Referendum Costituzionale: bocciato il ricorso presentato dai 5 stelle! Anche i cattolici si dividono

Il ricorso presentato dal M5s  e da sinistra Italiana è stato respinto inquanto considerato inammissibile secondo quanto disposto con sentenza dal TAR del Lazio.

Il TAR del Lazio ha infatti bocciato il ricorso presentato in merito al referendum costituzionale contenente a detto delle opposizioni il quesito referendario, considerato da questi estremamente favorevole al voto positivo. Secondo i penta stellati, infatti, il referendum, nel modo come viene presentato è propenso al voto favorevole.

referendum-comitato-del-forse

Il Tar del lazio, invece, ha respinto le accuse, confermando che:

sia le ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum che hanno predisposto il quesito referendario sia il decreto presidenziale, nella parte in cui recepisce il quesito, sono espressione di un ruolo di garanzia, nella prospettiva della tutela generale dell’ordinamento, e si caratterizzano per la loro assoluta neutralità, che li sottrae al sindacato giurisdizionale”.

Visto e considerata a anche l’urgenza con la quale si contestava il tutto, bisognava dare una risposta in tempi brevi e definitivi sulla questione in vista anche del voto referendario del prossimo 4 dicembre. A tal proposito, infatti, il TAR non si è limitato alla richiesta cautelare ma ha anche definito il merito della controversia. Per tanto ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato, motivandolo come difetto assoluto di giurisdizione.

La procedura, sottolinea il TAR, prevede che:

“eventuali questioni di costituzionalità della legge sul referendum (legge 352/1970), relative alla predeterminazione per legge del quesito e alla sua formulazione, sono di competenza dell’Ufficio centrale per il referendum, che può rivolgersi alla Corte costituzionale”. In pratica, il quesito referendario, è “individuato dall’Ufficio centrale per il referendum attraverso ordinanze non impugnabili con gli ordinari mezzi giurisdizionali” ed è poi “recepito” dal decreto del Presidente della Repubblica, e quindi non può “riconoscersi la possibilità della sua sotto posizione a sindacato giurisdizionale”. In parole semplici: il ricorso alla Costituzionale su un quesito referendario deve essere presentato dall’ufficio centrale per il referendum, non dal TAR.

Il quesito referendario del prossimo 4 dicembre è il seguente:

referendum-incostituzionale

Questa è parte del titolo di legge costituzionale che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016. in base al quale il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente:

Approvate il testo della legge di revisione dell’articolo… (o degli articoli…) della Costituzione, concernente… (o concernenti…), approvato dal Parlamento e pubblicato – nella Gazzetta Ufficiale numero… del… ?”; ovvero: “Approvate il testo della legge costituzionale.. concernente… approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero… del… ?.

A decidere le sorti del referendum è anche l’elettorato cattolico diviso tra Sì e No

A decidere delle buona sorte dell’elettorato attivo e passivo, tra iil Si e il NO, è ora anche il mondo cattolico, il quale, secondo quanto stabilito dalla Conferenza Episcopale, al momento non ci sono indicazioni sul voto. Anzi la momento si registrano frattura tra le associazioni, gli studiosi e i costituzionalisti di ispirazione cristiana che si fa sempre più evidente.

Stando a quanto confermato al momento, sono i Cattolici a deciderne le sorti del referendum, ancora divisi tra si e no. Votare si o votare no, alla riforma voluta da Matteo Renzi è terreno di scontro all’interno delle associazioni sopratutto a seguito di pubblicazioni e giornali seguiti dai tanti lettori, come anche le riviste specializzate, o i semplici teologi, o anche i professori universitari credenti.

Se si pensa alla lontana, ci si può ricordare come ai tempi della democrazia cristiana, si riusciva a comandare anche con fazioni all’interno del partito contraddittorie e che oggi, invece, non è più sostenere.

Oggi, come possiamo notare anche il mondo cattolico è diviso, ognuno ha le sue idee e i suoi ideali, anche perché non vi è una figura forte come lo era nel passato. Oggi la CEI, con Nunzio Galantino non si esprime e non prende delle posizioni politiche nette come, avveniva quando l’assemblea dei vescovi era guidata con pugno di ferro dal cardinale Camillo Ruini.

Possiamo però dire che a favore del referendum e quindi apertamente a favore del Si si sono schierate le ACLI ritenuta la più grande associazione cristiana italiana, e che conta oggi un milione di aderenti. Un peso non poco influente, affermando che vittoria del sì potrebbe meglio garantire il proseguimento di una stagione di riforme.

Un’altra associazione di maggior rilievo, che ha un peso notevole e che si schiera a favore del NO è il Movimento Cristiano Lavoratori, che scinde dalle ACLI e spinge perché i suoi iscritti votino conto il referendum. Questo perchè a loro avviso sarebbe una pericolosa riforma che allontana i corpi intermedi e la partecipazione del popolo alle decisioni politiche di interesse nazionale.

Secondo questo gruppo, la riforma non prevede altro se non le apposizione di enormi tare sulle garanzie costituzionali e sullo stesso funzionamento della democrazia italiana.

Un si significherebbe la cancellazione della possibilità per il popolo di esprimersi in quanto una vittoria del Si non produrrebbe altro che un parlamento mono-camerale, controllato da un solo partito, il quale avrà il potere assoluto di smantellare ogni legge basata sul diritto naturale. In questo modo, anche la semplice discussione politica e sociale verrebbe meno.

Segnaliamo anche i favorevoli al Family Day, che si è schierato apertamente per il no, scontrandosi più volte anche con lo stesso Renzi sul tema delle unioni civili. A tal proposito, lo stesso Massimo Gandolfini, ha creato il “Comitato famiglie per il no”.

Infine si vota contro al referendum, quindi a favore del no, anche perché tale riforma, secondo quanto sostenuto da “il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi e Gianfranco Amato e Generazione Famiglia”, verrebbe meno anche la famiglia, con la distruzione dei corpi sociali, delle comunità territoriali, come lo sono appunto le provincie e le regioni finanche alle comunità politiche quali i partiti politici, le aggregazioni civiche, il CNEL e lo stesso Parlamento.

Se poi prendiamo invece in considerazione l’Unione Giuristi Cattolici, possiamo vedere come non ci sono posizioni diversificate in quanto non ci sono posizioni dominanti e al momento si è liberi di scegliere di votare  SI o NO.

Per tutti gli aggiornamenti sul tema della politica, potete consultare la nostra sezione ad essa interamente dedicata.

Migliori Piattaforme di Trading Online

Broker Bonus Licenza Fai Trading
Conto demo gratuito CySEC Conto demo
Opinioni IQ Option
Conto demo gratuito CySEC Conto demo
Opinioni 24Option
Demo Gratuita CySEC - FSB Conto demo
Opinioni FXPRO.IT
Social Trading CySEC Conto demo
Opinioni eToro
Conto demo gratuito Licenza FCA-CySEC-ASIC Conto demo
Opinioni Plus500
Bonus speciali Central Bank of Ireland Conto demo
Opinioni AVATRADE
Broker Bonus Licenza Fai Trading
10.000 $ CySEC Conto demo
Opinioni IQ Option
premi ed offerte speciali CySEC - LLC - FSC Conto demo
Opinioni BDSwiss

Tommaso Piccinni

Lascia un commento

Lascia un Commento

Trading CFDs and/or Binary Options involves significant risk of capital loss.

BlogFinanza.com

BlogFinanza.com

conto demo