Referendum costituzionale: Grillo e Berlusconi alleati del NO!

In vista della dirittura di arrivo del referendum costituzionale, Grillo e Berlusconi, si dicono alleati del NO, ovvero entrambi gli schieramenti  politici, anche se di ideologie diverse per una volta si trovano concordi nel dire NO ala riforma costituzionale così come è adesso strutturata.

Secondo quanto affermato da Grillo, dire no è la più alta espressione politica che si possa avere!

grillo_dimaio_no-referendum

Secondo il Movimento e le parole di Di Maio questa riforma serve solo a fare meno leggi, mentre con la vittoria del no gli italiani si dicono pronti a pretendere le dimissioni dello stesso premier, ritenuto poco adatto a quel ruolo.

Secondo il movimenti cinque stelle, votare NO oggi, potrebbe rappresentare la più alta espressione della politica,. Non lo chiediamo solo noi che ci occupiamo di politica ma tutti gli italiani che sono con noi e con i nostri avversari, ma che si trovano d’accordo sul NO.

Per tanto, l’appello lanciato dal movimento, per voce di Beppe Grillo tramite il suo blog, e di votare NO, dicendosi contento ancora una volta nel non fare una cosa. Ironizza in questo modo, il comico leader dei cinque stelle, per esprimere tutto il suo dissenso alla riforma costituzionale in primi e dopo anche all’operato del premier.

Anche il vice presidente della Camera Luigi Di Maio va all’attacco della maggioranza e di tutti coloro che si dicono favorevoli alla riforma della costituzione, affermando ancora una volta che:

questa riforma è un paravento che serve solo a Renzi per nascondere i mali endemici della politica italiana.

Con queste parole, Di Maio, spiegare le sue ragioni del votare NO al referendum. Inoltre se si considera che la riforma costituzionale, è irreversibile, poiché in caos di vittoria delle prossime elezioni amministrative da parte del Movimento cinque stele, ma in generale, da qualsiasi altra forza politica, per poter cambiare si deve chiedere il permesso ai senatori per altro eletti con questa riforma senza considerare che sono stati eletti da istituzioni che non sono rappresentative degli Italiani.

Se poi la maggioranza crede che in questo modo, si possono fare le leggi molto più velocemente, allora bisogna anche dire che il governo in carica oggi, con questa legge, ha l’abilità di fare una legge ogni 5 giorni. Figuriamoci con il cambio della costituzione.

In tutto il mondo, in tutti i paesi democratici si cercano di abbassare le leggi. In Italia si stanno aumentando portando un caos totale tra leggi contrastanti e allungando di gran lunga la burocrazia.

Di Maio, conclude, facendo un appello allo stesso  capo di Stato e allo stesso Renzi. In caso di vittoria del NO, per altro ne è certo, il premier deve mantenere la promessa di dimettersi, senza trovare altre scuse. Lo vogliono gli Italiani che gli hanno votato contro e lo vuole l’Italia per il bene dello stato. Quello che accadrà dopo, sarà compito di Mattarella!

Sulla stessa linea delle dimissioni dell’attuale governo e schierato a favore del NO è anche Berlusconi, il quale si dice determinato  e annuncia battaglie politiche affinché gli Italiani comprendano i motivi del dire NO. Questo sarà il mio impegno, l’impegno di Forza Italia e l’impegno che ci chiedono i nostri elettori.

Il No di Berlusconi al referendum Costituzionale

berlusconi-no-referendum

Berlusconi ha anche chiarito che il rinvio del vertice sia con Salvini sia con la Meloni, non hanno nulla a che vedere con la nostra linea politica del No. Questo è un punto su cui lo stelo Berlusconi si dice fermamente convinto e che vuole chiarire una volta per tutte. Il Cavaliere si dice sempre più convinto del no al ddl Boschi, e annuncia fortemente che il centrodestra presenterà un proprio pacchetto di riforme, dove si dicono tutti convinti e non come lo stesso PD spaccato in 2. Le nostre riforme, presentate al parlamento hanno la base sul presidenzialismo.

Anche per Berlusconi, come per Grillo, una vittoria del No, deve essere seguita dalle dimissioni dell’attuale premier, per altro non eletto dagli italiani.

La vittoria del NO, equivale al fallimento del governo Renzi e di un progetto al quale ha legato la sua intera azione politica. In Solo in questo modo, gli Italiani potranno tornare al voto e rieleggere un governo che veramente li rappresenti.

Secondo Berlusconi si parla di “svolta epocale”, che porterà non come vogliono farci credere all’ingovernabilità del paese, ma ad un effettivo governo eletto dai cittadini Italiani e ricorda che lui ha presentato le dimissioni perché allora il capo dello stato Napolitano, lo richiamo al fine di presentare le dimissioni per il bene del paese. Ma a tutto abbiamo assistito meno che a questo.

Dure le critiche però dell’opposizione; anche una parte del centro destra si dice convinta non solo che le riforme vadano approvate ma che in caso di vittoria del NO, il governo attuale deve rimanere in carica. Il primo a chiedere questo è proprio il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ex Berlusconiano che afferma:

“Se vince il no questo governo non cade, e mi sembra anche giusto”!

Non è solo Alfano l’unico ex Pdl a lavorare e remare contro Berlusconi, ma afferma anche che vuole creare un nuovo movimento, di centro, dove far confluire tutti i delusi della sinistra e della destra. In questo modo, si potrebbe mettere insieme l’area di centro a sostegno del governo. Anche Verdini si dice pronto a questa nuova sfida e a creare un movimento di centro. Questo ha dato vita ad un unico gruppo in Parlamento, che vede alleato anche Enrico Zanetti di Scelta Civica e che hanno come obbiettivo quello di portare il nuovo partito in parlamento alle prossime elezioni, quindi dopo quello che accadrà con il referendum.

Ma a parte questo movimento creato e questi dissidenti, il resto del centro destra si dice compatto per il NO, e non sarà facile per il nuovo movimento affrontare un centro destra unito e compatto almeno nella guida del governo.

Chi è contro Renzi dica No!

berlusconi-salvini-meloni-no-referendum

Anche Fratelli d’Italia si schiera contro il referendum, organizzando un 3 giorni di kermesse a Milano, proprio per spiegare il no al referendum! Il leader di Fratelli d’Italia, richiede le dimissioni immediate dell’esecutivo anche in caso di vittoria del Si. Il referendum dovrebbe rappresentare la svolta anche per il centro destra, dal quale dovrebbe uscire unito più che mai, forte più di prima e dirsi pronto a governare per i prossimi anni, a seguito delle nuove elezioni.

Il NO al referendum vede coinvolti, non solo Berlusconi e Grillo, ma anche Lega Nord e Fratelli d’Italia senza considerare che lo stesso PD e i suoi dissidenti DEM.

Al contrario di tutto quello che si può credere, però, lo stesso presidente dei senatori Dem Lugi Zanda, in un incontro pubblico tenutosi a Nuoro ha approfittato e sottolineato l’importanza di sostenere le riforme al fine di rafforzare la nostra democrazia. Quindi è dissidente tra i suoi dissidenti o solo una manovra tattica per far rimanere in carica il governo PD?

Infine anche Casini, si dice fortemente contrario al Si del referendum , nonostante stia pensando al movimento di centro. Secondo quanto affermato da Casini:

l’Italia ha bisogno di una democrazia più efficace, più forte, in grado di assumere decisioni su questioni cruciali”.

Pier Ferdinando Casini va all’attacco di tutti coloro che difendono a spada tratta in parlamento il ddl Boschi ed attacca affermando che la maggior parte di quelli che oggi si dicono contrari alla riforma Costituzionale l’hanno votata in Parlamento.

Se fossero stati coerenti allora, come sostengono oggi, non si sarebbe arrivati a questo punto.

Questa è la dimostrazione dunque che il tema non è il merito delle riforme! Oggi si lotta contro Renzi e non per il bene degli Italiani, ma si tenta di andare contro il Governo. Mossa tattica anche per lui in vista delle prossime e future elezioni politiche?

Anche il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, secondo quanto affermato in un’intervista mette in guardia i dissidenti Dem, affermando che:

“Fa tremare i polsi l’idea che non troviamo un’intesa. Vorrei trasmettere agli amici della minoranza del Pd il grido che arriva dai territori. Bisogna abbassare i toni, anche nella maggioranza, e trovare un’intesa. Perché se non si trova, un No al referendum può mettere a rischio l’unità del partito”.

Non ci resta dunque che attendere i prossimi giorni per comprendere ancora di più i motivi del si e del no al referendum. Invitiamo tutti coloro che vogliono seguire tutti gli approfondimenti a consultare la nostra sezione di Politica, dove potrete trovare tutti gli approfondimenti come quelli di seguito riportati:

Migliori Piattaforme di Trading Online

Broker Bonus Licenza Fai Trading
Conto demo gratuito CySEC Conto demo
Opinioni Markets.com
Conto demo gratuito CySEC Conto demo
Opinioni 24Option
Demo Gratuita CySEC - FSB Conto demo
Opinioni FXPRO.IT
Demo gratuita 30.000€ FCA - CONSOB Conto demo
Opinioni IG MARKETS
20€ gratis coupon CySEC Conto demo
Opinioni eToro
Conto demo gratuito CySEC Conto demo
Opinioni IQ Option
Broker Bonus Licenza Fai Trading
10.000 $ CySEC Conto demo
Opinioni IQ Option
premi ed offerte speciali CySEC - LLC - FSC Conto demo
Opinioni BDSwiss

Tommaso Piccinni

Lascia un commento

Trading CFDs and/or Binary Options involves significant risk of capital loss.

BlogFinanza.com

BlogFinanza.com

conto demo