Atac e di tutto il trasporto pubblico romano.

Come quando durante una riunione tecnica presso la Regione Lazio, mi trovai il segretario di una sezione del Pd al tavolo, annunciando che il prossimo 10 novembre andrà in libreria quello che egli stesso definisce il “racconto di un’esperienza, scritto durate le vacanze estive e che si propone come univo obiettivo quello di ristabilire la verità”.

Spirito, è docente di economia dei Trasoorti alla Luiss, uno che di trasporti dunque se ne intende e al momento ricopre anche la carica di dirigete apicale di Ferrovie.

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Già al tempo di Alemanno e della sua giunta, Spirito aveva cercato di consegnare un dossier sulle interferenze politiche nelle decisioni aziendali, ma senza nessun risultato.

Il tutto come buona norma all’italiana, finisce tutto nel dimenticatoio, ma non per l’autore il quale era arrivato in Atac insieme a Maurizio Basile e al quale ha resistito a lui e ad altri 3 amministratori delegati: Tosti, Diacetti e Broggi sino a quando non è stato cacciato in malo modo per volontà del senatore  e assessore Stefano Esposito il quale ha avviato una serie di contestazioni per il suo incarico anche con t’Interporlo di Bologna che gli avrebbe impedito una costante presenza in ATAC. Tutti i torti forse non li aveva, ma se un manager di questa portata riesce a fare tutto questo in solo 24 ore, ben venga anche, anche se qualche dubbio ci sorge! Alla fine quello che a noi interessa come sempre è il risultato, il modo o il come farlo a noi non interessa.

Da li parte la rivincita messa in campo da Spirito, il quale si conclude dopo qualche mese, con la pubblicazione choc e le anticipazioni di quello che sarà il suo libro: Trasportopoli, il libro dossier che farà tremare tutti i partiti politici romani. All’interno di questo dossier sicuramente non mancheranno nomi, cognomi e ruoli di grandi illustri che hanno messo le mani su ATAC. Non ci resta che leggere il libro per comprendere tutta la verità!

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Tommaso Piccinni

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