Matteo Renzi: un male o un bene per L’Italia e l’Europa

In questi giorni, si discute molto sul fatto se Renzi sia un bene o un male non solo per l’Italia, ma per l’itera europa. Queste domande stanno attanagliando non solo gli italiani ma anche l’intera nazione, compresi i partiti politici, in primi il PD che si dice diviso anche tra la maggioranza. Ma perché?

Secondo alcune fonti è possibile carpirne il malcontento, dove si afferma senza mezzi termini che “un nuovo segretario non porterebbe danni al partito”. Un nuovo capo di governo invece potrebbe, sopratutto se parliamo a livello internazionale. Ma perché questi dissensi? E sopratutto Perché Renzi è considerato come il salvatore dell’Italia per alcuni e per altri come la catastrofe?

La divisione che spacca il PD si basa sopratutto sul contenuto del referendum costituzionale del 4 Dicembre prossimo, dove si schierano il fronte del NO di Gianni Cuperlo, uno dei DEM dissidenti più rappresentativo, e quello del Si capitanato dallo stesso Renzi.

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Sul referendum Bersani afferma: o si rottama l’Italicum o non se ne fa niente

Anche Bersani, ex segretario del PD si dice pronto a dare battaglia all’interno dello stesso partito al fine di escludere totalmente l’Italicum dal referendum, con una modifica sostanziale che abroghi (rottami usando le sue parole) completamente la legge elettorale, considerata da sempre, un disastro.

Le sue parole sono durissime:

O si rottama l’Italicum o si ferma la riforma costituzionale”

Bersani, infatti afferma a chiari termini che se non si cambia l’Italicum bisogna fermare completamente la riforma costituzionale, definendo da sempre l’italicum un disastro, che non è ancora entrato in circolazione e deve essere già rottamato.

Senza mezzi termini, Bersani afferma che il referendum costituzionale, al di la di quello che sarà l’esito, mostra un Italia divisa in 2, dove non questa volta non si vedono contrapposti solo maggioranza ed opposizione, ma anche lo stesso PD e la stessa maggioranza.

Ancora i dissidenti dello stesso PD hanno considerato la vittoria del NO, come una fine della carriera politica dello stesso premier, che ha certamente capito il problema e sta cercando di correre ai ripari. La legge elettorale è uno dei primi punti da modificare, se lo stesso premier vuole ottenere almeno la maggioranza dello stesso PD.

Una vittoria del No, non rappresenta solo la fine della carriera politica di Renzi, ma anche la sua fine come segretario dello stesso PD. Un bene o un male per L’Italia e per il PD?

Al momento si schierano con il NO la Destra, il Centrodestra, la Sinistra, i Cinquestelle, i populisti antieuropei.

Perché cambiare la legge elettorale?

La legge elettorale sembra essere la questine maggiore che divide la maggioranza che dovrebbe essere cambiata al fine di evitare un futuro ballottaggio e potrebbe comportare l’uscita di scena del PD dalla politica Italiana. Oggi infatti non esiste più un bipolarismo, ma la nuova forza politica i Cinquestelle, è entrato di forza nello scenario politico italiano e sembra oggi essere l’unico partito in grado di strappare il governo alla destra e alla sinistra, chiudendo la storia del bipolarismo politico.

Renzi ha capito bene che per eliminare dallo scenario politico le altre forze concorrenti, deve fare leva sulla legge elettorale, accomodando anche le altre fazioni politiche. Non nasconde infatti la preoccupazione che il movimento cinquestelle potrebbe da solo governare l’Italia, quindi una modifica del’Italicum sarebbe a questo punto anche ben vista dallo stesso Renzi che si dice disposto a studiare e apportare modifiche in base anche a quelle che sono le richieste della stessa maggioranza.

Al momento però afferma che il dibattito deve essere pubblico, ovvero deve rispettare i seguenti limiti:

  1. il cambiamento sostanziale della legge elettorale deve avvenire esclusivamente in Parlamento, dove verrà deliberata la modifica dell’Italicum, anche se il contenuto specifico potrà essere reso noto solo e soltanto dopo il voto referendario del 4 dicembre. Tattica referendaria, ricatto o tattica politica?
  2. Il premio di maggioranza non sarà modificato, salvo che la corte dei conti non si pronunci in merito.
  3. Il ballottaggio non deve subire modifiche.
  4. Tutto il resto può essere discusso.

Queste sono le ultime volontà in merito da parte dello stesso Renzi, dove ancora afferma che i senatori del nuovo Senato previsto dal referendum dovranno essere eletti direttamente dal popolo e non dai consigli regionali.

Questo il principale problema che attanaglia, a nostro avviso,  la maggioranza del PD. Matteo Renzi, dovrebbe rivedere un attimo il suo operato e le sue decisioni, in merito, al fine di assecondare anche l’altra faccia della stessa medaglia (PD), e tenere conto anche di quelle che sono le decisioni prese dal proprio partito.

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Tommaso Piccinni

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