USA: com’è cambiata in 8 anni sotto la guida di Obama

Alla vigilia delle nuove elezioni americane, possiamo fare il punto su quello che è oggi l’America e come sono cambiati gli USA in questi 8 anni di presidenza Obama. Lati positivi e negativi della politica di Obama sono racchiusi in questa guida.

Partiamo con una semplice domanda: qual’è il destino che toccherà al prossimo presidente? Quali cambiamenti in positivo e i n negativo si sono avuti in questi 8 anni, a livello internazionale?

per fare queste analisi non possiamo non affidarci all’autorevole voce dell’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, che meglio di altri hanno saputo esprimere il nuovo volto dell’america. L’istituto è considerato come il punto di riferimento non solo italiano ma anche internazionale per le ricerche in tema di politica ed economia internazionale.

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2008: Barack Obama viene eletto presidente

Sappiamo tutti che nel 2008 Barack Obama viene eletto presidente degli Stati Uniti d’America sconfiggendo il su rivale e guerriero John McCain. QUesto perché circa i 2/3 dell’elettorato americano avevano a cuore le sorti dell’america in primis ma anche quello che sarebbe stato e sarebbe accaduto a causa della crisi economica appena esplosa. Per un attimo la guerra contro il terrorismo internazionale subì un ruolo secondario. Infatti solo il 15% della popolazione lo considerava come un elemento primario.

Cosa succede invece dopo 8 anni?

La medaglia si rovescia nuovamente e quasi il 51% della popolazione americana, considera il terrorismo islamico la prima emergenza. In questo caso Obama non poteva non essere considerato se non come un guerriero riluttante, ovvero un guerriero che come promesso in campagna elettorale, poneva termine alla guerra contro l’ISIS, ponendo termine a quello che era l’impegno militare in Iraq ed Afghanistan. Oggi per tanto un altro Obama non sarebbe ben gradito in America.

Barack Obama: un’immagine sbiadita dal tempo

Tutto sommato, però, questi 8 anni hanno segnato un profondo cambiamento degli Stati Uniti; infatti 8 anni di amministrazione Obama, hanno rappresentato non solo per Stati Uniti ma per tutto il mondo, un periodo di grandi cambiamenti. Oggi l’immagine di Obama non è più quella di 8 anni fa e in tanti hanno cambiato opinione anche sul ruolo internazionale che può rivestire.

L’immagine di Obama che nel 2009 aveva sollevato tante attese è oggi sfumata nel vuoto a causa anche delle forti incertezze che ha avuto l’incertezza della Casa Bianca nel prendere decisioni forti in materia di crisi internazionale come ad esempio quelle di Libia ed Ucraina, ma anche Siria, senza considerare il forte impegno contro lo Stato Islamico/Da‘ish in Iraq.

Tutto questo non ha giovato alla sua persona, anzi queste vicende, hanno influito in modo negativo sulla percezione degli Stati Uniti nel mondo. Inoltre tutte le sue scelte prese in contemporanea con la casa bianca, hanno contribuito a fare apparire le loro azione non solo scoordinate ma anche prive di una strategia effettiva.

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Barack Obama come Jefferson?

Anche se Obama è stato definito un “jeffersoniano”, in quanto riluttante all’utilizzo della forza e sopratutto scettico in materia di democrazia, rispetto a Jefferson è meno legato alla civiltà occidentale e a quella che è l’eredità Europa trasmessa agli Stati Uniti. Nulla si può dire invece in materia di politica estera e internazionale, con una maggiore attenzione verso i paesi dell’Asia, considerandoli un punto geostrategico rispetto a quello che è ormai il Vecchio Continente, soprattutto nei primi 5 anni di sua amministrazione.

Quale è stata la Politica di Obama?

Da un punto di vista politico, tantissime sono state le scelte azzeccate dall’Amministrazione attuale della casa bianca e Obama ha conseguito anche tantissimi obiettivi, come ad esempio l’indipendenza energetica aprendo anche un conflitto ed una sfida con gli ambientalisti sia per le ricerche di shale gas sia anche per il deepwater drilling (la trivellazione in acque profonde) alla ricerca di petrolio, sollevando non poche contraddizioni con altre classi politiche molto più vicine alle aree politiche ambientali.

Tra le tante politiche attive di Obama non possiamo dimenticare neanche la lotta al terrorismo internazionale, il Clean Power Plan, con l’eliminazione di Osama bin Laden e lo scongiuro di altri clamorosi attacchi terroristici su tutto il territorio americano.

Barack Obama, Salman bin Abdul Aziz

Al momento l’unica nota negativa, riguarda il non aver dato maggior rispetto alle convenzioni di diritto internazionale, in quanto gli Stati Uniti continuano ancora oggi a non aderire al Tribunale Penale Internazionale, il carcere di Guantánamo che ancora oggi è in funzione, alla quale si aggiungono anche l’uso dei droni per esecuzioni mirate.

Infine la maggior opera di politica estera la si deve ad Obama, il quale è riuscito a riaprire il dialogo con Cuba, e con tutti i paesi sud americani dell’America Latina, il cambio di presidente in Argentina, il declino di Nicolás Maduro in Venezuela e di tantissimi altri caudillos antiamericani facendo risollevare le sorti degli Stati Uniti in America Latina.

Barack Obama: scenario disordinato e complesso

Non tutto però quello che era stato preventivato è stato raggiunto. Purtroppo non dimentichiamoci anche che Obama ed il suo team, hanno dovuto affrontare uno scenario non poco complicato, reduce dall’attacco alle Tori Gemelle dell’’11 settembre 2001, che lasciava un america divisa e spaccata, un paese complesso e disordinato in misura sempre più crescente.

Se poi si considera il periodo di tempo compreso tra fine 2010 ed inizio 2014, possiamo notare come la situazione internazionale sia progressivamente peggiorata. Infatti, considerando i due archi di crisi identificati già negli anni Novanta del XX secolo e che si sono materializzatisi nel primo decennio del terzo millennio e che sono: la regione del Mediterraneo allargato – o Middle East and North Africa (MENA) – e l’Europa centro-orientale.

In considerazione invece delle conseguenze inerenti alle primavere arabe e all’ascesa del Califfato, possiamo considerare la politica di Washington esitante, contraddittoria e disimpegnata. Insomma non ha mai avuto una linea guida autorevole.

Barack Obama: Quali rapporti con Russia e Cina?

Se invece si guardano le relazioni internazionali, possiamo vedere come le relazioni con la Russia, hanno subito se non subito un pacifico ravvicinamento con un reset generale delle contraddizioni. Questo almeno all’inizio, in quanto poi con la crisi ucraina si sono avuti dei rapporti un po’ meno favorevoli con Mosca.

Invece, considerando i rapporti con L’Asia e con la Cina, possiamo vedere come Washington abbia intrapreso un’ammodernamento delle alleanze con la maggior parte dei paesi di queste are come:

  • Giappone;
  • Corea del Sud;
  • Australia;
  • Filippine, ec.

Ma sono da considerare come un ottima politica anche i patti di contenimento di Pechino, ai quali si aggiunge il rapporto col Vietnam, che possono essere considerati come di buon auspicio per una relazione duratura e costruttiva con una Cina, per un rapporto considerato stabile, pacifico e prosperoso.

USA: superpotenza o potenza?

Il punto cruciale, riguarda anche il ruolo che oggi ha l’America in termini di sicurezza internazionale. Il punto di confronto e che da dopo la guerra fredda, gli Stati Uniti non possono essere più considerati al pari della Russia come super potenze. Queste infatti, si sono dovute adattare alla condizione di potenza “prima tra pari” ovvero al pari di altre.

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Tra le relazioni della potenza americana però dobbiamo riconoscere:

  • Un Pivot to Asia in buona parte rimasto solo sulla carta;
  • Un disimpegno da parte dell’europa condotto «a corrente alternata»;
  • La scelta in Medio Oriente di rilanciare e riagganciare i rapporti con l’Iran, rimettendo in discussione anche quelli che erano gli assetti e le alleanze consolidate;
  • miglioramento dei rapporti con i paesi dell’America Latina e Cuba primo fra tutti;
  • una tentata apertura ai rapporti con la potenza Russa di Vladimir Putin.

Barack Obama: giudizio positivo o negativo?

Stando a quanto fin qui detto non possiamo considerare la politica di Barack Obama solo positiva o negativa. Ovviamente tutto questo dipende da tanti fattori e dalle linee politiche che uno tiene. Ma possiamo considerare l’eredità che Barack Obama lascia al suo erede solo come negativa?

Certamente no anche se l’amministrazione uscente lascia al futuro presidente non pochi grattacapi, in quanto vi sono ancora delle questioni aperte, come ad esempio l’accordo sul nucleare con l’Iran.

Quali le sfide per il futuro degli USA?

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Infine, un ultimo sguardo non possiamo non rivolgerlo alla NATO ed al fronte orientale; se da un lato Washington, vede l’opportunità di rinsaldare a poco prezzo la sua egemonia militare in europa, vi è dall’altro Mosca che sembra non poter essere ignorata come è stato fatto nel passato, in quanto è considerato ce uno degli stati più potenti al mondo, una superpotenza che gioca per altro un ruolo fondamentale nella lotta al terrorismo islamico. La palla passa al successore di Obama, che deve anche moderare le contraddizioni esistenti tra questi paesi.

Possiamo considerare gli Stati Uniti di oggi diversi rispetto al passato; un paese forse a nostro avviso molto più debole del passato, meno minaccioso ma anche più incline a quelle che sono le richieste degli altri stati.

Comunque vada, a prescindere da chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti, rimane il fatto che difficilmente questo potrà prescindere nella sua azione futura dai cambiamenti che sono intervenuti negli 8 anni di presidenza Obama e che appare, una tendenza difficilmente reversibile.

ne siamo sempre più convinti che il nuovo presidente riuscirà a rivitalizzare relazioni che, per Washington, hanno da tempo perso la loro centralità come ad esempio il disagio che aveva caratterizzato i rapporti fra Europa Stati Uniti al tempo di George W. Bush o le critiche all’unilateralismo dell’azione dell’amministrazione repubblicana.

Vi è oggi la consapevolezza, che l’America ha una capacità maggiore rispetto a qualsiasi altro stato a livello mondiale di adattarsi e riprendersi in modo repentino dalle crisi non solo economiche. Questo è almeno quanto emerge da National Security Strategy del 2015.

Il senso dell’adattamento che si sta avendo in questi anni, a termine della guerra fredda, stanno facendo rinascere l’America, sotto un profilo più democratico, rispetto al passato, con un passaggio da super potenza solitaria a potenza prima tra pari come la Russia. Non crediamo ormai che il nuovo Presidente debba affrontare le sfide che ha dovuto affrontare Obama. Infatti, gestire al meglio il declino americano è stato il compito di Barack Obama.

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Tommaso Piccinni

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